Varano Borghi

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Varano Borghi
comune
Varano Borghi – Stemma Varano Borghi – Bandiera
Varano Borghi – Veduta
La Chiesa parrocchiale del Divino Redentore
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
SindacoRosario Calcagno (lista civica "Varanesi nel cuore") dal 26/05/2014 (1º mandato)
Territorio
Coordinate45°46′N 8°42′E / 45.766667°N 8.7°E45.766667; 8.7 (Varano Borghi)Coordinate: 45°46′N 8°42′E / 45.766667°N 8.7°E45.766667; 8.7 (Varano Borghi)
Altitudine281 m s.l.m.
Superficie3,33 km²
Abitanti2 484[1] (28-02-2017)
Densità745,95 ab./km²
Comuni confinantiCasale Litta, Comabbio, Inarzo, Mercallo, Ternate, Vergiate
Altre informazioni
Cod. postale21020
Prefisso0332
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT012132
Cod. catastaleL671
TargaVA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantivaranesi
PatronoAndrea apostolo
Giorno festivo30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Varano Borghi
Varano Borghi
Varano Borghi – Mappa
Posizione del comune di Varano Borghi nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Varano Borghi (Varàn in dialetto varesotto e semplicemente Varano fino al 1906) è un comune italiano di 2.484 abitanti della provincia di Varese in Lombardia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La fabbrica tessile[modifica | modifica wikitesto]

Fabbrica Varano Borghi

Tra il 1900 e il 1904 lo stabilimento venne creato, ristrutturato e completato da un nuovo corpo di fabbrica commissionato da Luigi Borghi allo studio di architettura svizzero Sequin-Knobel. Al corpo di fabbrica originario (un antico mulino detto di Pasquale, dove era collocata la tintoria) vennero aggiunti nuovi edifici dove trovarono spazio la filatura, le camere delle corde, i forni, i rustici, la stalla per ricoverare gli animali e una piccola caserma per il corpo privato di vigili del fuoco. Per consentire una migliore illuminazione diurna, buona parte dei nuovi reparti venne dotata di copertura "a shed"; i piani vennero invece realizzati con un sistema di volte in mattoni. Ai piedi della collina su cui sorgeva la villa padronale vennero invece eretti i serbatoi dell'acqua: tre torri a base quadrata innestate su un capannone a tre livelli scandito da ampie finestre.

L'inaugurazione del nuovo complesso avvenne l'8 settembre 1904 alla presenza della famiglia Borghi, di autorità politiche (i senatori De Angeli e Adamoli[Prenome?], il deputato Angelo Lucchini, il prefetto e il sottoprefetto[di quale prefettura?]) ed esponenti dell'industria del Varesotto (quale il barone Costanzo Cantoni).

L'opificio era collegato alla stazione di Ternate-Varano Borghi mediante una ferrovia a scartamento ridotto, onde agevolare il trasporto della materia prima (cotone greggio) e dei prodotti finiti.

Tale impianto è stato modificato allorché, esaurita la funzione originaria, i capannoni sono stati occupati da nuove aziende, le quali per proprie necessità hanno aggiunto nuovi corpi edilizi e costruzioni prefabbricate.

Villa Borghi[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni storici[Quali?] hanno ritenuto che la villa sorgesse su un antico castello di cui rimaneva traccia nel salone principale, corrispondente alla sala del castello che si sarebbe conservata nonostante le trasformazioni avvenute. Il restauro recente, che ha indagato a fondo sui materiali utilizzati nella costruzione, non ha però rinvenuto strutture difformi che potessero avallare questa ipotesi. L'aspetto attuale[Quando?] si deve a un primo restauro realizzato dall'architetto milanese Paolo Cesa Bianchi tra il 1860 e il 1879 negli anni della gestione aziendale di Napoleone Borghi. La casa ha una pianta a doppia T con il corpo centrale allungato; la fronte principale è lievemente aggettante nel settore centrale, suddiviso in tre livelli con finestre ornate da modanature in pietra arenaria chiara, e si conclude con un fastigio. Le ali laterali, con porte-finestre ad ogni piano, terminano con una balaustra in pietra. I prospetti laterali sono ritmati da aperture quadrangolari con profili in pietra o stucco, lo stile complessivo segue il gusto di un certo eclettismo diffuso nel corso dell'Ottocento in area lombarda. Nell'ingresso un'elegante scalinata in marmo conduce al piano superiore da cui attraverso un cavedio, delimitato da una balaustra in ferro battuto, si guarda giù verso l'atrio che si sviluppa così in altezza per i due livelli. La grande estensione della villa determinata da un susseguirsi di stanze, saloni, una biblioteca a cui si aggiunge il grande parco, in parte realizzato all'inglese, secondo la moda romantica, palesa la volontà di manifestare il prestigio sociale raggiunto dalla famiglia. Tutti i saloni vennero decorati dall'artista varesino Pietro Michis.

La chiesa[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale intitolata al Divino Redentore fu costruita da maestranze locali su commissione della famiglia Borghi: il progetto venne affidato all’architetto Paolo Cesa Bianchi, il quale (seguendo la moda ottocentesca di riprendere stili architettonici delle epoche precedenti) s'ispirò alla quattrocentesca Collegiata di Castiglione Olona.

