Francesco Clemente

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Francesco Clemente fotografato a San Francisco nel 1991 con il proprio Autoritratto

Francesco Clemente (Napoli, 23 marzo 1952) è un pittore e disegnatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Clemente, assieme a Sandro Chia, Enzo Cucchi, Nicola De Maria e Mimmo Paladino, è uno dei protagonisti della Transavanguardia, movimento artistico teorizzato dal critico Achille Bonito Oliva nato verso la seconda metà degli anni settanta del XX secolo.[1]

Clemente ha compiuto i sui primi studi liceali a Napoli; nel 1970 si trasferisce a Roma per frequentare la facoltà di Architettura[2] che non porterà mai a termine. Con il trasferimento nella capitale entra in contatto con vari artisti tra cui Cy Twombly e Alighiero Boetti, che influenzano i suoi esordi artistici.[3] Nel 1971 tiene alla Galleria di Valle Giulia di Roma la sua prima mostra personale.[1]

Affascinato dalla poesia e dalle culture diverse e lontane, ha intrapreso numerosi viaggi, spesso in Asia,[4] entrando in contatto non solo con la cultura afghana e con quella indiana (dopo un primo viaggio a Madras, tornerà in India diverse volte negli anni settanta[2]), ma anche con quella sudamericana[5] e giamaicana.[6] Continua ad esporre le sue opere nel 1975 alla galleria Massimo Minini di Brescia, Franco Toselli a Milano, Gian Enzo Sperone a Torino e a Roma.[7]

A partire dagli anni ottanta espone alla Biennale di Venezia e a New York, dove si era trasferito con la famiglia,[2] e questo gli vale la collaborazione con Andy Warhol, Kenny Scharf e Keith Haring.[8] Nel 1989, oltre alla mostra alla Lisson Gallery di Londra, espone i suoi lavori a Napoli alla galleria di Lucio Amelio e prende parte a numerose mostre in gallerie e musei.[7] I suoi lavori vengono esposti dall’Università di Berkeley, in California, al Metropolitan Museum di New York, all’Art Institute di Chicago e al Museum of Modern Art di New York.[9] Negli anni a seguire la sua produzione artistica, che appare con regolarità anche in tutti i paesi europei, può contare sulla collaborazione con le gallerie di Daniel Templon e Yvon Lambert di Parigi, Paul Maenz di Cologne, Mary Boone Gallery, Sperone Westwater Gallery, Gagosian Gallery e Leo Castelli Gallery di New York, Akira Ikeda Gallery di Tokyo, Galerie Michael Haas di Berlino, Galerie Thaddaeus Ropac di Parigi e Salisburgo, Galeria Javier Lopez di Madrid, James Cohan Gallery di Shanghai.[10]

L’evoluzione artistica di Clemente sfrutta simboli della tradizione occidentale e orientale[11], immagini video e cultura popolare.[12] Il mondo interiore dell’artista rifugge da concetti e idee che non siano il mero atto del disegno facendo dialogare il passato con il futuro, idiomi e stili distanti geograficamente ma accomunati artisticamente.[11]

Francesco Clemente è membro dell'Accademia Americana delle Arti e delle Lettere.[13]

Vive e lavora a New York e a Varanasi in India.[10]

