Enzo Cucchi

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Enzo Cucchi (a destra) durante un incontro con i ragazzi dell'accademia di belle arti di Palermo tenutosi il 13 novembre 2014

Enzo Cucchi (Morro d'Alba, 14 novembre 1949) è un artista, pittore e scultore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo esordi in ambito concettuale, è approdato alla figurazione, diventando uno dei principali esponenti del nucleo storico della Transavanguardia italiana tematizzato da Achille Bonito Oliva. Nelle opere su tela, accompagnate da numerosi disegni e spesso presentate da testi poetici scritti dall'artista stesso, si riappropria con sguardo visionario del mito, della storia dell'arte e della letteratura ("Cani con lingua a spasso", 1980 ed "Eroe senza testa", 1981; "Sia per mare che per terra", 1980), dando vita a composizioni di grande intensità simbolica, nelle quali spesso il mondo è rappresentato come campo di battaglia tra due principi opposti.

Dopo le grandi composizioni con l'uso del carboncino e del collage, ha sperimentato l'utilizzo di diversi materiali, tra i quali la terra, il legno bruciato, i tubi al neon e il ferro (nella serie "Vitebsk-Harar" dedicata ad Arthur Rimbaud e Kazimir Severinovič Malevič) abbracciando nel contempo un uso quasi caravaggiesco della luce, che gli ha consentito effetti di profondità spaziale.

Nel 1986 ha risposto alla chiamata del gallerista napoletano Lucio Amelio che, in seguito al terremoto dell'Irpinia del 1980, aveva chiesto ai maggiori artisti contemporanei dell'epoca di realizzare un'opera che avesse come tema il terremoto, da inserire nella collezione "Terrae Motus".[1] La sua opera Senza titolo è costituita da quattro pannelli di ferro invecchiati e arrugginiti, che rimandano alla violenza dell'usura del tempo, al centro dei quali campeggia un tondo con un vascello, immagine simbolica cara all'artista.[2]

Ha realizzato anche alcune sculture e la decorazione della cappella di monte Tamaro presso Lugano (1992-94, architetto Mario Botta).

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— Roma, 2 maggio 2012.[3]

Enzo Cucchi nei musei[modifica | modifica wikitesto]

Musei in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Musei all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Film[modifica | modifica wikitesto]

  • Tra il 2000 e il 2007 il regista tedesco Georg Brintrup ha girato il film "Enzo Cucchi"[4], produzione Lichtspiel Entertainment, regia: Georg Brintrup[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Terrae Motus. La collezione Amelio alla Reggia di Caserta, a cura di Livia Velani, Ester Coen e Angelica Tecce, Skira Editore, 2001, Milano, pp.149-150. ISBN 88-8491-066-8..
  2. ^ "Terrae Motus" Reggia di Caserta visita virtuale, su hpc-forge.cineca.it.
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato - CUCCHI Sig. Enzo.
  4. ^ Sito web Brintrup
  5. ^ Internet Movie Database

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN121648245 · ISNI (EN0000 0001 2104 2048 · SBN IT\ICCU\CFIV\080875 · LCCN (ENn83204834 · GND (DE118522930 · BNF (FRcb12007023s (data) · ULAN (EN500053926