Il cimitero[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso cimitero di Varano Borghi

L'impianto edilizio del cimitero comunale è stilisticamente omogeneo all'architettura del paese. Il recinto consacrato è a pianta quadrangolare divisa dal vialetto principale, che dall'ingresso (un arco retto da pilastri in laterizio ed esili colonnine in pietra con capitelli a forma di foglie d'acanto) conduce alla cappella gentilizia della famiglia Borghi.

Cimitero Varano Borghi

La cappella in questione presenta una facciata a salienti con arco d’accesso centrale tripartito da due esili colonnine simili a quelle dell’ingresso, uno zoccolo in pietra e la parte superiore in laterizi; il rosone centrale, tamponato da una vetrata che disegna una croce, è contornato da terrecotte smaltate. Decorazioni simili animano tutta la facciata, la cui cromia sfuma dai toni dell’avorio all’oro al verde; entro alcuni oculi è inscritta la data di costruzione (1911). L’interno è costituito da un unico vano diviso in tre campate: quella centrale è coperta a padiglione con embrici in terracotta smaltata d'azzurro (evocante la volta celeste) con nella chiave di volta un sole radiante dorato. Sulle pareti laterali prendono posto le lapidi commemorative degli esponenti della genealogia, mentre in fondo alla cappella trova posto un altare adornato dall'effigie della Trasfigurazione di Gesù[2] (stilisticamente affine all'opera omonima di Raffaello), realizzata in piastre di terracotta smaltata dal ceramista cortonese Pio Pinzauti. Completano la decorazione interna varie terrecotte disposte in riquadri con cornici, fasce di cherubini d'ispirazione robbiana, fiaccole, rosoni e rami d’ulivo. Il repertorio decorativo venne prodotto dalla ditta Ceramica Lombarda, al tempo fornitrice dei rivestimenti in maiolica in uso nelle case liberty milanesi.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Stazione ferroviaria di Ternate-Varano Borghi lungo la linea ferroviaria Milano-Luino.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Da Varano Borghi passano le strade provinciali N° 18 Vergiate-Bardello e N° 53 Varano Borghi-Cazzago Brabbia.

Varano Borghi dista inoltre 6 km dalla Strada Statale N°33 e dall'uscita Sesto Calende-Vergiate dell'autostrada A8/A26

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci dal 1946[modifica | modifica wikitesto]

# Sindaco Durata mandato Lista Data elezioni
1 Alfonso Marcaletti 1946 - 1951 Social-comunisti (PSI - PCI) 1946
2 Giuseppe Monciardini 1951 - 1956 DC 1951
3 Umberto Metthey 1956 - 1960 lista civica (PSI - Indip.) 1956
4 Attilio Provasoli 1960 - 1964 DC 1960
5 Attilio Balzarini 1964 - 1970 DC 1964
6 Luigi Moranzoni 1970 - 1975 DC 1970
7 Bruno Vasconi 1975 - 1980
1980 - 1985
DC 1975
1980
8 Candido Manzoni 1985 - 1990 DC - PSI - PSDI 1985
Attilio Balzarini (2º) 1990 - 1995 lista civica (DC + Lista Verde + Ind. di sin.) 1990
9 Luigi Terzoli 1995 - 1999
1999 - 2004
lista civica (PDS - PPI)
lista civica "Insieme per Varano"
10 Marzio Molinari 2004 - 2009
2009 - 2014
lista civica "Uniti per Varano"
11 Rosario Calcagno 2014 (in carica) lista civica "Varanesi nel Cuore"

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'Associazione Sportiva Varano Borghi Calcio, la cui storia si è dipanata unicamente nelle divisioni dilettantistiche a carattere locale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Macchi, Il patriota gallaratese Luigi Borghi, Gallarate, Società Gallaratese per gli Studi Patri, 1945.
  • I. Vanelli Varano Borghi : una famiglia di pionieri dell'industria tessile, "Rassegna Gallaratese di Storia e d'Arte", Dicembre 1964, p. 182.
  • A. Biandrà Di Reaglie Varano e i Trincheri, "Rassegna Gallaratese di Storia e d'Arte", Settembre 1972, p. 79.
  • S. Langé e F. Vitali Ville della provincia di Varese, Milano, 1984, Rusconi.
  • O.A. Biandrà Varano feudo dei Trecchi, 1985.
  • R. Pozzi L'epoca dello splendore urbano, "Varano Borghi. Appunti di storia recente per la riscoperta dei valori", 1998, Varano Borghi, pp. 37-55.
  • S. Garegnani R. Pozzi e L. Terzoli, Varano Borghi. Appunti di storia recente per la riscoperta dei valori, 1998, Varano Borghi.
  • C. Martignone Le famiglie imprenditoriali lombarde nell'Ottocento in "Imprenditori e Cultura", a cura di G. Ginex e S. Rebora, 1999, Milano.
  • P. Macchione e A. Grampa Terra di pionieri, Varese, 1999, Univa.
  • Stefano Levati Famiglia Borghi in Accoppiamenti giudiziosi, Cinisello Balsamo, 2004, Silvana editrice.
  • Relazione storico archivistica sul complesso industriale di Varano Borghi 10 Gennaio 2008, Marco Tamborini e Maryse Ribolzi.
  • S. Redaelli La stoffa dei Borghi. Patrioti e imprenditori della dinastia del cotone, Ancora Arti grafiche.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^
    «Lo stesso soggetto venne ripetuto, sempre da Pio Pinzauti, sulla facciata della cappella Marra del cimitero di Busto Arsizio».
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]