Libri d'arte[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Clemente e Allen Ginsberg, Images from Mind and Space, acquerello su carta 5 5/8 x 15 5/8 in 14.3 x 39.7 cm, 1983
  • Francesco Clemente e Allen Ginsberg, White Shroud, inchiostro, pastello, acquerello su carta 17 1/2 x 26 3/4 in 44.5 x 67.9 cm, 1983
  • Francesco Clemente e Allen Ginsberg, Black Shroud, inchiostro, pastello, acquerello su carta 10 1/2 x 13 3/4 in 26.7 x 34.9 cm, 1984
  • Francesco Clemente e John Wieners, Early Morning Exercises, tecnica mista e collage su carta 17 x 13 in 43.2 x 33 cm,1985
  • Francesco Clemente e Robert Creeley, Anamorphis, The Star, pigmenti su tela 46 x 92 in 116.8 x 233.7cm, 1997
  • Francesco Clemente e Robert Creeley, Anamorphis The Tools, pigmenti su tela 46 x 92 in 116.8 x 233.7cm, 1997
  • Francesco Clemente e Robert Creeley, Anamorphis The Rose, pigmenti su tela 46 x 92 in 116.8 x 233.7cm, 1997
  • Francesco Clemente e Vincent Katz, Alcuni Telefonini, acquerello su carta 10 x 14 in 25.4 x 35.6 cm, 2008
  • Francesco Clemente e Salman Rushdie, In the South, inchiostro su carta 12 x 10 1/2 in 30.6 x 26.8 cm, 2009

Francesco Clemente nei musei[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel mondo del cinema Francesco Clemente è stato l'autore di tutti i disegni e i quadri realizzati dal protagonista del film Paradiso Perduto del 1998, ispirato dal romanzo di Dickens Great Expectations e diretto da Alfonso Cuarón.[14]

Inoltre ha recitato nel film Will Hunting - Genio ribelle nella parte di un ipnotista.[15]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Elizabeth Avedon, Francesco Clemente, Knopf Publishing Group, 1987 ISBN 9780394747873
  • Francesco Clemente e Harry Matthews, Singular Pleasures, Dalkey Archive Press, 1999 ISBN 978-1564782335
  • David Fahey, Francesco Clemente e Sante D'Orazio: A Private View, Prestel Publishing, 2006 ISBN 978-0670882519
  • Francesco Clemente, Jyotindra Jain, Salman Rushdie e Stella Kramrisch, con interventi di Allen Ginsberg e Peter Orlovsky, Made in India, Charta, 2011 ISBN 978-8881588091
  • Max Hollein, Derek Walcott e Francesco Clemente, Palimpsest, Moderne Kunst, 2012 ISBN 9783869842257
  • Francesco Clemente e Michael McLure, Testa Coda, Rizzoli, 1992 ISBN 9780847814695
  • David Shapiro, Francesco Clemente, Parkett 9, Parkett Verlag AG, 1986 ISBN 9783907509593

Cataloghi[modifica | modifica wikitesto]

  • Michael Auping, Francesco Clemente, John and Mable Ringling Museum of Art, Ed.Harry N. Abrams Inc., 1986
  • Ann Percy, Francesco Clemente: Three Worlds (Philadelphia Museum of Art, 27 gennaio 1998) ISBN 978-0847812974
  • Lisa Denninson, Clemente: A Retrospective Guggenheim Museum Publications, Abrams, Harry N., Inc.,1999 ISBN 9780810969179
  • Marina Warner, Francesco Clemente: The Book of the Sea (Gagosian Gallery, Londra, 28 gennaio 2002) ISBN 9781880154779
  • David Rimanelli, Francesco Clemente Paintings 2000-2003 (Gagosian Gallery, Londra, 23 giugno 2003) ISBN 9781880154946
  • Jean-Christophe Ammann, Geoffrey Young, Francesco Clemente, Eric Fisch, It's Where I look... It's How I See... Their World, My World, The World, (Mary Boone Gallery, New York, 5 marzo - 23 aprile 2005 - Jablonka Galerie, Colonia, 3 giugno - 30 luglio 2005), Ed. Mary Boone Gallery, 2009 ISBN 3931354326
  • Salman Rushdie e Francesco Clemente, Francesco Clemente: Self Portraits (Gagosian Gallery, Londra, 7 dicembre 2005 - 28 gennaio 2006) ISBN 978-1932598247
  • Paolo Colombo, Francesco Clemente, (MAXXi, Roma, 24 febbraio - 30 aprile 2006), Mondadori Electa, 2006 ISBN 978-8837043469
  • Jean Christophe Ammann, Francesco Clemente: Works 1971- 1979, catalogo della mostra "Francesco Clemente, Works from 1971 - 1979", (Deitch Projects, New York, 3 maggio - 2 giugno 2007), Ed, Charta, 2007 ISBN 9788881586509
  • Arthur Coleman Danto e Francesco Clemente, The sopranos, (Gallery Met, New York, in collaborazione con Metropolitan Opera, 5 giugno - 26 settembre 2008), Charta, 2008 ISBN 9788881586981
  • Derek Walcott e Francesco Clemente, Three Rainbows, Charta, 2009, catalogo della mostra "A History of the Heart in Three Rainbows", (Deitch Projects, New York, 2 maggio - 30 settembre 2009) ISBN 9788881587452
  • Arthur Coleman Danto e Francesco Clemente, A Private Geography (Mary Boone Gallery, New York, 29 ottobre - 19 dicembre 2010), Charta, 2011 ISBN 9788881587957

