Arte pubblica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Con la denominazione di arte pubblica (in inglese, public art) si indica una specifica modalità di presentazione e fruizione dell'arte che entra nel tessuto sociale e nella struttura urbana della città.

Portare l'arte sul territorio pubblico rappresenta l'occasione di far uscire la creatività dai luoghi ad essa deputati, di porla a stretto contatto con un pubblico ampio e allo stesso tempo di caratterizzare o rivalutare l'ambiente cittadino.

Le opere sono pensate appositamente per il luogo, ossia sono site-specific, e non sono staccate da esso da alcun piedistallo: l'arte pubblica inizia infatti ad essere realizzata a partire dagli anni settanta, nel momento della crisi della concezione urbanistica moderna, e si allontana dall'idea di monumento in quanto ha fini comunicativi e mai celebrativi.

Un esempio è "Ago, filo e nodo" di Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen in piazza Luigi Cadorna a Milano, un enorme ago conficcato nella pavimentazione della piazza. Gli artisti italiani che hanno realizzato opere d'arte pubblica sono Mario Merz, Mimmo Paladino (famosa la sua Montagna di Sale in Piazza Plebiscito a Napoli, nel 1995, nella duplicazione dell'installazione originale, ubicata a Gibellina in Sicilia, nel 1990) e Mauro Staccioli, Vito Acconci, Alberto Garutti, Giulio Paolini, Massimo Ghiotti, Angelo Riviello (con la Fontana della Chiena nel dopo-sisma del 1980, in Piazza Melchiorre Guerriero a Campagna (SA), del 1982/1994, un grande muro squarciato, da cui fuoriesce l'acqua con elementi lapidei sparsi, nella trasformazione di un bene immateriale, detto 'A Chiena, con le acque del fiume Tenza, da nettezza urbana, che puliva le strade della città, ad "Opera d'Arte" a più mani, con il coinvolgimento del pubblico, riconosciuta recentemente dal MiBact); tra i giovani, tra i più attivi in questo ambito sono Carlo Buzzi, Maurizio Cattelan, Loris Cecchini, Stefano Cagol, Gianni Lillo, Andreco ed il gruppo Stalker e molti altri.

È evidente che per la sua modalità pubblica, l'opera deve possedere le caratteristiche di riconoscibilità e di collocabilità nel tessuto urbano, e quindi fare i conti con il contesto paesaggistico, territoriale e in definitiva urbanistico nel senso più completo del termine. Storicamente l'opera pubblica è stata un facile strumento di produzione del consenso, di celebrazione di eventi o di personaggi appartenenti alle classi alte, per la consacrazione della loro autorità. Questi fattori rendono estremamente complicata la progettazione delle opere pubbliche, in quanto l'artista deve tenere conto della situazione reale in cui va ad intervenire. Sul territorio sono ovviamente presenti tutte le contraddizioni prodotte dalla nostra società, come l'espulsione dei ceti più deboli dai centri urbani, la marginalizzazione delle periferie anche dal punto di vista culturale, le questioni inter-etniche che esplodono con l'aumento dell'immigrazione extracomunitaria, la centralità nei meccanismi economici della rendita fondiaria, ecc. L'artista che si cimenta con la progettazione dell'arte pubblica deve necessariamente compiere scelte difficili, fra le tensioni verso il proprio riconoscimento pubblico e il reale coinvolgimento dei fruitori dell'opera. Scelte difficili come quelle dell'urbanista, che quasi sempre nel tempo vengono violate dal potere istituzionale in nome dello sviluppo. Il dibattito sulle problematiche inerenti l'arte pubblica è ripreso a partire dall'inizio del nuovo millennio, con l'acuirsi delle contraddizioni sociali e l'aumento problematico dell'immigrazione. Numerose riflessioni[1] si stanno consolidando nel dibattito fra i critici, gli artisti e gli esperti d'arte che sulla scorta delle loro esperienze provano a dare delle risposte parziali agli interrogativi più impellenti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Negli ultimi anni molti contributi editoriali di artisti e critici stanno affrontando queste problematiche

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Florian Matzner, Public Art, Hatje Canz, 2001
  • AA.VV., Foing Public, - Soggetti, politiche e luoghi, Silvana Editoriale, 2003
  • Lorenza Perelli, Public art - Arte, interazione e progetto urbano, Franco Angeli, 2006
  • Elisabetta Cristallini (a cura di), L'arte fuori dal museo, Roma, Gangemi, 2008. ISBN 978-88-492-1518-2.
  • Gabi Scardi (a cura di), Paesaggio con figura - Arte, sfera pubblica e trasformazione sociale, Allemandi & C. con Susaculture project, 2011
  • Boris Groys, Going Public, Postmedia Books, 2013
  • AA. VV. (A. Riviello, E. Di Grazia, R. Mele, A. Frenkiel, V. Maggio) "'A Chiena -Kermesse nazionale d'arte contemporanea", Edizioni Museo Campagna-Stampa Boccia, Salerno 1985/1987
  • M. Carrese, “Ambiente come Scultura”, Centro Studi 70, Napoli,1987
  • AA.VV. (A. Riviello - V. Sersale - C. Tafuri - F. Massimi) "Le Porte dell'Arte (Le Porte dell'Acqua) - Incontri Internazionali d'Arte Contemporanea", Edizioni Comune di Campagna - Grafica Ebolitana, Eboli (SA), 1997
  • P. Ferri, "La metropoli possibile - Spazi urbani. Una riflessione sull'Arte Pubblica e le sue declinazioni possibili, escludendo le sculture ornamentali disseminate all'aperto e puntando invece su un progetto collettivo che coinvolga la comunità e i suoi desideri" - il Manifesto - Roma, Edizione del 2 ottobre 2016
  • G. Dorfles, "Storia delle Arti Visuali", Edizioni Atlas, Bergamo, 2000
  • V.Torselli, "Public Art e Architettura" - Storia e Critica, 2014
  • B. Improta, "Arte in Transito-Pubblicinvasioni", Ediz. Amnesiac Arts, Potenza, 2009

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità GND: (DE1024012069