Valle Olona

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Valle Olona
Olona0001.jpg
La Valle Olona nella zona di Malnate.
Stati Italia Italia
Regioni Lombardia Lombardia
Province Varese Varese
Località principali Varese, Induno Olona, Malnate, Vedano Olona, Lozza, Castiglione Olona, Lonate Ceppino, Gornate Olona, Castelseprio, Cairate, Solbiate Olona, Fagnano Olona, Gorla Maggiore, Gorla Minore, Olgiate Olona, Marnate, Castellanza
Fiume Olona
Nome abitanti Valligiani
Sito web

La Valle Olona è una valle che inizia a sud di Varese e termina a Castellanza. La valle è stata scavata in parte dai ghiacci dell'ultima glaciazione e in parte dall'Olona[1].
In genere è caratterizzata da un fondovalle senza centri abitati se non per l'eccezione di Castegnate (costituente la parte cosiddetta "in giò" di Castellanza e situata allo sbocco della vallata) e delle due frazioni di Gornate Olona (Torba[2] e San Pancrazio). Più a nord invece, uno degli ultimi centri ancora abitati è quello dei Mulini di Gurone, il luogo oggi ospitante la diga destinata a proteggere i paesi sottostanti dal rischio di esondazioni del fiume[3].

Sul fondovalle e disseminati tra le numerose zone umide ed i boschi di latifoglie che ne caratterizzano le pendici circostanti, è spesso riscontrabile la presenza di parte dei complessi industriali dismessi o abbandonati appartenenti a questo versante della Provincia di Varese ed altrettanti mulini ad acqua, un tempo parti integranti delle economie locali.

Nella valle è anche presente il tracciato della Ferrovia della Valmorea, un tempo abbandonato ed oggi trasformato in pista ciclopedonale nel tratto tra Castellanza a Castiglione Olona[4] ed invece ristrutturato per poter ospitare un treno turistico sulla tratta Malnate-Mendrisio.

La valle dovrebbe inoltre essere attraversata dalla Ciclovia Olona Lura, un itinerario ad anello di 165km in grado di connetterla al torrente Lura lungo l'itinerario europeo EuroVelo 5.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Lombardia.

Situata a sud della Val Bevera e della Valmorea (valle), la Valle Olona raccoglie le acque dei suoi affluenti e dell'omonimo fiume lungo la parte sud orientale della Provincia di Varese e prima di giungere nei pressi di Legnano.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume Olona nei pressi di Gurone.

Il perimetro del territorio comprende parte delle aree comunali che la compongono (Varese, Induno Olona, Malnate, Vedano Olona, Lozza, Castiglione Olona, Lonate Ceppino, Gornate Olona, Castelseprio, Cairate, Solbiate Olona, Fagnano Olona, Gorla Maggiore, Gorla Minore, Olgiate Olona, Marnate e Castellanza), più alcune zone dei comuni confinanti e che in genere occupano parte dei pianalti morenici[5] che lo dominano e tra di essi vi sono cittadine o paesi come Busto Arsizio e Tradate.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

L'Olona, il fiume che dà il nome alla valle, riceve numerosi affluenti che nascono dalle colline circostanti come la Bevera, il Lanza (detto anche Ranza, Anza, Clivio o Gaggiolo), il Fogascè (o Gerre), la Quadronna, la Selvagna, il Mornaga, il Riale delle Selve, il Marubbio, il Valdessera, il Riale San Pancrazio, il Riale di Torba, il Riale di Castelseprio ed il Rile-Tenore.

In Valle Olona si trovano alcune zone umide:

  • Lo Stagno Buzonel si trova nel fondovalle tra Castelseprio e Lonate Ceppino, ed è alimentato dal torrente Bozzone, che in seguito confluisce nell'Olona.
  • Lo Stagno di Cairate, posto al confine tra Cairate e Lonate Ceppino ed è alimentato da alcune risorgive.
  • Il Refreddo o Fontanile Crotto, è invece un corso d'acqua che sgorga in località Crotto Valle Olona (nel fondovalle di Castelseprio) e confluisce nell'Olona poco più a valle.

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

Essendo una valle formatasi durante la Glaciazione di Riss e dall'azione erosiva del ghiacciaio che scendeva dal Ceresio, il suo profilo trasversale mostra la caratteristica forma ad 'U' presente in tutte le valli che hanno avuto la stessa origine ed in cui, dopo il ritiro dei ghiacci, abbia preso a scorrere uno o più corsi d'acqua.
Questi fiumi o torrenti, nel corso dei secoli successivi e durante l'ultimo periodo diluviale ne hanno dapprima riempito parte delle zone alluvionali con ghiaia e sabbia ed in seguito, nel corso delle ripetute piene alluvionali, vi hanno depositato buona parte dei sedimenti terrosi su cui oggi crescono le varie forme di vita vegetale.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Milano Malpensa.

