Contrada di Valdimontone

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Contrada di Valdimontone
Contrada di Siena
Contrada di Valdimontone-Stemma.PNG
Stemma Un montone rampante in campo oro sormontato da una corona ducale e avente, in alto a sinistra, dalla parte cui è volto il Montone, su di un cantone azzurro, una "U" maiuscola romana sormontata dalla Corona Reale
Colori Rosso e giallo listati di bianco
Motto Sotto il mio colpo la muraglia crolla
Terzo Terzo di San Martino
Compagnie militari Borgo Santa Maria, San Maurizio, Sant'Angelo a Montone
Dirigenza Priore: Gian Franco Indrizzi (dal 2010)
Capitano: Francesco Palazzi (dal 2013)
Sede Sala delle Vittorie Via Valdimontone, 4/a
Museo Museo della contrada di Valdimontone
Via di Valdimontone, 6
Oratorio Oratorio della Santissima Trinità
Patrono Maria Santissima del Buon Consiglio
Festa: 26 aprile
Vittorie Per la Contrada: 48
Per il Comune: 44
Ultima vittoria: 16 agosto 2012
Alleate 600px Bianco e Celeste a Quadri.PNG Onda
Rivali 600px Blu listato di Rosso e Bianco.PNG Nicchio
Contradaioli Montonaioli
Periodico Pochi ma boni
Sito valdimontone.it

La Contrada di Valdimontone è una delle diciassette suddivisioni storiche della città toscana di Siena.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Le strade all'epoca del Bando[modifica | modifica wikitesto]

Il Bando di Violante di Baviera (1730) determina la suddivisione territoriale delle diciassette Contrade di Siena facendo riferimento ai palazzi e ai loro proprietari dell'epoca, basandosi quindi sulle costruzioni più che sulle strade. Esso viene ancora oggi considerato la disposizione di base per determinare gli effettivi confini delle Contrade. Secondo il Bando relativo alla Nuova divisione dei confini delle Contrade, il territorio della Contrada di Valdimontone è delimitato dalle seguenti vie e palazzi:

"Val di Montone. n. 8. - Dalla porta Romana tenga per la via maestra da ambe le parti fino alla colonna del ponte esclusive, di dove tenendosi a mano sinistra solamente passi pell'arco del ponte, svolti rimpetto a San Maurizio tenendo a sinistra fino a capo Salicotto, poi occupando ambe le parti comprenda il convento di San Girolamo, tutto il piano e convento de Serviti, la strada di sotto colla commenda di San Leonardo."

Le strade ai nostri giorni[modifica | modifica wikitesto]

Le strade che attualmente fanno parte del territorio della Contrada sono le seguenti:

  • via di Valdimontone
  • via Roma
  • via di Porta Giustizia
  • via del Sole
  • via Pagliaresi (parte)
  • via di Pantaneto (parte)
  • via di San Girolamo
  • via delle Cantine
  • via dei Servi
  • via di San Clemente
  • piazza Alessandro Manzoni
  • vicolo di Pulcetino

La storia[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda vuole che il nome della contrada derivi da "Montorio", un condottiero romano che aveva stabilito la sua residenza sul colle dove si trova il rione. La zona viene anche detta "di Castelmontorio".

Gli aneddoti[modifica | modifica wikitesto]

Il Montone (è così che viene colloquialmente chiamata la contrada) è stata la prima contrada ad aver subito una squalifica nella storia del Palio. I fatti che portarono a un simile esito si riferiscono al Palio dell'Assunta del 1966, vinto dalla Chiocciola.

L'antefatto si collega alla terza prova: il mossiere era l'esordiente Cappelli. La sua poca esperienza si rivelò fatale per il fantino del Montone, Antonio Marino detto Guanto, il quale cadde a causa della veemenza con il cui cavallo forzava la mossa e della mancanza di rapidità del mossiere a calare il canape. Tutto ciò mentre il cavallo di rincorsa dell'Istrice era abbondantemente fuori dai canapi. Guanto fu impossibilitato a correre a causa dell'infortunio; subito dopo la prova, corsa in nove senza il Montone, diversi montonaioli si recarono sotto il verrocchio contestando vivacemente l'operato dell'esordiente mossiere. Cappelli fu costretto alla fuga, inseguito da due montonaioli, i quali vennero però tratti in arresto dalla polizia.

