Marescotti (famiglia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Marescotti
Coa fam ITA mariscotti dlf.jpg
StatoBandera de Siena.png Republic of Siena
Casata di derivazioneClan Douglas
Titoli
  • Principe di Parrano
  • Conte di Bagnacavallo
  • Conte di Vignanello
FondatoreMario Scoto
Data di fondazione700s
EtniaItalian (Scottish origin)
Rami cadetti Casata di Ruspoli

I Marescotti, o più anticamente Mariscotti, furono un'antica famiglia bolognese di fede ghibellina, con rami a Siena, Roma, Firenze, e in Francia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini mitiche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Mario Scoto.
Quadro rappresentante Mario Scoto

Secondo la leggenda le origini dei Marescotti risalgono a Mario Scoto (Marius Scotus, o "Mario lo Scoto"), nato a Galloway, nel sud-ovest della Scozia, nell'VIII secolo.[1][2] Nell'anno 773 re Carlo Magno iniziò una campagna militare contro i Longobardi in Italia, perché rei di non aver rispettato il patto, imposto loro da Pipino il Breve, di cedere parte del loro territorio agli Stati della chiesa.

Mariscotto, il capostipite bolognese[modifica | modifica wikitesto]

Il primo appartenente alla famiglia di cui si hanno notizie certe è un Mariscotto che fu console del comune di Bologna e capitano generale nel 1179. Un Raniero Marescotti venne nominato cardinale da papa Lucio II il 18 dicembre 1144 e fu titolare della diaconia dei Santi Sergio e Bacco.[3]

Pietro de' Calvi Marescotti fu podestà di Faenza nel 1185. Il nipote Guglielmo fu podestà di Siena nel 1232, suo figlio Corrado fu Cancelliere dell'imperatore Federico II nel 1249. Alberto Marescotti figlio di Ugolino fu console di Bologna, capitano generale di fanteria di Bologna prese Faenza nel 1281 ed espugnò Imola nel 1290.

Il ramo senese[modifica | modifica wikitesto]

I Marescotti di Siena, famiglia ghibellina, probabilmente formatasi con Guglielmo che fu podestà di Siena nel 1232, portarono come arma la stessa del ramo principale bolognese.[4] Tuttavia, secondo alcune fonti furono documentati a Siena già dal XII secolo, feudatari di Maremma, forse di origine germanica, arrivarono a Siena da Montepescali.[5] Nel 1147 risulta che un Mariscotto donò al Comune di Siena i suoi possedimenti di Montepescali, mentre il figlio Prete fu console di Siena nel 1194. [6]

I Marescotti appartennero ai Grandi di Siena e al Monte dei Gentiluomini. Il loro castellare si trovava in via di Città, dove oggi sorge uno dei palazzi più belli di Siena, palazzo Chigi-Saracini. Furono signori di Montalbano, dal nome del feudo di Montalbano in Val di Cecina, tra Castelnuovo di Val di Cecina e Radicondoli. Dai Marescotti senesi derivò anche un ramo di Volterra. Con il matrimonio nel 1572 tra Alamanno Marescotti e Onesta Tolomei derivarono i Marescotti Tolomei. Membro illustre di questa famiglia fu il letterato Lodovico Marescotti, nato a Siena nel 1414 e morto dopo il 1474. Dallo stemma dei Marescotti è originato quello della Nobile Contrada dell'Aquila.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Almanach de Gotha: annuaire généalogique, diplomatique et statistique - 1926 - Justus Perthes
  2. ^ Archivio Storico Italiano - 1875 - Leo S. Olschki - Deputazione toscana
  3. ^ Libro d'oro della Nobiltà Italiana
  4. ^ D'oro, all'aquila dal volo abbassato di nero, coronata del campo. Cfr. Ceramelli Papiani - Archivio Storico di Firenze
  5. ^ Mario Salmi, Il palazzo e la collezione Chigi-Saracini, Siena, 1967, p. 13.
  6. ^ Paola Casciano, Lodovico Marescotti senese: da umanista a burocrate, in Filologia umanistica: per Gianvito Resta, a cura di Vincenzo Fera, Giacomo Ferraú, Editore Antenore, 1997, p. 388.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • I. Massaroli, I conti Marescotti di Bologna: Memoria genealogica, Bari 1903

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]