Giancarlo Iliprandi

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Giancarlo Iliprandi (Milano, 15 marzo 192515 settembre 2016[1]) è stato un designer, grafico e accademico italiano.

È stato, nel secondo dopoguerra, uno dei principali esponenti della Scuola svizzera in Italia [2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Iliprandi [3] [4] si diplomò in pittura nel 1949 e in scenografia nel 1953 presso l'Accademia di belle arti di Brera. Iniziò però da autodidatta l'attività di graphic designer, ispirandosi ad Antonio Boggeri, Max Huber, Albe Steiner e Bruno Munari.[5] Riuscì ad ottenere a partire dai primi anni cinquanta importanti commissioni da aziende come Rai, La Rinascente, Roche, Honeywell, Standa, FIAT ed Electa [2].

A partire dagli anni sessanta lavorò in qualità di art director per riviste quali ad esempio Popular Photography Italiana, Phototeca, Sci nautico e Interni.[5] Disegna le copertine per I dischi del sole. Progettò inoltre l'immagine coordinata per le Cucine RB, per Ankerfarm e per Stilnovo.[2]

Durante la propria carriera ottenne vari riconoscimenti tra cui il Gran Premio internazionale alla XIII Triennale di Milano (1964), un premio alla prima Biennale dell'Affiche a Varsavia (1966),[5] il premio dell'ADCI (1967), il certificato di merito a Typomundus 20 (1969), il Premio Compasso d'oro (1979, per il font "Modulo" e per la grafica strumentale della Fiat 131 Mirafiori e 2004, per "l'Arca" di l'Arca Edizioni) [2], Laurea ad Honorem in Disegno Industriale del Politecnico di Milano (2002), Premio Compasso d'oro alla Carriera (2011).

Pubblicò numerose monografie di grafica [6] [7] [8] e fu docente presso l'Umanitaria di Milano, la Scuola superiore di Tecnica Pubblicitaria Davide Campari, l'ISIA di Urbino (del quale era stato uno dei fondatori), l'Istituto Europeo di Design e il Politecnico di Milano [2] [5].

Viaggiatore curioso e instancabile, negli ultimi anni fece uscire molti carnet, libri di disegni e riflessioni 'di viaggio' [9].[10].

Socio dal 1965 dell'ADI (Associazione per il Disegno Industriale) ne è stato presidente dal 1999 al 2001 [5]. È stato inoltre presidente dell'ICOGRADA (International Council of Graphic Design Associations) e dell'ADCM (Art Directors Club Milano) [2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Morto Giancarlo Iliprandi, talento di una stagione unica.
  2. ^ a b c d e f Giorgio Fioravanti. Il dizionario del grafico. Bologna, Zanichelli, 1993. Pagina 249. ISBN 88-08-14116-0.
  3. ^ Giorgio Fioravanti, Leonardo Passarelli, Silvia Sfligiotti, La Grafica in Italia, Milano, Leonardo Arte, 1997, pp. 130-131
  4. ^ Giancarlo Iliprandi. Impegno, disimpegno, in: Andrea Rauch, Il mondo come Design e Rappresentazione, Firenze, Usher Arte, 2009
  5. ^ a b c d e Daniele Baroni e Maurizio Vitta. Storia del design grafico. Milano, Longanesi, 2003. ISBN 978-88-304-2011-3.
  6. ^ Giancarlo Iliprandi, Progettazione grafica, 1945-1995, Milano, Nava, 1996
  7. ^ Giancarlo Iliprandi, Letterando, Lettering, Mantova, Corraini Edizioni, 2005
  8. ^ Giancarlo Iliprandi, Disimpegno, Disengagement, Mantova, Corraini Edizioni, 2006
  9. ^ Giancarlo Iliprandi, Viaggio in Sahara, Carnet de Voyage, Milano, Nuages, 2008
  10. ^ Giancarlo Iliprandi, Viaggio in Namibia, Carnet de Voyage, Milano, Nuages, 2011

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giancarlo Iliprandi, Note, un racconto di segni e parole, Milano, Hoepli 2015
  • Giancarlo Iliprandi, Sketch, Think Draw, Pietro Corraini, Moleskine 2015

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN277676062 · ISNI (EN0000 0000 7834 9465 · SBN IT\ICCU\RAVV\005770 · LCCN (ENn78084115 · GND (DE120616920 · BNF (FRcb126662252 (data) · ULAN (EN500066837 · NLA (EN35937830