Contrada Priora della Civetta

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Contrada Priora della Civetta
Contrada di Siena
Contrada Priora della Civetta-Stemma.PNG
StemmaStemma partito di nero e rosso alla civetta al naturale in maestà accantonato da due scudetti di azzurro caricati: quello a destra della lettera U e quello a sinistra della lettera M (Umberto I e Margherita di Savoia) in maiuscolo romano d'oro, concesse dai sovrani in occasione della loro visita a Siena nel 1887.[1]
ColoriNero e rosso con liste bianche
MottoVedo nella notte
TerzoTerzo di San Martino
Compagnie militariSan Vigilio, San Pietro in Banchi, San Cristoforo
DirigenzaPriore: Andrea Bonacci (dal 2020)
Capitano: Nicola Lorenzetti (dal 2018)
SedeVia Cecco Angiolieri, 16 - 53100 Siena
MuseoMuseo della contrada Priora della Civetta
Via Cecco Angiolieri, 41
Oratoriochiesa di Sant'Antonio da Padova
PatronoAntonio di Padova (13 giugno) e Bernardo Tolomei
Vittorie34 (per il Comune)
39 (per la Contrada)
Ultima vittoria: 16 agosto 2014
AlleateAquila
Istrice
Giraffa
Pantera
RivaliLeocorno
ContradaioliCivettini
PeriodicoIl Civettino
Mappa di localizzazione della Contrada Priora della Civetta

La Contrada Priora della Civetta è una delle diciassette suddivisioni storiche della città toscana di Siena.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Le strade all'epoca del Bando[modifica | modifica wikitesto]

Il Bando di Violante di Baviera (1730) determina la suddivisione territoriale delle diciassette Contrade di Siena facendo riferimento ai palazzi e ai loro proprietari dell'epoca, basandosi quindi sulle costruzioni più che sulle strade. Esso viene ancora oggi considerato la disposizione di base per determinare gli effettivi confini delle Contrade. Secondo il Bando relativo alla Nuova divisione dei confini delle Contrade, il territorio della Contrada Priora della Civetta è delimitato dalle seguenti vie e palazzi:

"Civetta, n. 11 - Dalla Costarella a sinistra circondi la piazza fino al Chiasso largo e seguendo dalla parte del palazzo Zondadari salga a San Vigilio e dietro al castellare Ugurgieri sempre a sinistra volti all'arco de Rossi e sotto detto arco vada per la stessa parte per la strada maestra, abbracciando i palazzi de signori marchesi Bichi e Palmieri, da dove svoltando per l'arco nella strada de Galli occupi per la piazza dell'Erba ambedue le parti dì detta strada e piazza fino alla chiesa di San Pellegrino inclusive, e di lì tenendo la sinistra per quell'arco entri nella strada maestra, quale tenendo pure la sinistra ritorni alla Costarella, intendendovisi comprese le strade di Banchi e Croce del Travaglio, Calzoleria, Castellare, piazza Tolomei da tutte le parti e l'altre strade entro a detto recinto."

Le strade ai nostri giorni[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo territorio si trova parte di quello anticamente incluso nella Contrada dell'Orso, una delle contrade soppresse. La Civetta include la parte più centrale della città di Siena, esattamente all'incrocio delle tre direttrici principali verso Firenze, Roma e la Maremma e a ridosso della Piazza del Campo. Attualmente il territorio della Contrada è individuato dalla seguenti strade:

  • via di Calzoleria
  • vicolo dei Pollaioli
  • via Rinaldini (parte)
  • vicolo di San Paolo
  • vicolo di San Pietro
  • via di Città (parte)
  • via dei Termini (parte)
  • vicolo dei Borsellai
  • via dei Pontani (parte)
  • piazza Tolomei
  • piazza dell'Indipendenza (parte, lato contiguo a via dei Termini)
  • costarella dei Barbieri (parte)
  • vicolo del Castellare

Palazzi e monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Interno dell'Oratorio

La storia[modifica | modifica wikitesto]

