Morro d'Alba
| Morro d'Alba comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Enrico Ciarimboli (lista civica Morro d'Alba comune) dall'11-6-2018 (2º mandato dal 15-5-2023) |
| Territorio | |
| Coordinate | 43°36′04.19″N 13°12′49.55″E |
| Altitudine | 199 m s.l.m. |
| Superficie | 19,46 km² |
| Abitanti | 1 800[1] (31-5-2026) |
| Densità | 92,5 ab./km² |
| Frazioni | Santa Maria, Sant'Amico |
| Comuni confinanti | Belvedere Ostrense, Monte San Vito, San Marcello, Senigallia |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 60030 |
| Prefisso | 0731 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 042031 |
| Cod. catastale | F745 |
| Targa | AN |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media)[2] |
| Cl. climatica | zona D, 1 936 GG[3] |
| Nome abitanti | morresi |
| Patrono | san Michele Arcangelo |
| Giorno festivo | 29 settembre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Morro d'Alba è un comune italiano di 1 800 abitanti[1] della provincia di Ancona, nelle Marche, noto per aver dato la sua denominazione al vino rosso DOC "Lacrima di Morro d'Alba". È uno dei "borghi più belli d'Italia".[4]
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Ha una superficie di 19,12 km²[5][6] ed è ubicato in posizione collinare, a 199 metri di altitudine. Si erge tra le valli dei fiumi Esino e Misa, a metà strada fra Jesi e Senigallia, e dista 10 km dal mare Adriatico. Il tipico paesaggio agrario delle Marche interne, costituito da coltivazioni ordinate e filari alberati di querce, olmi e aceri, racchiude al suo interno l'abitato e le relative campagne. Il clima è di tipo temperato con estati calde e le precipitazioni sono concentrate prevalentemente nei mesi autunnali e primaverili.

Morro d'Alba fa parte dei Castelli di Jesi e della Valle del Triponzio, uno dei maggiori affluenti dell'Esino.[7] Proprio la naturale presenza di acqua dolce ha reso possibile la formazione dei primi insediamenti umani in questo territorio. Molti sono infatti i pozzi, rinvenuti anche negli ambienti ipogei del castello, e molte sono le fonti, come la ex Fonte del Re, un'antica sorgente non più esistente situata nei pressi della frazione Sant’Amico, dove probabilmente si stanziarono le prime comunità. Questa sorgiva trasse il nome dalla scoperta di un remoto medaglione appartenuto al re dei Goti Teodorico, risalente probabilmente al 500. L'antica presenza di Goti e Longobardi è altresì testimoniata da alcuni toponimi associati a varie località geografiche morresi e dal culto di San Michele Arcangelo, patrono del paese e rappresentato nello stemma del comune.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Morro d'Alba ha origini antichissime. La prima esistenza storica fu accertata intorno all'anno 1000, quando comparve come Curtis in un atto imperiale di Federico I, ma le sue campagne, nelle zone dell'attuale territorio comunale, risultavano già abitate fin dall'epoca romana. Ad attestarlo è un medaglione aureo che riporta la scritta ricostruita "Theodoricus pius princeps invictus semper", rinvenuto in una tomba a Sant'Amico, frazione nelle vicinanze del paese e oggi conservato presso il Museo delle Terme di Roma.
Compare invece come Castrum Murri in un altro atto del 1213, quando Senigallia fu costretta a cedere Morro d'Alba al vicino comune di Jesi. Entrerà così a far parte del contado della Respublica Aesina, e ne seguirà tutte le sorti storiche. Il toponimo sembra ricordare la mora o "cippo di confine" sull'alba, o "colle", che segnava appunto la separazione tra i comitati medievali jesino e senigalliese.
Nel 1326, Morro d'Alba venne assediata dalle milizie di Fabriano e nel 1365 le mura dovettero essere ricostruite, forse a causa dei danni subiti da una razzìa dei banditi della "Compagnia Maledicta" di Fra Moriale. Nel 1481 subì diverse incursioni degli anconetani.