Proprio l'arresto dei due giovani portò come conseguenza l'aumento della tensione; Cappelli si dimise e fu sostituito dal più esperto Wilson Pesciatini, graduato della Polizia Municipale. La sera della prova generale montò ancora la protesta: il Montone uscì per ultimo dall'entrone, ed il barbaresco Paolo Valentini condusse la cavalla Fiamma nella zona del Chiasso Largo, cioè dalla parte opposta ai canapi. A ciò seguì l'immediata invasione di pista dei montonaioli e di molti altri contradaioli a loro solidali: tutti protestavano per l'ingiusto arresto dei due giovani.

A tarda sera, anche a seguito di una forte dimostrazione popolare di moltissimi contradaioli, non solo del Montone, davanti alla Questura, i due ragazzi vennero scarcerati, tuttavia la contrada venne squalificata per un Palio ( il suo barbaresco pagò invece con quattro Palii ).

Va comunque ricordato che il Palio del giorno successivo fu uno dei più turbolenti del '900, causa l'estenuante durata della mossa e di una invasione di pista da parte dei contradaioli della Torre, legata all'infortunio del loro fantino Costantino Giuggia detto Morino IV. Il Palio venne così rinviato al 17 agosto e fu vinto da Antonio Trinetti detto Canapetta con la forte Beatrice per la Chiocciola.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Antonio Trinetti § La vittoria del 1966.

La rivalità col Nicchio[modifica | modifica wikitesto]

La rivalità tra Valdimontone e Nicchio è una delle più antiche. Affievolitasi varie volte nel tempo, ha ripreso corpo solo negli anni cinquanta, con l’estinguersi di quella fra Oca e Nicchio, che era seguita alla rottura del patto chiamato "TONO" (dal nome delle quattro contrade alleate che lo componevano: Tartuca, Onda, Nicchio e Oca) nel 1934. I primi screzi fra Valdimontone e Nicchio risalirebbero al 1700. I rapporti fra le due Contrade non furono però sempre tesi: se si esclude qualche scontro ottocentesco, vi fu un lungo periodo di tranquillità durato fino agli anni trenta. In seguito, nonostante il Nicchio assorbisse gran parte delle proprie energie per la rivalità con l’Oca, non mancarono episodi che hanno consolidato l’inimicizia con il Montone, diventata ufficiale nel 1952.

Infatti, già nei giorni di vigilia del Palio dell'agosto 1952, la tensione fra i popoli di Montone e Nicchio era palpabile: avvenne un violento scontro al Ponte di Romana ed a poche ore dal Palio, secondo alcune voci, le dirigenze espressero la volontà reciproca di nerbarsi durante la carriera. A peggiorare ulteriormente la situazione ci pensarono i due fantini, Ivan Magnani detto Il Terribile del Montone e Albano Nucciotti detto Ranco del Nicchio. I due lavoravano insieme presso il Centro Raccolta Quadrupedi di Grosseto ed i loro rapporti si erano deteriorati dopo che Magnani era stato promosso guardia giurata prima di Nucciotti.

La promozione consentì al Terribile di dedicare più tempo all'allenamento e la cosa non andò giù a Ranco che era alla ricerca di un pretesto per sbollire la sua rabbia e per vendicarsi del collega. L'occasione si presentava propizia per entrambi: il Terribile con l'esperto cavallo Lirio poteva bissare il successo conquistato nel luglio precedente con Niduzza per la Lupa; Ranco con Archetta poteva giocarsi tutte le sue carte per centrare il secondo successo a Siena.

Dopo una mossa estenuante, per l'infortunio ad Amaranto nel Bruco, il ritorno dei cavalli nell'entrone e le palesi infrazioni al regolamento del Palio incredibilmente commesse per consentire al Bruco di correre ed anche, forse, per non accendere ulteriormente gli animi, si cambia la busta e subito si delinea il duello fra Montone e Nicchio : Ranco partì primo ma dopo poco fu raggiunto dal Terribile ed iniziò uno scambio di nerbate furibondo.

Al secondo Casato il fantino del Nicchio non riuscì a reggere più le nerbate del rivale e finì in terra. Il Montone prese deciso il comando ma all'ultima curva il Terribile fu beffato dalla rimonta dell'Oca che vinse con Remo Antonetti detto Rompighiaccio con la cavalla Niduzza, subito dopo scoppiarono gravi incidenti.

