Aldobrandeschi

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«Io fui latino e nato d’un gran Tosco:
Guiglielmo Aldobrandesco fu mio padre;
non so se ’l nome suo già mai fu vosco.»

(Dante Alighieri, Purgatorio, Canto XI - versi 58-60)
Crown of italian count (corona normale).svg
Aldobrandeschi
Coat of Arms of the House of Aldobrandeschi.svg
D'oro, alla figura partita di mezzo leone di rosso a destra e di mezza aquila dello stesso a sinistra.
StatoBandera de Siena.png Repubblica di Siena
TitoliConti di Sovana
Conti di Santa Fiora
Conti di Pitigliano
FondatoreEriprando
Ultimo sovranoGuido
Data di estinzione1451
Etnialongobarda
italiana
Rami cadettiSovana
Santa Fiora
Pitigliano
La torre aldobrandesca incastonata nel Palazzo Sforza-Cesarini di Santa Fiora (Gr)
Castello degli Aldobrandeschi a Scarlino.

Gli Aldobrandeschi furono una nobile famiglia comitale, che nel corso del Medioevo dominò vasti feudi nella zona della Maremma e del Monte Amiata, localizzata ai confini tra Toscana e Lazio e della Valdelsa senese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Di origine longobarda, nonostante la tradizione popolare faccia discendere la famiglia dai duchi di Spoleto Ildebrando e Mauringo, dai documenti storici sappiamo solamente che un Ilprando, figlio di Alperto, fino al gennaio 800 fu rettore della chiesa di San Pietro Somaldi a Lucca, ambiente in cui sembrano muoversi i primi esponenti di questa casata. Nell'852 è documentato un Geremia Aldobrandeschi, figlio di Eriprando, come vescovo di Lucca. Eriprando, figlio di Ildebrando I, aveva accumulato grandi ricchezze ed era entrato in rapporti con la corte imperiale venendo nominato vassallo. Il primo membro della casata a fregiarsi del titolo di conte fu invece Ildebrando II, figlio di Eriprando, che portò a compimento il trasferimento verso quei territori che andarono presto a formare il vasto comitato aldobrandesco nella Toscana meridionale.

I domini aldobrandeschi si incentravano sulle località di Colle di Val d'Elsa, Santa Fiora e di Sovana (antica Soana), oltre a Tuscania in territorio laziale.

A partire dal 1274, i loro possedimenti nella Toscana meridionale furono ripartiti nella Contea di Sovana (che inalberavano uno stemma d'oro al leone di rosso) e nella Contea di Santa Fiora (che avevano uno stemma d'oro all'aquila bicipite di nero), che da allora furono governate da due rami distinti della famiglia. La successiva estinzione del ramo di Sovana fece ereditare l'antico stato alla famiglia Orsini, determinando la nascita della Contea di Pitigliano; la successiva estinzione del ramo di Santa Fiora fece ereditare agli Sforza il territorio rimasto della contea. Lo stemma che viene, comunque, riportato negli armoriali ufficiali, rappresenta una partizione dei due rami principali di Sovana (il mezzo leone rosso) e di Santa Fiora (la mezza aquila, che, in alcune raffigurazioni, diventa rossa).

Tradizionalmente furono ghibellini. Dopo la morte dell'imperatore Federico II di Svevia nel 1250, gli Aldobrandeschi, del ramo della Contea di Sovana, passarono, per opportunità politica, al campo guelfo. Questo non impedì, però, ad entrambi i rami, che tutti i loro possedimenti venissero progressivamente erosi dalla Repubblica di Siena, alla quale si sottomisero definitivamente con un atto del 1331.

Nel 1331 Arcidosso venne cinto d'assedio per sei mesi dall'esercito senese guidato da Guidoriccio da Fogliano; alcuni della famiglia Aldobrandeschi in quei giorni si trovavano nel Castello di Arcidosso difeso da due ben distinte cerchie murarie e torri. Solo dopo aver scavato una galleria i senesi conquistarono il Borgo.