Soltanto nel 1808, con il Regno Napoleonico, Morro d'Alba venne definitivamente sottratta alla città di Jesi; fu poi nel 1860, con l'Unità d'Italia, che entrò a far parte della provincia di Ancona. Proprio questo avvenimento comportò, nel 1862, l'aggiunta del termine "Alba" al nome del paese, per evitare confusioni con altre località del Regno.
Il 14 novembre 1949 il comune vide la nascita del pittore e scultore Enzo Cucchi, tra i maggiori esponenti della Transavanguardia italiana, le cui opere sono oggi conservate in vari musei nazionali e internazionali.
Il 23 ottobre 2016, dopo un referendum consultivo, i cittadini morresi respinsero fortemente la proposta di fusione per incorporazione con Senigallia.[8]
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Lo stemma ufficiale è stato riconosciuto con DPCM il 15 maggio 1957:[9]
Lo scudo è accompagnato dal motto latino "Ut custodiat te". Il gonfalone, concesso con DPR dell'8 novembre 1957[9], è un drappo azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Il comune di Morro d’Alba fa parte dell’associazione “I Borghi più belli d’Italia” ed è uno dei centri abitati più suggestivi delle Marche. Conserva ancora oggi numerose testimonianze del suo passato, quali la cinta muraria con il camminamento interno detto “La Scarpa”, i sotterranei del castello, il Palazzo Comunale, la chiesa di San Gaudenzio e quella della Santissima Annunziata.
Architetture religiose
[modifica | modifica wikitesto]Chiesa di San Gaudenzio
[modifica | modifica wikitesto]La chiesa di San Gaudenzio[11] è collocata all’interno delle mura ed è caratterizzata da ricchissime decorazioni parietali e da un pavimento in pietra del Furlo bianca e rosa. Al suo interno sono presenti diverse tele tra cui un esemplare di Ultima Cena (1735) appartenente a Giovanni Francesco Ferreri e Il battesimo di Gesù[12] (1941) di Ciro Pavisa, copia dell’omonimo quadro realizzato da Andrea Verrocchio con alcuni suoi collaboratori, tra cui Leonardo da Vinci.[13]
Chiesa della Santissima Annunziata
[modifica | modifica wikitesto]La chiesa della Santissima Annunziata venne eretta nel 1670 ed era nota alla popolazione come chiesa di Santa Teleucania[14], poiché qui, nel 1819, i fratelli don Angelo e don Francesco Remedi esposero al pubblico le reliquie della santa martire ottenute a Roma. Oggi è usata come auditorium nel quale si organizzano congressi, concerti e mostre.[15]
Architetture civili
[modifica | modifica wikitesto]Camminamento "La Scarpa"
[modifica | modifica wikitesto]Si tratta di una cinta muraria pentagonale ad alte cortine a scarpata, dotata di appositi torrioni di vedetta, facente parte di un'antica fortezza medievale. Costruita a scopo difensivo probabilmente già nel XIII secolo, nel tempo ha subito molteplici modifiche, visibili ancora oggi nell'attuale struttura.[16] Questo camminamento di ronda, lungo circa 300 metri, è perlopiù a volta celeste chiusa e presenta diversi finestroni d'avvistamento.
Palazzo Comunale
[modifica | modifica wikitesto]Il Palazzo Comunale si trova all'interno del castello ed è stato realizzato tra 1763 e 1775. Nella sua sala consiliare sono presenti vari semibusti dedicati a cittadini illustri e alcune opere di autore ignoto quali la "Vergine immacolata tra San Michele Arcangelo e San Benedetto" e "San Michele Arcangelo e il demonio", entrambe risalenti alla fine del XVII secolo. Vi è anche una pala d’altare di Claudio Ridolfi, pittore di origine veneta attivo nelle Marche intitolata "Incoronazione della Vergine tra i Santi Francesco, Michele Arcangelo, Domenico Giuseppe e Bonaventura", realizzata nel 1630 circa.[17]
Torre civica
[modifica | modifica wikitesto]La torre civica è uno storico edificio situato all'ingresso del borgo, dotato di orologio con cella campanaria. Sulla facciata spicca un bassorilievo del 1504 raffigurante il leone rampante di Federico II, simbolo della città di Jesi e del suo secolare dominio.