Il Terribile fu malmenato ed al rientro in contrada molti nicchiaioli, spalleggiati anche da alcuni torraioli, invasero le strade del Valdimontone. Furono momenti di grande paura per i malcapitati contradaioli del Montone che non riuscirono a mettersi al sicuro. L'ordine venne ristabilito a fatica e fu necessario l'intervento della polizia. La reazione dei nicchiaioli aveva una duplice valenza: per prima cosa il Montone aveva impedito la vittoria della propria contrada; in secondo luogo il Terribile s'era fatto beffare proprio dall'Oca, la rivale del Nicchio fin dal 1934. La rottura ormai era sancita: il Priore del Montone, Cesare Roggi, qualche giorno dopo scrisse una dura lettera al suo collega del Nicchio senza ricevere risposta.

Il 27 agosto l'assemblea del Montone decise all'unanimità di rompere ogni rapporto col Nicchio dando di fatto il via alla rivalità odierna.

Questa situazione, che ha creato per molti anni un’anomalia presso i nicchiaioli, si è ultimamente affievolita per il naturale ricambio generazionale: scomparendo tutti o quasi i protagonisti degli anni '30, per i quali la rivale restava l’Oca, le generazioni più giovani si sono sempre più concentrate sulla rivalità con il Montone.

Attualmente la rivalità Montone-Nicchio è sentitissima, sicuramente una delle più forti a Siena; gli avvenimenti degli ultimi Palii poi, hanno ulteriormente acceso gli animi.

In particolare dopo quanto accaduto nel corso del Palio del 2 luglio 2015 quando il Nicchio, avuto in sorte il forte barbero Occolè, fresco vincitore per la Civetta nella Carriera del 16 agosto 2014, nutriva forti speranze di vittoria, dopo un digiuno di 17 anni, montando il fantino Giovanni Atzeni detto Tittia.

Sfruttando un'estenuante allineamento, durato oltre 75 minuti, durante il quale, pur non commettendo dirette irregolarità verso la rivale, il fantino del Montone Massimo Columbu, detto Veleno II, metteva psicologicamente a dura prova il fantino rivale cambiando continuamente di posto costringeva il Nicchio ad una pessima partenza.

Il fatto eclatante accadeva però immediatamente dopo la mossa quando il fantino del Montone, affiancata la rivale, afferrava per le spalle Tittia, che inspiegabilmente non opponeva alcuna resistenza, e lo strappava letteralmente di peso da cavallo, provocandone la caduta.

Forti tafferugli esplodevano naturalmente nel dopo corsa,con violenti scontri fra le due contrade che hanno coinvolto anche la comparsa della Contrada di Via dei Servi (gesto a dir poco scorretto da parte dei nicchiaioli). la Carriera è stata poi vinta dalla Torre con la cavalla Morosita I ed il fantino Andrea Mari detto Brio.

La rivalità trova poi ulteriori motivi di recrudescenza nel successivo Palio del 17 agosto, quando il fantino del Montone Carlo Sanna detto Brigante, sul modesto sauro Raktou, al calare del canape, aspetta il fantino del Nicchio Walter Pusceddu detto Bighino sull'altrettanto scarso Qulpa di Gallura, che pur in buona posizione alla mossa, era partito ultimo, nerbandolo ripetutamente in corsa.

Al termine della carriera, vinta a mani basse dalla Selva con il cavallo Polonski ed il fantino Giovanni Atzeni detto Tittia, un lunghissimo fronteggiamento tra i due popoli, con relativo scambio di colpi, al quale sembra partecipino ancora monturati del Nicchio, sarà interrotto soltanto dall'intervento del Questore di Siena e di un graduato della Polizia Municipale, sancendo ancora una volta l'acerrima rivalità tra le due Contrade.

Vittorie[modifica | modifica wikitesto]