Le insegne della Civetta

La Contrada della Civetta nasce dalle antiche Compagnie militari di San Vigilio e di San Pietro in Banchi. Nel corso del secolo XVII incorporò il territorio della Compagnia militare di San Cristoforo, corrispondente alla soppressa Contrada dell'Orso, che ancora oggi sfila come tale nel Corteo storico del Palio. L'uso della civetta come insegna è testimoniato fin dalla prima metà del secolo XVI, quando il popolo del rione sfilava in cortei e carri allegorici riportanti quelli che poi sarebbero diventati i colori e le insegne della Contrada. Alla fine del secolo XVII la prima sede della Contrada fu posta nella Chiesa di San Pietro in Banchi, detta anche San Pietro Buio, oggi non più esistente. Promotore dell'iniziativa fu il parroco di detta Chiesa Antonio Perpignani. All'interno della Chiesa di San Pietro in Banchi venne anche edificato un altare, intitolato a Sant'Antonio di Padova, che divenne di patronato della Contrada, la quale da allora iniziò a venerare il Santo patavino fra i suoi celesti protettori. Intorno alla metà del 1700 sull'altare della Contrada era stata posta una tela rappresentante Sant'Antonio col Bambino, opera di Galgano Perpignani, nipote del parroco, oggi conservata nell'attuale Oratorio. Nel 1761 la Civetta realizza il primo "cappotto" della storia del Palio, vincendo nello stesso anno le due carriere di luglio e d'agosto. Nel 1780 La Chiesa di San Pietro Buio venne soppressa, venduta e poi demolita per fare spazio a edifici civili. La Civetta fu quindi ospitata nella Chiesa di San Cristoforo, patronato dei Conti Tolomei, i quali si fecero carico, nel 1824, di edificare un altare in onore di Sant'Antonio di Padova, e di ricollocarvi la tela del Perpignani che per alcuni anni era stata conservata nella Chiesa di Sant'Agnese a Vignano.

La Contrada della Civetta assunse il titolo di Priora grazie al fatto di aver ospitato la prima riunione del Magistrato delle Contrade, tenutasi nel 1905 presso la Chiesa di San Cristoforo[2].

Con l'acquisto e la realizzazione del nuovo Oratorio (1945), la Contrada inizia a stabilirsi nell'area dell'antico Castellare degli Ugurgieri, all'interno del quale oggi insistono il Museo e la Sede della Contrada, la "fontanina" realizzata da Fabio Belleschi nel 2005, la stalla del cavallo e la Società "Cecco Angiolieri".

La Contrada Priora della Civetta, insieme a Sant'Antonio di Padova, ha annoverato nel 2009 San Bernardo Tolomei come Compatrono, canonizzato il 26 aprile dello stesso anno, con la partecipazione a Roma in Piazza San Pietro del popolo e della Comparsa della Civetta. Il 16 agosto successivo la Contrada tornò a vincere nel Palio dell'Assunta, dedicato proprio alla canonizzazione di Bernardo Tolomei.

La rivalità col Leocorno[modifica | modifica wikitesto]

La rivalità fra la Contrada Priora della Civetta e la Contrada del Leocorno è la più recente, essendo nata ufficialmente nel 1960. I motivi sono da ricercare in qualche screzio fra i giovani delle due contrade ed in qualche dissidio per motivi di confine. Ma l'episodio determinante è legato al Palio straordinario del 4 settembre 1960, vinto dalla Civetta con Ciancone ed Uberta de Mores, che staccò di molto il Leocorno con Tristezza su Capriola.

Dopo questa vittoria, crearono polemiche alcuni cartelli in cui veniva pesantemente irriso l'insegna del Leocorno. Fino a quel momento i rapporti fra le due consorelle confinanti erano normali: l'unica contrapposizione poteva essere ricercata nel fatto che, storicamente, la Civetta era più vicina all'Oca, mentre il Leocorno alla Torre.

