Antonio Bernocchi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Antonio Bernocchi
Antonio Bernocchi.JPG
Antonio Bernocchi

Senatore del Regno d'Italia
Durata mandato 26 febbraio 1929 –
8 dicembre 1930
Legislature XXVIII

Dati generali
Titolo di studio Non conseguito
Professione Industriale

Antonio Bernocchi (Castellanza, 17 gennaio 1859Milano, 8 dicembre 1930) è stato un politico, mecenate e imprenditore italiano dell'industria tessile. È stato uno dei più noti mecenati di Milano[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Lapide a memoria di Antonio Bernocchi all'ingresso della Triennale, Milano
La tomba di Antonio Bernocchi al Cimitero Monumentale di Milano

Nato da Rodolfo Bernocchi e Angela Colombo, riuscì a compiere solo qualche studio alla Scuola Tecnica di Busto Arsizio senza ottenere nessun titolo. In seguito seguì le orme del padre Rodolfo, fondatore del Cotonificio Bernocchi, di cui divenne presidente. Si sposò con Camilla Nava.

Fu sindaco di Legnano dal 1901 al 1902, mentre nel 1905 ottenne la nomina di cavaliere del lavoro. Fu insignito anche dell'onorificenza di Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia.

Dal 1916 al 1920 e dal 1923 al 1930 Antonio Bernocchi ricoprì la carica di presidente dell'ospedale civile di Legnano[2], di cui fu benefattore, mentre dal 1916 al 1924 e dal 1927 al 1929 fu presidente del Football Club Legnano. Alla società calcistica lilla Bernocchi elargì cospicui finanziamenti, che permisero al Legnano di partecipare a diversi campionati di massima categoria[3].

Nel 1929, un anno prima della morte, fu nominato senatore del Regno[4]. La sua tomba al Cimitero Monumentale di Milano è stata realizzata nel 1936 dallo scultore Giannino Castiglioni e rappresenta la Via Crucis[5].

Attività filantropiche[modifica | modifica wikitesto]

Architettura commemorativa della donazione della famiglia Bernocchi alla città di Milano del Palazzo Triennale, sita al secondo piano

A Legnano furono i Bernocchi a creare l'istituto tecnico e quello professionale; entrambi sono stati intitolati a Antonio Bernocchi. Bernocchi fondò anche diverse scuole materne e la Scuola Comunale "A. Bernocchi" di Legnano, statalizzata per sua volontà nel 1935[6].

Antonio Bernocchi fu noto benefattore. Alla notizia della disfatta italiana nella battaglia di Caporetto, si precipitò immediatamente al fronte di guerra per portare aiuto morale e materiale ai soldati; nel 1917, dopo questa esperienza, fondò "La Patria riconoscente", nucleo dell'Opera Nazionale Combattenti.

Antonio Bernocchi, con i fratelli Michele e Andrea, già consapevoli dell'importanza che avrebbe avuto il design per le industrie italiane, donò al Comune di Milano nel 1930 cinque milioni di lire per la costruzione del palazzo dell'Esposizione Triennale Internazionale delle Arti Decorative e Industriali Moderne e dell'Architettura Moderna (conosciuta come La Triennale), che venne inaugurato nel 1933. Questo edificio fu poi chiamato "Palazzo Bernocchi"[7][8].

Ad Antonio Bernocchi è dedicata una famosa e storica gara ciclistica, la Coppa Bernocchi[9], la cui prima edizione si è svolta nel 1919[10]. In suo ricordo è stata istituita la "Fondazione Bernocchi"[11].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
— 1905
Medaglia d'oro - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro
«diffusione ed elevazione della cultura e della pubblica istruzione[12]»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La lezione del passato. L'industriale Bernocchi: esempio puro di mecenatismo, archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 6 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 7 gennaio 2016).
  2. ^ D'Ilario, 2003, p. 309.
  3. ^ D'Ilario, 1993, p. 37.
  4. ^ Antonio Bernocchi, senato.it. URL consultato il 6 gennaio 2016.
  5. ^ Castiglioni senior, il maestro della scultura Monumentale, ricerca.repubblica.it. URL consultato il 6 gennaio 2016.
  6. ^ Il Teatro del popolo: la stagione artistica dell'Umanitaria fra cultura e società, di Emanuela Scarpellini, Ed. Franco Angeli (2000), books.google.it. URL consultato il 6 gennaio 2016.
  7. ^ 1930, Bernocchi industriale col cuore grande, archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 6 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 26 gennaio 2016).
  8. ^ "I musei lombardi", di Marco Albini e Luciana Baldrighi, Ed. Lybra Immagine, (2000), books.google.it. URL consultato il 6 gennaio 2016.
  9. ^ Legnano in festa per la Bernocchi foto e autografi da tanti campioni, ilgiorno.it. URL consultato il 6 gennaio 2016.
  10. ^ Coppa Bernocchi, uslegnanese.it. URL consultato il 6 gennaio 2016.
  11. ^ Coppa Bernocchi: il sogno di una famiglia, legnano24.it. URL consultato il 6 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
  12. ^ Vittorio Branca, Il comune di Cerro Maggiore ai tempi della prima guerra mondiale: Avvenimenti, opere, personaggi dal 1914 al 1925, 1968, p. 30, books.google.it. URL consultato il 6 gennaio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio D'Ilario, Iginio Monti, Marco Tajè, Quando si dice lilla, Legnano, Famiglia Legnanese-Banca di Legnano, 1993, SBN IT\ICCU\MIL\0252460.
  • Giorgio D'Ilario, Ospedale di Legnano, un secolo di storia, Il guado, 2003, SBN IT\ICCU\LO1\0728856.
  • Carla De Bernardi, Lalla Fumagalli, An open-air museum, the Monumental Cemetery of Milan
  • Mattia G. Granata, Smart Milan: Innovations from Expo to Expo (1906–2015), Ed. Springer, 2015
  • Aa.Vv, Annali della Fondazione Ugo La Malfa XXIV-2009: Storia e Politica
  • Emanuela Scarpellini, Il Teatro del popolo: la stagione artistica dell'Umanitaria fra cultura
  • Milano capitale del bene comune, Franco Angeli
  • Tognetti Bordogna, Vittorio Sironi, Massimo Negri, Sergio Rebora, La città borghese: Milano, 1880-1968, Skira, 2002,
  • Vittorio Branca, Il comune di Cerro Maggiore ai tempi della prima guerra mondiale: Avvenimenti, opere, personaggi dal 1914 al 1925, 1968
  • Chiara De Capoa, Carlotta Collarin, Concetta Scilipoti, Milano passo a passo: 11 itinerari tra arte e storia

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]