N° vittoria Data Fantino Cavallo
1 2 luglio 1654 Simone Pulcinelli detto Mone
2 2 luglio 1663 Pavolo Roncucci detto Pavolino Capitano
Vittorie nel XVII secolo: 2
3 2 luglio 1704 Girolamo Frosini detto Brucia Leprino di Castiglioncello
4 2 luglio 1705 Giovan Battista Pistoi detto Cappellaro Balzanello
5 2 luglio 1706 Giuseppe Galardi detto Pelliccino Capitanello
6 16 agosto 1729 Antonio Crognolini detto Pettinaio Morello della Costaccia
7 2 luglio 1732 Giuseppe Pistoi detto Figlio di Cappellaro Storno del Parigini
8 2 luglio 1741 Santi Pacini detto Boccino Morello del Bambini
9 2 luglio 1746 Domenico Franceschini detto Bechino Sauro del Giorgi
10 16 agosto 1747 Giovanni Rossi detto Ministro Morello del Bambini
11 16 agosto 1757 Domenico Franceschini detto Bechino Baio del Nardi
12 2 luglio 1765 Mattia Mancini detto Bastiancino Baio del Mancini
13 16 agosto 1774 Mattia Mancini detto Bastiancino Sagginato del Gigli
14 2 luglio 1777 Angelo Giusti detto Ciocio Storno del Santini
15 2 luglio 1781 Begnamino Stornello del Cesti
16 16 agosto 1781 Orazio Ronchi detto Grillo Baio del Nepi
17 17 aprile 1791 Luigi Sucini detto Nacche Baio bruciato del Dei
18 16 agosto 1792 Isidoro Bianchini detto Dorino Morello del Ricci
Vittorie nel XVIII secolo: 16
19 2 luglio 1804 Matteo Marzi detto Mattiaccio Baio scuro del Martini
20 3 luglio 1806 Luigi Menghetti detto Piaccina Morello maltinto del Neri
21 2 luglio 1808 Tommaso Felloni detto Biggéri Morello del Fontani
22 16 agosto 1829 Francesco Santini detto Gobbo Saragiolo Morello di Giuseppe Straccali
23 16 agosto 1844 Giuseppe Buoni detto Figlio di Bonino Morello maltinto del Barbetti
24 2 luglio 1849 David Bianciardi detto Sagrino Morello balzano del Vigni (scosso)
25 16 agosto 1852 Antonio Bianchi detto Gobbo Fenzi Morella del Grandi
26 16 agosto 1875 Antonio Salmoria detto Leggerino Baia del Franci
27 2 luglio 1879 Antonio Salmoria detto Leggerino Baia del Nardi
28 17 agosto 1884 Palio straordinario corso con cavalli scossi Farfallina
Vittorie nel XIX secolo: 10
29 28 settembre 1902 Angelo Meloni detto Picino Saura con fiore in fronte
30 16 agosto 1908 Alfonso Menichetti detto Nappa Stella
31 3 luglio 1910 Angelo Meloni detto Picino Sauro con stella in fronte
32 17 agosto 1913 Arturo Bocci detto Rancani Grigio chiaro
33 2 luglio 1922 Ottorino Luschi detto Cispa Fanfara
34 2 luglio 1925 Angelo Meloni detto Picino Lola
35 2 luglio 1927 Angelo Meloni detto Picino Tonta
36 2 luglio 1946 Fernando Leoni detto Ganascia Piero
37 28 maggio 1950 Fernando Leoni detto Ganascia Gaia (scosso)
38 2 luglio 1958 Donato Tamburelli detto Rondone Belfiore
39 2 luglio 1974 Massimo Alessandri detto Bazzino Pancho
40 2 luglio 1977 Michele Bucci detto Randa Quebel (scosso)
41 2 luglio 1982 Giuseppe Pes detto Il Pesse Cuana
42 13 settembre 1986 Giuseppe Pes detto Il Pesse Brandano
43 16 agosto 1990 Salvatore Ladu detto Cianchino Pitheos
Vittorie nel XX secolo: 15
44 16 agosto 2012 Jonatan Bartoletti detto Scompiglio Lo Specialista
Vittorie nel XXI secolo: 1

Il Valdimontone si attribuisce altre quattro vittorie, non riconosciute dal Comune:

  1. 15 agosto 1637: bufalata vinta da Pavolo Roncucci detto Pavolino
  2. 15 agosto 1645: bufalata vinta da Simone Pulcinelli detto Mone
  3. 2 luglio 1660: Palio che oggi la contrada riconosce vinto dal Nicchio (che considera tra le proprie vittorie sulla base di una delibera del 4/7/1660 che riporta l'intenzione della Contrada di donare il Palio vinto alla Compagnia di Santo Stefano)[1]
  4. 2 luglio 1679: Palio che oggi la contrada riconosce vinto dall'Onda, come riportato dai documenti in possesso di quest'ultima[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Vittorie: l'Elenco della Contrada, Contrada di Valdimontone. URL consultato il 24 agosto 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La fonte del paragrafo Gli aneddoti è il supplemento de "La Nazione" del 29 giugno 2004, dal titolo "Aspettando il Palio". Consultabile su: ilpalio.org.
  • Per il paragrafo La rivalità col Nicchio: ilpaliodisiena.com (testi di Roberto Filiani) e ilpalio.org.

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