Transavanguardia italiana

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La transavanguardia italiana è un movimento artistico italiano nato verso la seconda metà degli anni settanta del XX secolo su progetto del critico Achille Bonito Oliva (a cui si deve il neologismo stesso) sulla scia della crisi economica che caratterizzò questo decennio e che ridimensionò l'ottimismo produttivo e culturale dell'Italia. Questa crisi economica ebbe conseguenze anche sull'arte, dato che smorzò l'ottimismo sperimentale delle avanguardie[1].

Contestualizzata, a posteriori, come una delle correnti del postmodernismo, la transavanguardia, grazie alla natura anticipatoria[2] dei movimenti che hanno caratterizzato l'attraversamento dell'arte concettuale, ha continuato, in Italia, ad essere protagonista di ulteriori ondate artistiche, sovrapponendosi alle altre tendenze postmoderne[3].

Peculiarità artistiche[modifica | modifica wikitesto]

Lluis Bartrina e, sulla destra, Achille Bonito Oliva

Le avanguardie lavoravano all'insegna di un'evoluzione linguistica lineare che prendeva le proprie mosse dagli antenati nobili, ovvero le avanguardie storiche. La crisi economica, culturale, politica e morale degli anni settanta ha dimostrato che la storia procede per piani imprevisti, non linearmente[1]. Partendo da questo presupposto la transavanguardia, come movimento di transizione, di nomadismo culturale e recupero della pittura, si è proposta di superare il linguaggio astratto-concettuale delle neoavanguardie attraverso un ritorno a materiali e tecniche pittoriche tradizionali e una figurazione dai tratti espressionisti, e talvolta con un recupero di motivi e forme del passato[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La transavanguardia teorizzava un ritorno alla manualità, alla gioia ed ai colori della pittura dopo alcuni anni di dominazione dell'arte concettuale. Il movimento, teorizzato e sistematizzato dal critico Achille Bonito Oliva, è ascrivibile come un movimento del tutto italiano, scarsamente riconosciuto all'estero[5]. Vide protagonisti un quintetto di artisti[6]: Sandro Chia, Enzo Cucchi, Francesco Clemente, Nicola De Maria e Mimmo Paladino, con i quali collaborò parallelamente Sirio Bellucci e ai quali poi si aggiunsero Mimmo Germanà, Ernesto Tatafiore, Nino Longobardi (presenti nella sezione Aperto '80 della Biennale di Venezia del 1980) e Andrea Vaccaro, che in seguito abbandonò il movimento[7].

Nel 1979, ad Acireale, una mostra curata da Achille Bonito Oliva, Opere fatte ad Arte, poneva le basi di quella che poi venne consacrata alla Biennale di Venezia del 1980. In un'intervista pubblicata nel numero 13 (ottobre 1979) della rivista Segno si legge: " […] questi artisti assumono la pratica pittorica come un movimento affermativo, come un gesto non più di difesa ma di penetrazione attiva, diurna e fluidificante. [...]". Nel 2011, dal 24 novembre al 4 marzo 2012, è stata allestita una mostra antologica al Palazzo Reale di Milano.

Artisti[modifica | modifica wikitesto]

Sandro Chia[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Clemente fotografato a San Francisco nel 1991 con il proprio Autoritratto

Sandro Chia si è dedicato a una pittura a olio che ricorda quella manierista, con figure di dimensione michelangiolesca reinterpretate in chiave ironica. Dal punto di vista cromatico Chia sembra riferirsi soprattutto agli accordi squillanti del Futurismo. Tra le opere realizzate c'è stato il Fumatore con guanto giallo (1980). In questo dipinto è raffigurato un uomo in abito elegante, rappresentato di spalle. La figura è centrata e contornata da un rosso che la evidenzia. Fondo con pennellate rapide e fumo che fuoriesce scherzosamente da tre punti, la testa, il fondoschiena e la sigaretta.

Enzo Cucchi[modifica | modifica wikitesto]

Fin dagli esordi il lavoro di Enzo Cucchi ha dimostrato una certa originalità rispetto alle tendenze predominanti alla fine degli anni settanta, appropriandosi di quello sperimentalismo che era tipico di quelle tendenze, e recuperando i mezzi espressivi più tradizionali. Le sue installazioni, prodotte con i materiali più diversificati e a volte improbabili, vengono dislocate liberamente nello spazio espositivo, ma sempre utilizzate come supporto per la pennellata pittorica.

Francesco Clemente[modifica | modifica wikitesto]

Espressione assoluta per Francesco Clemente che, trasferitosi a New York all'inizio degli anni Ottanta, realizza varie collaborazioni con Jean-Michel Basquiat ed Andy Warhol. Nella sua produzione Clemente manifesta un eclettico interesse per numerose tecniche espressive, dalla pittura ad olio al mosaico, dall'incisione alla scultura, seppur mantenendo sempre con un occhio di riguardo per il disegno puro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Transavanguardia, storia e stili di un movimento, su www.arte.rai.it. URL consultato l'11 aprile 2017.
  2. ^ La Repubblica del 16/7/08 pag.18; S. Cervasio, su www.repubblica.it. URL consultato l'11 aprile 2017.
  3. ^ Corriere della Sera del 23/3/02 - pag. 37, G. Sebastiano, su www.corriere.it. URL consultato l'11 aprile 2017.
  4. ^ Transavanguardia, su www.treccani.it. URL consultato l'11 aprile 2017.
  5. ^ Corriere della Sera del 17/9/05 - pag. 47, D. Paparoni, su www.corriere.it. URL consultato l'11 aprile 2017.
  6. ^ La Gazzetta del 29/1/03, R. Rutigliano, su www.lagazzettaweb.it. URL consultato l'11 aprile 2017.
  7. ^ Andrea Vaccaro, su www.artmajeur.com. URL consultato l'11 aprile 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]