Piero Simondo

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Piero Simondo (Cosio di Arroscia, 25 agosto 1928) è un artista e pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Piero Simondo nasce a Cosio d'Arroscia (Imperia) nel 1928. Allievo di Felice Casorati e di Filippo Scroppo all'Accademia Albertina di Torino, si laurea in Filosofia nell'ateneo torinese. I primi lavori sono ceramiche astratte che espone nel '52 ad Alba, dove si trasferisce, ospitato da Pinot Gallizio, che introduce alla pittura. Nel settembre del 1955 fonda ad Alba con Asger Jorn e Pinot Gallizio il Laboratorio di esperienze immaginiste del Movimento internazionale per una Bauhaus immaginista (M.I.B.I.) e pubblica il Bollettino del movimento, "Eristica". Una mostra ad Albisola (estate '55) aveva permesso l'incontro con Asger Jorn. Nell'estate 1956 (2-9 settembre) Simondo organizza, sempre ad Alba, con Jorn, Gallizio ed Elena Verrone (che sposa l'anno seguente), il Primo Congresso mondiale degli Artisti liberi sul tema "Le arti libere e le attività industriali". Nell'estate del 1957 in occasione di una vacanza nella sua casa di Cosio d'Arroscia viene fondata l'Internazionale Situazionista, da cui esce nel gennaio successivo con Elena Verrone e Walter Olmo, in polemica con Debord. Nel 1962 fonda a Torino, con un gruppo di operai e intellettuali, il CIRA (Centro Internazionale per un Istituto di Ricerche Artistiche) (1962-1967) con il proposito di recuperare l'esperienza del Laboratorio di Alba e con cui – fra l'altro – progetta installazioni sui temi dell'alienazione e della natura dei media. Nel 1972 entra all'Università di Torino (e vi resterà sino al 1996) per occuparsi dei laboratori di "attività sperimentali" presso l'Istituto di Pedagogia. Qui insegna poi Metodologia e didattica degli audiovisivi.

Attività artistica[modifica | modifica wikitesto]

La sua attività artistica inizia negli anni '50 con i “Monotipi”. All'inizio del decennio successivo inaugura la sequenza delle “Topologie”, di forte impatto oggettuale. Nel 1968 dà vita ai “Quadri-manifesto”, cui fanno seguito, nel tempo, le “Ipo-pitture”, i “Nitro-raschiati” e altri cicli pittorici improntati alla sperimentazione di nuove tecniche e materiali. Negli anni '90, quando "l'angoscia dell'avanguardia si è attenuata", Simondo torna ad usare i pennelli e i pastelli, producendo alcuni grandi polittici. Nell'ultimo decennio si dedica in prevalenza a lavori su carta nei quali rivisita con freschezza inventiva i procedimenti già utilizzati cinquant'anni prima. Come Serge Stauffer, Allan Kaprow, Nam June Paik e Asger Jorn, Piero Simondo può essere considerato un pioniere dell'arte come ricerca,[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Piero Simondo, L'immagine imprevista. Rendiconti, opere, interviste, a cura di Sandro Ricaldone, Il Canneto editore, Genova 2011, p. 15 e p. 142

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L'alba della logica – Torino, SEI, 1967
  • Ars vetus, ars modernorum – Torino, SEI, 1971
  • Spazi educativi e ricerca in situazioni di Laboratorio – Torino, Tirrenia Stampatori, 1981
  • Che cos'è stato il Laboratorio sperimentale di Alba – Genova, Libreria Sileno Editrice, 1986
  • La situazione laboratorio – Torino, Tirrenia Stampatori, 1987
  • Formazione e produzione di immagini – Milano, Franco Angeli, 1989
  • Il colore dei colori – Firenze, La Nuova Italia, 1990
  • A mo' di prefazione, nel catalogo Jorn in Italia. Gli anni del Bauhaus imaginista, Torino, Fratelli Pozzo, 1997
  • Guarda chi c'era, guarda chi c'è. L'infondata fondazione dell'Internazionale Situazionista, Genova, Ocra Press, 2004
  • L'immagine imprevista. Rendiconti, opere, interviste, a cura di Sandro Ricaldone, Il Canneto editore, Genova 2011 (vi sono raccolti gli scritti dell'artista dedicati alle esperienze del MIBI e alla fondazione dell'Internazionale Situazionista, e diverse interviste rilasciate a proposito delle sue ricerche pittoriche)

Riviste[modifica | modifica wikitesto]

"Eristica", rivista del M.I.B.I., creata da Pinot Gallizio, Piero Simondo ed Asger Jorn ad Alba

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