Nan Goldin

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Nancy "Nan" Goldin

Nancy "Nan" Goldin (Washington, 12 settembre 1953) è una fotografa statunitense.

Nan Goldin fa parte del gruppo detto dei cinque di Boston (Five of Boston) e il suo lavoro è considerato rilevante nell'ambito della fotografia contemporanea, come Terry Richardson e Wolfgang Tillmans.

Il suo lavoro esplora a 360 gradi il mondo LGBT nei momenti di intimità, durante il periodo dell'HIV e dell'uso smisurato degli oppioidi.

Il suo lavoro più notevole è The Ballad of Sexual Dependency (1986), che documenta la sottocultura gay dopo Stonewall, ma anche la sua famiglia e i suoi amici.

Vive e lavora a New York, Berlino e Parigi. Lei è bisessuale.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nan Goldin nasce a Washington nel 1953 ma cresce a Boston, dove frequenta la School of the Museum of Fine Arts. Vive a New York dal 1978, dove si è affermata come una delle maggiori esponenti di un'arte a favore di una identificazione completa tra arte e vita. Fino dall'età di diciotto anni usa la fotografia come un "diario in pubblico", per questo motivo l'opera di Nan Goldin è inseparabile dalla sua vita. Segnata dal suicidio della sorella diciottenne Barbara Holly il 12 aprile 1965, è proprio fotografando la propria famiglia che incomincia il suo lavoro fotografico. In seguito rimane molto vicina all'album di famiglia sia per la tecnica sia per i soggetti scelti.

Nel 1979, incominciando dal Mudd Club di New York, l'artista comincia a presentare le sue immagini con una proiezione di diapositive accompagnate da una colonna sonora punk: Ballata della dipendenza sessuale diffuso nei musei in più versioni. Le foto, anche se danno l'impressione di essere state rubate, non sono mai scattate con il soggetto troppo vicino all'obiettivo per farlo risultare "sorpreso". Nelle sue opere si può vedere il suo entourage subire il travaglio della vita: vecchiaia, amore, morte, infanzia si succedono nei pochi secondi della proiezione prima dell'immagine successiva. Questo gruppo di persone a lei vicine, molte delle quali sono scomparse, risulta ghermito in una congiura orchestrata dalla morte.

Il suo è un reportage intimistico, un tipo di fotografia che influenzerà moltissimo le generazioni successive al suo lavoro.

I suoi lavori, che fin dall'inizio utilizzano più media, anticipano la realtà fotografica attuale.

Nan Goldin osserva la parte trasgressiva e nascosta della vita della città con un approccio intimo e personale. I ricordi privati divengono opere d'arte solo dopo la decisione di esporli. Ritrae amici e conoscenti, ma anche sé stessa, come nel celebre Autoritratto un mese dopo essere stata picchiata. Il suo stile diventa un'icona della sua generazione difficile e assume un'ulteriore svolta dopo la diffusione dell'AIDS, che mette in discussione la sua fiducia nel potere delle immagini rendendole chiaro che esse le mostravano solo coloro che aveva perso. La Goldin intende le foto che documentavano la vita quotidiana dei suoi amici sieropositivi in funzione di una valenza sociale e politica, e come attivista di Act Up organizza la prima grande mostra sull'AIDS a New York nell'89.

Attualmente impegnata con performance e call action sul problema degli oppiodi, utilizza i social network, Instagram e Facebook per le call action.

Le più importanti quelle realizzate al Museo Metropolitan di New York nel 2018 e 2019.

Ciascuna delle sue immagini è caricata di un peso romanzesco di uno spessore umano, potenza drammatica che fanno di Goldin la fotografa più atipica e affascinante del tempo. Più che una fotografa, è un'analista del sentimento, contrario del sentimentale, in Goldin il sentimento non è altro che il sesso, la faccia nascosta della tragedia.

Influenze[modifica | modifica wikitesto]

Michelangelo Antonioni

Uno dei motivi per cui Goldin ha incominciato a fotografare è stata la visione del film Blow-Up di Michelangelo Antonioni (1966). La sessualità e il fascino del film hanno esercitato su di lei un "enorme effetto". Riferendosi alle immagini mostrate in Ballad,

"I personaggi abbattuti e emaciati, con i loro lividi, le loro facce da fantasmi, che popolano queste mie prime immagini, spesso fotografate nei bui interni sgangherati, si riferiscono fisicamente ed emotivamente al carattere alienato e marginale dei soggettii che hanno attratto Antonioni".[2]

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nan nel 2018 ha collaborato con il brand statunitense Supreme in occasione della collezione Primavera/Estate. La collaborazione è composta da t-shirt, felpe con cappuccio, giacche in nylon e tavole da skateboard. Gli abiti e gli accessori sono caratterizzati da tre stampe raffiguranti tre celebri scatti della fotografa.

Censura[modifica | modifica wikitesto]

Una mostra del lavoro di Goldin è stata censurata in Brasile, due mesi prima dell'apertura, a causa della sua natura sessualmente esplicita.[3] Il motivo principale era che alcune delle fotografie contenevano atti sessuali avvenuti in presenza di bambini. In Brasile esiste una legge che vieta l'immagine dei minori associati alla pornografia. Lo sponsor della mostra, un'azienda di telefonia cellulare, dichiarò di non essere a conoscenza del contenuto del lavoro di Goldin e che c'era un conflitto tra il lavoro e il suo progetto educativo.

Il curatore del Museo di Arte Moderna di Rio de Janeiro ha modificato l'orario per ospitare, a febbraio 2012, la mostra di Nan Goldin in Brasile.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 le è stato assegnato l'Hasselblad Award.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nan Goldin, su dazeddigital.com.
  2. ^ Crump, James (2009). Varietà: fotografie di Nan Goldin . New York: Skira Rizzoli, 2009..
  3. ^ [Roberta Pennafort (30 novembre 2011). "Cancelamento de exposição no Rio deixa artista norte-americana chocada" . Estadão (in portoghese). Rio de Janeiro . Estratto il 6 marzo 2016 . Articolo in Portoghese].
  4. ^ The Hasselblad Award, in Hasselblad Foundation. URL consultato l'11 gennaio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Poli, Arte contemporanea. Le ricerche internazionali dalla fine degli anni '50 a oggi, Mondadori Electa
  • Nicholas Mirzoeff, Introduzione alla cultura visuale, Universale Meltemi
  • Jack Ritchey e Gerhard Steidl, Nan Goldin: The Beautiful Smile, Steidl.
  • Nan Goldin P. Vitale, M. Mazzacurati, Il Giardino del Diavolo, Phaidon.
  • Nan Goldin e Marvin Heiferman, The Ballad of Sexual Dependency, Operture.
  • Guido Costa, Nan Goldin, Phaidon.
  • Nan Goldin e Guido Costa, Nan Goldin: Ten Years After : Naples 1986-1996, Scald
  • Nan Goldin, Eden and after, Phaidon.

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Controllo di autoritàVIAF (EN34597987 · ISNI (EN0000 0000 8113 6735 · Europeana agent/base/63210 · LCCN (ENn86081484 · GND (DE119083701 · BNF (FRcb13178837p (data) · ULAN (EN500105338 · NDL (ENJA00467287 · WorldCat Identities (ENn86-081484