Banca di Legnano

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Banca di Legnano
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StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione11 giugno 1887 a Legnano
Fondata daAntonio Bernocchi
Chiusura14 settembre 2013 (fusione con la Banca Popolare di Milano)
Sede principaleLegnano
SettoreBancario
Utile netto105,4 milioni di euro[1] (2010)
Dipendenti808[1] (2010)
Slogan«Essere banca, oggi»
Sito web

La Banca di Legnano SpA è stato un istituto di credito fondato a Legnano l'11 giugno 1887 che disponeva di 117 filiali[1] BL e 93 CRAe facente parte del gruppo Bipiemme; il 14 settembre 2013 si è fuso con la Banca Popolare di Milano.[2]

Fino al 14 settembre 2013 poteva contare su di un capitale sociale pari a 472.573.272 euro diviso in azioni del valore di 1 ciascuna.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Largo Tosi (all'epoca "via Tosi") angolo con via Crispi nel 1919. Sulla sinistra, prima dell'incrocio con via Crispi, la sede storica della Banca di Legnano, poi demolita e sostituita da un edificio moderno, mentre sulla destra si intravede il muro degli argini dell'Olonella, diramazione naturale dell'Olona successivamente interrata
Largo Tosi verso Palazzo Malinverni a Legnano nel 1920. Sulla destra, la sede storica della Banca di Legnano

Venne fondata come Società Anonima l'11 giugno 1887, con un capitale di 300.000 Lire frazionato in 1.500 azioni del valore di 200 Lire ognuna. I soci fondatori furono Antonio Bernocchi, Eugenio Cantoni, Gaetano ed Antonio Muttoni, Giovanni De Martini, Costanzo Canziani e Guido Bossi.

La banca aprì al pubblico il 16 gennaio 1888 in un edificio ubicato in corso Sempione a Legnano. Nel 1899 la banca trasferì la sua sede in largo Franco Tosi, sempre a Legnano, in un complesso che fu in seguito demolito e ricostruito nello stesso luogo. Nel 1905 la banca di Legnano aumentò per la prima volta il suo capitale, raggiungendo il milione e mezzo di lire. Nei decenni successivi aprì le prime sue succursali: Parabiago (1906), Castellanza (1908), San Vittore Olona (1910), Rho e Busto Garolfo (1922), Nerviano (1928), Inveruno e Lainate (1933), Cuggiono (1939) e Canegrate (1946)[4].

Fu poi per quasi quarant'anni di proprietà della Banca Commerciale Italiana, fino alla fusione di quest'ultima con Banca Intesa, avvenuta nel maggio 2001, quando nacque Intesa BCI. Il mese seguente, Intesa BCI cedette il pacchetto di controllo alla Banca Popolare di Milano.

L'istituto di credito[modifica | modifica wikitesto]

Si trattava di una banca a forte carattere locale, completamente orientata al retail banking con 808 dipendenti impiegati nelle 117 filiali (di cui 25 fornite dalla stessa BPM[1]), dislocate in Lombardia (99) e in Piemonte (18), più precisamente:

Il 13 febbraio 2012 Banca di Legnano incorporò la Cassa di Risparmio di Alessandria, anch'essa del Gruppo Banca Popolare di Milano, acquisendo così le sue 93 filiali:

Il 4 dicembre 2012 venne approvato il progetto di fusione concernente l'incorporazione di BDL in Banca Popolare di Milano, realizzatasi il 14 settembre dell'anno dopo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Da Relazione e Bilancio della Banca di Legnano SpA al 31 dicembre 2010 (.pdf)
  2. ^ Banca di Legnano si fonde con la Popolare di Milano, su ilgiorno.it. URL consultato il 13 dicembre 2017.
  3. ^ Statuto della banca (assemblea straordinaria del 26 giugno 2009, consiglio di amministrazione del 29 luglio 2009)
  4. ^ D'Ilario, 1984, pag. 311.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio D'Ilario, Egidio Gianazza, Augusto Marinoni, Marco Turri, Profilo storico della città di Legnano, Edizioni Landoni, 1984.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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