Nel Palio raramente le due contrade si erano trovate a confronto. Al periodo d'oro della Civetta con le vittorie del 1945, 1947 e 1949, seguì la rivincita del Leocorno con i successi del 1950 e del settembre 1954. Gli anni settanta furono particolarmente sfortunati per il Leocorno che, oltre a diventare "nonna" nel 1973, inanellò una serie di prestazioni negative, pur avendo avuto spesso in sorte ottimi cavalli. Al contrario la Civetta vinse due Palii nel 1976 e nel 1979.

Nell'agosto 1976 la Civetta vinse con Aceto e Panezio partendo dalla posizione di rincorsa, con il Leocorno nono al canape. Elio Tordini detto Liscio riuscì a nerbare Aceto nei primi metri, ma poi una volta liberatosi dalla morsa della rivale, la Civetta iniziò la sua rimonta vittoriosa. Con la vittoria del 4 luglio 1979 si chiuse il periodo d'oro della Civetta e quello negativo del Leocorno. Fu una carriera che, fra cadute, nerbate, sorpassi ed errori, portò ad un clamoroso arrivo in volata che premiò i portacolori della Civetta, Tremoto e Quebel.

È probabilmente questo l'episodio simbolo che segnò svolta negli equilibri palieschi fra le rivali. Infatti, nell'agosto 1980, il Leocorno con la vittoria di Aceto sulla cavalla Uana de Lechereo, per nulla turbata da vari ed inusuali lanci di oggetti in pista, riuscì a spezzare un digiuno lungo ventisei anni. Sei vittorie conquistate nell'arco di ventuno anni dal Leocorno, ed il perdurare digiuno civettino, sono il dato saliente di questo ventennio. Sul finire degli anni ottanta la Civetta affidò il proprio giubbetto ad Aceto per cercare la vittoria e proprio in queste due circostanze il Leocorno non rimase a guardare. Nell'agosto 1988, nel Palio dominato da Bucefalo su Figaro per l'Aquila, il fantino del Leocorno rimontò e nerbò in maniera evidente Aceto, proteso a inseguire la prima posizione.

Nel Palio successivo toccò a Falchino ostacolare Aceto alla mossa. La manovra fu determinante: la Civetta perse il Palio in volata con il veloce Figaro, battuto da Vipera scossa.

Gli anni novanta segnarono l'avvento nella Civetta del giovane fantino senese Luigi Bruschelli detto "Trecciolino", determinante negli sviluppi della rivalità. Proprio Trecciolino nell'agosto 1993 si produsse in una spettacolare nerbatura, fermando il Leocorno con Bastiano su Oriolu de Zamaglia. Nell'agosto 1995 la Civetta preferì continuare a concedere fiducia a Trecciolino, rinunciando a Giuseppe Pes detto "Pesse" che per tutta risposta andò a vincere, per la seconda volta, nel Leocorno su Bella Speranza.

Dopo otto Palii corsi nella Civetta, spesi sempre in proiezione anti-Leocorno, nel luglio 2001 Trecciolino veste a sorpresa il giubbetto del Leocorno montando il debuttante Ugo Sanchez. Partito in testa, cade al primo Casato, ma il cavallo scosso continua la sua corsa e batte in volata proprio la Civetta.

Gli aneddoti[modifica | modifica wikitesto]

La Contrada è al centro del documentario paliesco del 2004 The Last Victory.

Vittorie[modifica | modifica wikitesto]