Museo Utensilia
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Dal 2008 ha sede presso il vecchio camminamento di ronda della fortezza "La Scarpa" ed espone una ricca collezione di antichi arnesi e manufatti legati alla cultura mezzadrile, che ha caratterizzato questo territorio per secoli. Venne inaugurato nel 1986 per volontà di Sergio Anselmi, allora direttore del Museo di storia della Mezzadria di Senigallia, e fu inizialmente allestito presso i locali dell’ex Scuola Media di Morro d’Alba.
È composto da otto sale situate negli ambienti ipogei del castello: in una di queste vi è un cannone di bottega napoletana fuso nel 1851, conquistato in battaglia da Re Vittorio Emanuele II nella guerra contro Carlo III di Borbone. Si trova custodito a Morro d'Alba a seguito della sua donazione da parte del Museo storico nazionale dell'artiglieria di Torino nel 1862 alla locale Guardia Nazionale, la quale lo utilizzò per scopi cerimoniali e militari. Non venne però ceduto a titolo gratuito, bensì in cambio della più antica bombarda italiana nota fino ad oggi, realizzata in un unico pezzo di ferro battuto e risalente probabilmente al XIV secolo, rinvenuta durante i lavori di recupero dei sotterranei assieme a tre mascoli.[7]
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[18]

Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Eventi e itinerari
[modifica | modifica wikitesto]Numerosi sono gli eventi e le tradizioni che si svolgono annualmente a Morro d'Alba, molti dei quali legati al vino o ad antiche usanze come:
- la “Sagra del Lacrima”, in occasione della prima domenica di maggio. Sono allestiti stand culinari ed è possibile degustare il vino DOC Lacrima di Morro d'Alba.
- la festa caratteristica del borgo, ossia il “Cantamaggio”, che si tiene la terza domenica di maggio. In piazza viene piantato "l’albero del maggio" e gruppi di cantori del paese e dei comuni limitrofi portano di casa in casa il canto rituale di questua, che si conclude con la danza del "saltarello" e l’offerta di doni alimentari da parte dei proprietari di casa. La festa termina il 31 maggio con il rogo dell’albero in piazza.
- “Calici di Stelle”, organizzata il 10 agosto e promossa dall’"Associazione Nazionale Città del Vino", di cui Morro d’Alba fa parte. Si possono assaporare il Lacrima e altri prodotti tradizionali morresi, assistendo ad intrattenimenti musicali.
- “Festa del Lacrima e del Tartufo di Acqualagna”, manifestazione del terzo sabato e della terza domenica di ottobre, con stand enogastronomici a tema, musica dal vivo e varie attività ricreative.
Morro d’Alba è inoltre attraversato da diversi tipi di sentieri e itinerari turistici realizzati nell’ambito dell’iniziativa comunitaria Leader, tra i quali: "La Via del Sole", che partendo da Jesi tocca vari centri collinari, i cui campi esposti a mezzogiorno favoriscono la coltura della vite e la produzione di pregiati vini DOC (tra cui il Lacrima stesso), due differenti percorsi per gli appassionati di mountain bike, un itinerario dedicato alle passeggiate a cavallo e infine un percorso che collega i più interessanti siti storici, architettonici, artistici e museali della zona.[19][20]
Economia
[modifica | modifica wikitesto]Prodotti tipici
[modifica | modifica wikitesto]Il principale prodotto tipico del comune è il Lacrima di Morro d'Alba, uno dei più importanti vini rossi della regione e d'Italia, ottenuto dall'omonimo vitigno autoctono "Lacrima". Quasi estinta negli anni '80 del Novecento, quest'antica cultivar fu salvata e recuperata proprio nelle campagne di Morro d'Alba e deve il suo nome alle particolari gocce (chiamate appunto lacrime) che colano dai grappoli quando sono prossimi alla maturazione.
