Margherita Aldobrandeschi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Stemma degli Aldobrandeschi

Margherita Aldobrandeschi (Sovana, 1255 circa – ...) è stata una nobile italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'infanzia e i primi matrimoni[modifica | modifica wikitesto]

Margherita era figlia di Ildebrandino Aldobrandeschi, conte di Sovana e Pitigliano, detto "il Rosso" per il carattere sanguigno e l'indomabile fede per il partito guelfo. Giovanissima venne data in moglie a Guido di Montfort, braccio destro di Carlo d'Angiò, conosciuto come uomo violento e crudele ed in seguito passato alla storia come l'autore dell'efferato delitto di Viterbo: per questo Dante, nella Divina Commedia, lo condannò alla pena riservata ai violenti. Durante la guerra contro gli Aragonesi, Guido di Montfort venne catturato e rinchiuso nel carcere di Messina, da dove non sarebbe mai più uscito vivo ma fece in tempo ad avere una figlia da Margherita Anastasia de Monfort . Senza più notizie del marito, Margherita sposò prima Roffredo Caetani nipote di Bonifacio VIII[1], e poi il conte Nello Pannocchieschi, un potente cavaliere senese, braccio destro del marito a suo tempo. Nello Pannocchieschi era stato infeudato dal padre di Margherita e promosso capo della lega guelfa di Toscana da Guido di Montfort. Il matrimonio venne subito annullato da Papa Bonifacio VIII per bigamia, però, in quel lasso di tempo, Margherita ebbe un figlio "illegittimo" dal Pannocchieschi, Binduccio o Bindoccio, il quale fu affidato al padre subito dopo la nascita, ma morì a Massa Marittima annegato in un pozzo all'età di tredici anni per mano di sicari.

Contessa di Sovana e Pitigliano[modifica | modifica wikitesto]

Con la morte del padre tutto il peso della contea ricadde sulle spalle della giovane contessa che ben presto dovette fare i conti con quanti ambivano ai suoi possedimenti. Fra questi, oltre a Siena ed Orvieto, il più intenzionato a strapparle la contea era il Papa, che non potendo agire per vie militari, costrinse Margherita a sposare suo cugino Loffredo Caetani. Ma il forte diniego di Margherita a cedere il potere indusse il Papa ad annullare anche questo matrimonio. In seguito sposò Orso Orsini, il quale però morì dopo appena due anni dal matrimonio. Senza più la protezione degli Orsini, osteggiata dal Papa e con i senesi che premevano sui confini della contea, Margherità chiese aiuto a suo cugino, il conte Guido di Santa Fiora, ghibellino e acerrimo nemico di Siena. Il matrimonio fra i due Aldobrandeschi e l'unificazione delle due contee, provocò la reazione militare di Siena.

La disfatta e gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Sconfitti e rifugiati nella rocca di Radicofani, i due Aldobrandeschi resistettero strenuamente ai senesi, tanto che in una sola battaglia uccisero quattrocento soldati nemici, ma infine capitolarono per l'intervento delle truppe papaline. Catturati e ridotti in ceppi, vennero privati di tutti i loro beni. La contea di Santa Fiora passò ai senesi, mentre quella di Sovana passò sotto il controllo del Papa. Nel frattempo Nello Pannocchieschi, succube del fascino di Margherita, aveva ottenuto nel 1303 dal Papa il permesso di prenderla in moglie. Di fronte alle insistenze, Margherita accettò di sposare Nello, ma anche questo matrimonio ebbe breve durata. Stanca di tanti accadimenti, alla morte di Bonifacio VIII Margherita lasciò Castel di Pietra e si rifugiò prima a Roma e poi a Orvieto. Sono sconosciuti data e luogo di morte.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gelasio Caetani, Margherita Aldobrandeschi e i Caetani, in Archivio Società Romana Storia Patria, A.XLIV 1921, p.35

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Demetrio Piccini e Giuseppe Sani, Margherita Aldobrandeschi. La vita e gli amori della Contessa di Sovana e Pitigliano

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN70746878 · LCCN (ENn2002023807