Arte celtica

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Il retro di uno specchio di bronzo britannico (50 a.C.-50 d.C.), che mostra temi decorativi riferibili allo stile tardo "insulare" di La Tène.
Una Croce di Muiredach in Irlanda, dell'inizio del X secolo.

L'arte celtica è l'antica produzione artistica delle genti celtiche; cioè di quelle popolazioni che parlarono idiomi celtici in Europa dalla preistoria fino al periodo moderno, così anche l'arte di quei popoli la cui origine è incerta, ma che ebbero affinità e contatti culturali con i Celti.

Nella prima fase, detta "di Hallstatt" prevale un geometrismo tendenzialmente rettilineo; nella successiva ("La Tène") a partire dal V secolo a.C. prevalgono motivi curvilinei ed una maggiore esuberanza decorativa, srivolti soprattutto alla lavorazione di metalli, corallo e smalto. Essa sfocierà nell'arte irlandese del Medioevo. I prodotti dell'arte celtica sono brocche, pugnali, foderi di spada, elmi, fibule o torque. I manufatti, pur manifestando influssi della cultura mediterranea, mostrano un gusto artistico autonomo che apre la via al "secondo stile" (di Waldalgesheim) in cui matura il motivo del "viticcio" e dell'"intreccio complesso" sviluppato su un piano, un intreccio di gusto geometrico-astratto che caratterizzerà l'arte celtica dei periodi seguenti. È pure presente una produzione statuaria in pietra i cui maggiori esempi si trovano nella zona renana, nel Baden-Württemberg e nella Francia meridionale. Un "terzo stile", che vede l'affermazione di un nuovo senso della plasticità, si diffonde nel sud della Germania, in Ungheria, Svizzera e Boemia. Nell'alto Medioevo l'arte celtica in Irlanda (territorio cristianizzato dal V secolo) si tradusse in uno stile celtico nazionale i cui prodotti più rilevanti furono i manoscritti miniati dei secoli VII e VIII con la caratteristica "decorazione a tappeto" (libro di Kells, evangeliario di Durrow) oltre a gioielli smaltati, pietre tombali con sculture, filigrane. Nell'arte irlandese le figure sono rese in modo molto astratto e s'intrecciano con elementi decorativi, evidenziando così il rifiuto di ogni mimesi naturalistica, costante caratteristica dello spirito artistico celtico.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Arte, Le Garzantine, 2002, pag. 223-224.

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