Pannocchieschi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

I Pannocchieschi sono una famiglia nobile medievale di Siena e Volterra, di probabile origine longobarda[1].

Stemma di Scipione Pannocchieschi d'Elci sulla sua tomba nel Duomo di Pisa

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia era articolata in tre rami: i Pannocchieschi di Pietra[2], quelli di Perolla e quelli di Travale[3], da cui discesero i senesi conti Pannocchieschi d'Elci[4].

I conti Pannocchieschi avevano conosciuto la propria affermazione agli inizi del XII secolo nel territorio di Volterra. Agli inizi del XIII secolo si erano radicati nei territori della Maremma in relazione allo sfruttamento delle risorse minerarie: ebbero un palazzo gentilizio a Massa Marittima, tuttora conservato, e nel territorio circostante fondarono Rocchette Pannocchieschi[5], insediamento legato allo sfruttamento di giacimenti di rame e d'argento.

Dal casato dei Pannocchieschi provennero diversi vescovi della diocesi di Volterra.

Nello dei Pannocchieschi di Pietra forse fu il marito di Pia de' Tolomei. Dante Alighieri nel V canto del Purgatorio quando incontra la Pia non lo presenta direttamente. Secondo alcune tradizioni avrebbe ucciso la moglie per sposare Margherita Aldobrandeschi di Sovana. In realtà Nello di Inghiramo dei Pannocchieschi della Pietra era vassallo della famiglia Aldobrandeschi di Sovana; è accertato che sposò effettivamente la Aldobrandeschi, dalla quale ebbe un figlio, Bindoccio, che morì fanciullo perché buttato in un pozzo a Massa Marittima per mano di sicari della famiglia Orsini. Al tempo di Nello, in casa Tolomei non esisteva nessuna figlia o nipote che si chiamasse Pia. Un Tolomei, comunque, sposò una Pia Malavolti. Il matrimonio (di interesse) non durò molto. Sembra che la Pia avesse molti amanti, o che fosse molto brutta. Di fatto il Tolomei decise di farla sparire dalla circolazione, nel perfetto stile del tempo. L'incarico dell'esilio fu affidato a Nello dei Pannocchieschi della Pietra. Pia fu così "rapita" e portata in Maremma dove morì.

Buona parte dei documenti prodotti e appartenuti alla famiglia è conservato oggi presso l'Archivio di Stato di Siena, nel Fondo "Pannocchieschi d'Elci, famiglia".

Membri illustri della famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Archivio di Stato di Siena, Guida-inventario dell'Archivio di Stato, III, Roma 1977, p. 120.
  2. ^ Scavi e ricerche presso il castello dei Pannocchieschi a Castel di Pietra sul sito PaesaggiMedievali.it del Portale di archeologia medievale dell'università di Siena.
  3. ^ Scheda su Travale sul sito della Proloco del comune di Montieri.
  4. ^ Eleonora Baldasseroni, "I Pannocchieschi d'Elci in età moderna: le origini, l'ammissione al patriziato senese, il contributo all'Ordine di Santo Stefano ed i personaggi illustri", tesi di dottorato dell'università di Siena, discussa il 13 maggio 2008 (sintesi on-line sul sito dell'università di Siena). Vedi anche una scheda sull'archivio familiare dei Pannocchieschi d'Elci sul sito del SIUSA (Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche), del Ministero per i beni ambientali e culturali) e la scheda sul fondo Pannocchieschi d'Elci presso l'archivio di Stato di Venezia.
  5. ^ Scavi e ricerche al castello di Rocchette Pannocchieschi sul sito PaesaggiMedievali.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Pannocchieschi d'Elci a Siena Villa Pannochieschi d'Elci a Radicondoli Anqua anqua.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]