N° vittoria Data Fantino Cavallo
1 2 luglio 1664 Bacchino Vegliantino (scosso)
2 2 luglio 1699 Santino Castrone
Vittorie nel XVII secolo: 2
3 2 luglio 1727 Giovanni Cappannini detto Capanna Sauro dorato del Manganelli
4 2 luglio 1761 Domenico Franceschini detto Bechino II S. dell'Oste delle Donzelle
5 16 agosto 1761 Mattia Mancini detto Bastiancino Sauro del Coppi
6 2 luglio 1778 Mattia Mancini detto Bastiancino Stornello del Cesti
7 17 agosto 1778 Luigi Sucini detto Nacche Stornello del Cesti
8 2 luglio 1780 Begnamino Baio del Casini
9 2 luglio 1789 Isidoro Bianchini detto Dorino Morello maltinto del Vignozzi
Vittorie nel XVIII secolo: 7
10 16 agosto 1811 Luigi Menghetti detto Piaccina Morello maltinto del Batazzi
11 2 luglio 1812 Luigi Menghetti detto Piaccina Castagno chiaro del Fontani
12 2 luglio 1813 Luigi Menghetti detto Piaccina Morello del Chiarini
13 30 marzo 1819 Niccolò Chiarini detto Caino Baio dorato del Batazzi
14 2 luglio 1828 Giovanni Buoni detto Bonino Morello stellato in fronte
15 2 luglio 1830 Francesco Bianchini detto Campanino Morello maltinto del Soldatini
16 16 agosto 1838 Giuseppe Straccali detto Beppaccio Morello del Soldatini
17 16 agosto 1840 Francesco Bianchini detto Campanino Baio bruciato del Bianciardi
18 2 luglio 1846 David Bianciardi detto Sagrino Storno del Cicali
19 2 luglio 1856 Leopoldo Bianchini detto Piccolo Campanino Baio del Grandi
20 17 agosto 1869 Dante Tavanti detto Il Citto Baia bruciata del Fineschi
21 2 luglio 1876 Angelo Romualdi detto Girocche Farfallina
22 2 luglio 1884 Santi Sprugnoli detto Boggione Farfallina
23 16 agosto 1888 Lorenzo Franci detto Pirrino Baio del Butini
24 2 luglio 1893 Ulisse Betti detto Bozzetto Farfallino
Vittorie nel XIX secolo: 15
25 2 luglio 1934 Corrado Meloni detto Meloncino Ruello
26 16 agosto 1937 Fortunato Castiello detto Napoletano Folco
27 16 agosto 1945 Primo Arzilli detto Il Biondo Folco
28 18 maggio 1947 Primo Arzilli detto Il Biondo Brillante
29 16 agosto 1949 Primo Arzilli detto Il Biondo Popa
30 4 settembre 1960 Giuseppe Gentili detto Ciancone Uberta de Mores
31 18 agosto 1976 Andrea Degortes detto Aceto Panezio
32 4 luglio 1979 Francesco Congiu detto Tremoto Quebel
Vittorie nel XX secolo: 8
33 16 agosto 2009 Andrea Mari detto Brio Istriceddu
34 16 agosto 2014 Andrea Mari detto Brio Occolè
Vittorie nel XXI secolo: 2

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Contrada Priora della Civetta, su ilpalio.siena.it, 2020-94-10.
  2. ^ Scheda sulla Contrada Priora della Civetta, ilpalio.siena.it. URL consultato il 26 aprile 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Per il paragrafo "La rivalità con il Leocorno": ilpalio.org, che riporta i testi di Roberto Filiani.
  • Alberto Fiorini, Contrada Priora della Civetta; le sedi storiche, Sagep, Genova, 1984.
  • Alberto Fiorini, Siena, immagini, testimonianze e miti nei toponimi della città, Edizioni Alsaba, Siena, 1991
  • Alberto Fiorini, Santi, monture e vessilli. Frammenti di storia di contrada, ed. “Il Leccio” Siena, 2005.
  • Alberto Fiorini, Bestiario senese. Simbologia e storia degli animali totemici delle Contrade, ed. “Il Leccio”, Siena 2008.
  • Alberto Fiorini, Fogge e costumi del passato. La continuità nell'evoluzione delle comparse della Civetta, ed. “Il Leccio”, Siena 2008.
  • Alberto Fiorini, Palii & Premi. Restauri: antichi drappelloni, ceramiche, una "nobile" bandiera, ed. “Il Leccio”, Siena giugno 2011.
  • Alberto Fiorini - Bruna Traballesi, La Contrada del Castellare. Un secolo di vita della Contrada Priora della Civetta e della sua Società, ed. “Il Leccio”, Siena gennaio 2012.

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