Guglielmo e Omberto Aldobrandeschi sono ricordati da Dante Alighieri nei versi 46-72 del Canto XI del Purgatorio;

Purgatorio, Canto XI, versi 46-72

Il grande papa riformatore e santo Gregorio VII (nato Ildebrando di Sovana), per la tradizione popolare, sembra sia appartenuto alla famiglia Aldobrandeschi, ma non ci sono, attualmente, fonti storiche certe che supportino questa tesi.

Conti Aldobrandeschi[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 ottobre del 1216 i domini furono divisi fra i tre fratelli: al primo Sovana, al secondo Santa Fiora e al terzo Pitigliano. Ildebrando IX morì senza eredi nel 1237 e le sue terre passarono agli altri due rami. La città di Sovana fu destinata al ramo di Pitigliano.

Conti del ramo di Sovana[modifica | modifica wikitesto]

Conti del ramo di Santa Fiora[modifica | modifica wikitesto]

Conti di Suvereto[modifica | modifica wikitesto]

  • Ildebrando (figlio di Gherardo I), morto nel 996, non compare mai come un conte
  • Gherardo II (figlio) 996-1009
  • Rodolfo III (fratello) 996-1020
  • Ugo (figlio) 1020-1089
  • Rodolfo IV 1089-1105
    • Wiliccione (fratello) ?
  • Uguccione (figlio di Rodolfo IV) 1105-?
    • Ranieri (figlio di Wiliccione) 1108-?

Genealogia[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è ricostruita la genealogia degli Aldobrandeschi dal primo membro noto, Alperto (menzionato nell'800 come padre di Ilprando), fino al 1216, anno della prima divisione della contea da parte dei tre figli maggiori di Ildebrandino VIII.[1]

Alperto I
Ilprando I
rettore di San Pietro Somaldi (Lucca)
Alperto II
chierico
Ferilapa
figlia di Ferualdo di Alateo
Ildebrando I
Ilprando II
chierico
(† dopo l'800)
Eriprando I
vassallo imperiale
(† 861)
Geremia
vescovo di Lucca
Ildebrando II
conte
(† 899-901)
Eriprando II
Ademari
Ildebrando III
conte e marchese
Gherardo
conte
Lamberto
(† dopo il 973)
Rodolfo I
conte
(† dopo il 988)
Rodolfo II
conte
(† prima del 988)
Willa
contessa
figlia di Landolfo IV di Benevento
Ildebrando IV
conte
(† prima del 1040)
Enrico[2]
conte
(† prima del 1040)
Berta[3]
Ranieri I[4]
conte
Ildebrando V
conte
(† dopo il 1076)
Adalasia
Ranieri II Malabranca
conte
(† dopo il 1096)
Ugo
(† dopo il 1098)
Lupa
figlia di Soffredo
Malagaglia
conte
(† prima del 1121)
Ildebrandino VI
conte
(† dopo il 1123)
Maximilla
figlia di Ruggero I di Sicilia
Uguccione
conte
(† prima del 1152)
Ildebrandino VII (Novello)
conte palatino
(† 1195 circa)
?
Ildebrandino VIII
conte palatino
(† 1212)
Adalasia
Ildebrandino IX
conte palatino
(† dopo il 1223)
Bonifacio
conte
(† 1231 circa)
Guglielmo
conte
(† 1254)
Tommaso
Gemma
Margherita

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Simone M. Collavini, Honorabilis domus et spetiosissimus comitatus: gli Aldobrandeschi da conti a principi territoriali (secoli IX-XIII) (PDF), Pisa, Edizioni ETS, 1998.
  2. ^ Coniugato con Ghisla/Ermellina.
  3. ^ Coniugata con Guinisci Berardenghi.
  4. ^ Coniugato forse con Willa dei "conti di Siena" (Guiglieschi).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]