Terzi (Siena)

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I Gonfalonieri dei Terzi durante la Passeggiata storica del Palio di Siena

La città di Siena è suddivisa in tre Terzi, all'interno dei quali si inseriscono le varie contrade. Essi sono: il Terzo di Camollìa, il Terzo di Città e il Terzo di San Martino.

La suddivisione si applica alla parte storica della città, cioè quella posta all'interno delle mura trecentesche.

Mentre il Terzo di Città si sviluppò già nell'Alto Medioevo, i Terzi di Camollia e di San Martino rimasero allo stadio di borgo per secoli. Non a caso, quando a Siena cominciarono a disputarsi gli antichi giochi anteriori al moderno Palio, quali l'Elmora e le Pugna, i popoli dei Terzi di Camollia e di San Martino gareggiavano uniti contro quello del Terzo di Città[1].

Solo a partire dall'XI secolo, con il crescere d'importanza della via Francigena, anche i Terzi di Camollia e di San Martino conobbero un notevole sviluppo, rientrando nell'espansione generale del centro cittadino ed andando a fondersi urbanisticamente al Terzo di Città intorno al XII e XIII secolo[2][3].

Nel medioevo, all'interno dei Terzi, erano inquadrati i militi della Repubblica di Siena reclutati dalle Compagnie militari.

Terzo di Città[modifica | modifica sorgente]

Il Terzo di Città visto dalla torre del Mangia. A destra, si intravede il Facciatone del Duomo, mentre sullo sfondo svetta il campanile della chiesa di San Niccolò del Carmine.

Il Terzo di Città si estende nel settore sudoccidentale e comprende le Contrade dell'Aquila, della Chiocciola, dell'Onda, della Pantera, della Selva e della Tartuca.

Costituisce la parte più alta e più antica della città: secondo la leggenda, nel territorio ove oggi si trova via di Castelvecchio, si rifugiarono i gemelli Senio e Ascanio, figli di Remo, fuggiti dopo l'uccisione del padre da parte dello zio Romolo. Giunti qui, costruirono un forte, chiamato Castelsenio[4].

Qui abitava gran parte della popolazione quando il geografo arabo Edrisi descrisse la città come "popolosa, con artieri e ricchezze". Lo spostamento del potere civili da Castelvecchio (rappresentato sui più antichi sigilli comunali) al più ampio colle di Santa Maria risale all'inizio del basso Medioevo, per poi stabilirsi al Campo verso la metà del Duecento. Nel Trecento era ancora il terzo più ricco e popoloso della città, che partecipava ai giochi con un numero doppio di figuranti[4].

Nel Terzo di Città sorgono il Duomo cittadino, il complesso del Santa Maria della Scala[5] e la chiesa di San Niccolò del Carmine.

Il gonfalone del Terzo di Città è rosso crociato di bianco. Anch'esso, in alto a sinistra presenta la "balzana" senese e, a destra, l'emblema del popolo di Siena[6].

Terzo di Camollia[modifica | modifica sorgente]

Il Terzo di Camollia visto da via del Costone. In primo piano, le antiche fonti di Fontebranda.

Il Terzo di Camollìa si estende nel settore settentrionale della città e comprende le Contrade del Bruco, del Drago, della Giraffa, dell'Istrice, della Lupa e dell'Oca. Prende il nome da Porta Camollia, porta delle mura cittadine esposta a nord, in direzione di Firenze e nacque dalla fusione di alcuni nuclei esterni alle antiche mura lungo la via Romea: la "Villa" e il quartiere di Porta a Ovile. L'importanza di questa zona è testimoniata dal fatto che fu interessata dal primo accrescimento murario, nella prima metà del XII secolo, a cui seguì la cinta del Borgo a Ovile e dell'area agricola attorno a Fontenuova e Fontebranda all'inizio del XIII secolo[7].

In epoca medievale, la porta era fortemente presidiata, dato il contrasto tra la città del giglio e Siena per il dominio sulla Toscana. Nel XIII secolo vi si insediarono i due più importanti ordini mendicanti, i Francescani e i Domenicani, le cui rispettive basiliche sono oggi tra le più grandi della città. verso il 1420 le mura inclusero il convento di San Francesco e la campagna imemdiatamente sottostante[7].

Sono situati in questo Terzo il Corso cittadino (cioè via Banchi di Sopra, che prosegue in via dei Montanini e via di Camollia), nonché palazzo Salimbeni, il santuario di Santa Caterina, la chiesa di Santa Maria di Provenzano, la basilica di San Domenico e la fonte più ricca della città, Fontebranda, che più a valle era utilizzata per varie attività manifatturiere[2]. La la Fortezza Medicea fu costruita dai Medici nel XVI secolo, nopn tanto per la difesa della città, quanto per il suo controllo e dominio[7].

Il gonfalone del Terzo di Camollia è bianco con al centro la lettera K (dall'antico nome "Kamollia") nera. In alto, a sinistra, la campeggia la "balzana" senese (il simbolo della città, bianco e nero) e, a destra, l'emblema del popolo di Siena (un leone d'argento coronato su campo rosso)[8].

Terzo di San Martino[modifica | modifica sorgente]

Il Terzo di San Martino visto dalla Torre del Mangia. A sinistra, la chiesa di San Martino, sullo sfondo la basilica di Santa Maria dei Servi.

Il Terzo di San Martino si estende nel settore sudorientale e comprende le Contrade della Civetta, del Leocorno, del Nicchio, della Torre e di Valdimontone.

Si formò attorno alla via Francigena, strada di forte transito di commercianti e pellegrini, dai quali ottenne il suo nome da san Martino, protettore di pellegrini e viandanti[9].

All'interno di esso sono presenti le Logge del Papa, la chiesa di San Martino, la basilica di Santa Maria dei Servi, la chiesa di San Giorgio e la sinagoga[3]. Comprende inoltre il nucleo fortificato di Castel Montone e l'unico castellare rimasto in città, quello degli Ugurgieri, una sorta di corte feudale dootata di un solo accesso[10].

Il gonfalone del Terzo di San Martino è rosso e presenta, al centro, la raffigurazione della scena più famosa della vita del Santo, quella in cui egli cede metà del suo mantello ad un mendicante seminudo incontrato alle porte di Amiens. Come i precedenti, presenta in alto a sinistra la "balzana" senese e, a destra, l'emblema del popolo di Siena[11].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gli antichi giochi senesi in Il Palio.org. URL consultato il 7 febbraio 2011.
  2. ^ a b Il Terzo di Camollia - le vie principali in Siena Online. URL consultato il 7 febbraio 2011.
  3. ^ a b Il Terzo di San Martino - le vie principali in Siena Online. URL consultato il 7 febbraio 2011.
  4. ^ a b Touring, cit., p. 538.
  5. ^ Il Terzo di Città in Siena Online. URL consultato il 7 febbraio 2011.
  6. ^ Terzo di Città in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 7 febbraio 2011.
  7. ^ a b c Touring, cit., p. 563.
  8. ^ Terzo di Camollia in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 7 febbraio 2011.
  9. ^ Il Terzo di San Martino e Piazza del Campo in Comune di Siena. URL consultato il 7 febbraio 2011.
  10. ^ Touring, cit., p. 553.
  11. ^ Terzo di San Martino in Archivio del Palio di Siena. URL consultato il 7 febbraio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Toscana. Guida d'Italia (Guida rossa), Touring Club Italiano, Milano 2003, p. 536.

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