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 14 luglio 1989 | 30 novembre 1994 | Daniela Chiappa Ronconi | Indipendente | Sindaco | [21] |
| 21 novembre 1994 | 30 novembre 1998 | Daniela Chiappa Ronconi | Lista civica | Sindaco | [21] |
| 30 novembre 1998 | 27 maggio 2003 | Enrico Ciarimboli | Lista civica | Sindaco | [21] |
| 27 maggio 2003 | 15 aprile 2008 | Simone Spadoni | Lista civica | Sindaco | [21] |
| 15 aprile 2008 | 27 maggio 2013 | Simone Spadoni | Impegno Civile - Progresso Democratico | Sindaco | [21] |
| 27 maggio 2013 | 11 giugno 2018 | Alberto Cinti | Progresso Democratico | Sindaco | [21] |
| 11 giugno 2018 | 14 maggio 2023 | Enrico Ciarimboli | Morro d'Alba Comune | Sindaco | [21] |
| 15 maggio 2023 | in carica | Enrico Ciarimboli | Morro d'Alba Comune | Sindaco | [21] |
Sport
[modifica | modifica wikitesto]La storica squadra calcistica del paese, denominata "Union Morro d'Alba", ha rappresentato il comune in questo sport per diversi anni prima della fusione con le vicine ed ex rivali "San Marcello" e "Belvederese" per formare la nuova società "Terre del Lacrima", che milita in Seconda Categoria. A Morro d'Alba è presente anche una squadra di pallavolo, la "Società Sportiva Volley 3".
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ Morro d’Alba, un borgo di-vino, su Associazione "I Borghi più Belli d'Italia. URL consultato l'11 novembre 2025.
- ↑ Morro d'Alba: Clima e Dati Geografici, su comuni-italiani.it.
- ↑ Morro d'Alba, su tuttitalia.it.
- 1 2 Sistema Museale Provincia di Ancona (a cura di), Guida di Morro d'Alba. La storia, l'arte, i musei..
- ↑ il Resto del Carlino, Senigallia, referendum categorico. Morro d'Alba resta Comune - il Resto del Carlino, in il Resto del Carlino, 24 ottobre 2016. URL consultato il 12 giugno 2018.
- 1 2 Morro d'Alba, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 5 ottobre 2024.
- ↑ Bozzetto dello stemma del Comune di Morro d'Alba, su ACS, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città. URL consultato il 5 ottobre 2024.
- ↑ San Gaudenzio, su diocesisenigallia.it.
- ↑ Il battesimo di Gesù, su uffizi.it.
- ↑ Carlo Vernelli, Il patrimonio Storico e Artistico di Morro d'Alba.
- ↑ Santa Teleucania, su morrodalba.com.
- ↑ Carlo Vernelli, Il Patrimonio Storico Artistico di Morro d'Alba.
- ↑ Le Mura delle Marche - Morro d'Alba.
- ↑ Carlo Vernelli, Il Patrimonio Storico-Artistico di Morro d'Alba.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Sistema Provinciale Provincia di Ancona (a cura di), Guida di Morro d'Alba. La storia, l'arte, i musei..
- ↑ Comune di Morro d'Alba - Eventi, su morrodalba.com.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 http://amministratori.interno.it/
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]- Museo Utensilia di Morro d'Alba
- Lacrima di Morro d'Alba
- Lacrima (vitigno)
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Morro d'Alba
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.morrodalba.an.it.
- Morro d’Alba, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Mòrro d'Alba, su sapere.it, De Agostini.
| Controllo di autorità | SBN FOGL000351 |
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