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Francesco Clemente, su The Guggenheim Museums and Foundation. URL consultato il 29 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2015).
  2. ^ a b c Ludovico Pratesi, Simone Ciglia e Chiara Pirozzi, Arte come identità: Una questione italiana, Lit Edizioni, 17 giugno 2015, ISBN 978-88-6944-388-6. URL consultato il 27 marzo 2018.
  3. ^ Biografia e vita di Francesco Clemente, su settemuse.it. URL consultato il 30 marzo 2018.
  4. ^ Paolo Vagheggi, Contemporanei: conversazioni d'artista, Skira, 2006, p. 67-69. URL consultato il 27 marzo 2018.
  5. ^ (EN) Exhibitionist: Writing about Art in a Daily Newspaper, Bitter Lemon Press, 22 agosto 2016, ISBN 1-908524-68-5. URL consultato il 30 aprile 2018.
  6. ^ Goffredo Locatelli, Da via Calabritto all'Himalaya: il pittore ha un'anima nomade, in la Repubblica, 9 novembre 2006. URL consultato il 30 marzo 2018.
  7. ^ a b Ida Gianelli, Transavanguardia, Skira, 2002, pp. 331–332. URL consultato il 30 marzo 2018.
  8. ^ Samantha De Martin, Le mille luci di New York, Arte.it, 20 settembre 2017. URL consultato il 30 marzo 2018.
  9. ^ Giorgio Dell'Arti, Biografia di Francesco Clemente, su cinquantamila.it, 26 febbraio 2014. URL consultato il 30 marzo 2018.
  10. ^ a b Francesco Clemente, JMM Gallery, Settembre 2016, ISBN 978-2-930487-22-9.
  11. ^ a b La Transavanguardia di Francesco Clemente in Mostra a Palermo - Caratteri Liberi, in Caratteri Liberi, 5 febbraio 2014. URL consultato il 29 marzo 2018.
  12. ^ Angela Madesani, Le icone fluttuanti. Storia del cinema d'artista e della videoarte in Italia, Pearson Italia S.p.a., 2005, p. 101, ISBN 88-424-9295-7. URL consultato il 30 marzo 2018.
  13. ^ Valeria Ronzani, Francesco Clemente gioca coi suoi tarocchi agli Uffizi, Il Sole 24 ore, 15 settembre 2011. URL consultato il 30 marzo 2018.
  14. ^ Disegni, su wikiwand.com. URL consultato il 30 marzo 2018.
  15. ^ Attori, su filmpost.it. URL consultato il 30 marzo 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincent Katz, Life Is Paradise: The Portraits of Francesco Clemente, powerHouse Books, 1999, ISBN 1576870537.
  • Luca Babini (foto) e René Ricard (testi), Francesco Clemente, A portrait, Ed. Aperture, 2000

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN61662994 · ISNI (EN0000 0003 7412 1422 · SBN IT\ICCU\SBLV\215607 · LCCN (ENn83211783 · GND (DE118521225 · BNF (FRcb12558684s (data) · ULAN (EN500116236