Il clima è di tipo continentale fatto di estati calde e moderatamente piovose ed un'umidità sempre molto elevata. Gli inverni sono freddi e con varie settimane di gelo E spesso, per non dire sempre, si presentano giorni di neve.
La ventilazione è in genere piuttosto scarsa ma molto dipende anche dalle zone più o meno esposte a questo fenomeno, tanto che se nella zona di valle posta direttamente a sud delle Prealpi Varesine si può incorrere in una giornata resa serena da un alito di vento, nell'Altomilanese (specialmente nel periodo invernale) perdura la nebbia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sogno di San Giuseppe, uno degli affreschi di Castelseprio

Il contado del Seprio ed il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

La Valle Olona era il cuore del Contado del Seprio[6], della cui capitale conserva tuttora le rovine nel comune di Castelseprio. Nel 1287 tutto il Seprio fu ufficialmente annesso alla Signoria dei Visconti, che nel 1395 divenne il Ducato di Milano ed a cui la stessa Valle appartenne fino all'epoca napoleonica[7].
Sin dal Medioevo questa parte del territorio lombardo fu tra i maggiormente sfruttati perché grazie alla presenza del fiume e dei suoi affluenti, fu possibile l'edificazione di numerosi mulini destinati a sfruttare la forza motrice delle acque per azionare le macine, i magli, i frantoi e le segherie necessarie alla lavorazione dei prodotti locali come il legno, il grano ed i semi oleosi del ravizzone e della colza[8].
Nel 1610, quando venne creato il consorzio del fiume Olona per disciplinare l'uso di queste acque, i mulini sull'Olona (distribuiti sull'intero corso a monte di Rho) erano 116 ed erano forniti di 463 rodigni.

L'Ottocento e l'industrializzazione[modifica | modifica wikitesto]

Verso la metà dell'Ottocento e durante il primo sviluppo dell'Industrializzazione, anche i sistemi di sfruttamento della Valle subirono un cambiamento ed i mulini vennero soppiantati (oppure affiancati), da complessi industriali più fruttosi e moderni come i cotonifici (ad esempio il Cotonificio Cantoni di Castellanza, il Cotonificio Ponti di Solbiate Olona ed il Cotonificio Enrico Candiani di Fagnano Olona), le concerie (Conceria Fraschini di Varese), le cartiere (Cartiera Vita-Mayer di Cairate e Cartiere Molina di Varese e Malnate), oppure le fornaci da laterizi o calce, ed ancora da impianti di filatura o tintoria.
La Valle Olona e la sua cosiddetta conurbazione divennero quindi una delle maggiori aree industriali italiane e l'utilizzo intensivo delle sue acque, sia come forza motrice che per le lavorazioni dirette, ebbe un tale risvolto inquinante sul suo fiume principale che lo condusse a divenire il corso d'acqua più inquinato d'Italia[9]. Un triste primato avvicinato solo dal Lambro, il Seveso, la Lura, il Mella e l'Arno, gli altri fiumi della Lombardia che tuttora attraversano le zone a più alta concentrazione industriale.

Dopo l'avvio della nuova era dell'economia industriale avvenuto negli anni settanta ed al conseguente periodo di crisi e di fallimenti che afflisse l'economia delle industrie presenti nella valle (spesso messe in ginocchio anche dalle frequenti esondazioni), il fiume ha costantemente migliorato la qualità delle acque fino a riaggiungere e superare il grado sufficiente nel tratto tra Varese e Castellanza[10] ed oggi, con l'istituzione di due Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS) che tutelano il fondovalle, si può finalmente asserire che anche la natura della valle è tornata in primo piano.

Natura[modifica | modifica wikitesto]

La valle Olona comprende due parchi d'interesse naturalistico, uno d'interesse storico ed è confinante con un ulteriore parco naturalistico.

Il Parco RTO[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco Rile Tenore Olona (comunemente detto RTO), tutela la valle nei territori di Lozza, Castiglione Olona, Gornate Olona, Castelseprio e Lonate Ceppino; il parco interessa anche il pianalto morenico ad ovest dell'Olona (comuni di Gazzada Schianno, Morazzone, Caronno Varesino e Carnago), dove scorrono il Rile ed il Tenore. Il Parco RTO ha sede a Castiglione Olona, il comune che ha maggiormente voluto l'istituzione di questo ente, avvenuta nel 2006.

Il Parco medio Olona varesino[modifica | modifica wikitesto]

Il Gaggiolo, principale torrente del Parco Valle del Lanza.

Il Parco medio Olona varesino tutela invece la valle nei territori di Fagnano Olona, Gorla Maggiore, Solbiate Olona, Gorla Minore, Olgiate Olona e Marnate; di sua competenza anche l'area solcata dal torrente Tenore a Fagnano ed alcuni boschi ad est di Gorla Maggiore, nei quali scorre il Fontanile di Tradate. Il Parco del Medio Olona, istituito nel 2006, ha sede a Fagnano Olona.

Altri parchi[modifica | modifica wikitesto]

Flora[modifica | modifica wikitesto]

I versanti della Valle Olona sono in gran parte ricoperti da boschi. Nel fondovalle, invece, ai boschetti si alternano terreni coltivati, brughiere e prati, oltre ad aree industriali dismesse dove la natura le sta ricoprendo principalmente nella forma di piante rampicanti od arbusti.

Brugo fiorito

Tra le latifoglie si trovano pioppi, querce farnie, carpini bianchi, castagni, robinie, querce rosse, ontani neri, salici, frassini, ciliegi ed olmi campestri.
Gli arbusti sono rappresentati da rovi, nocciòli, biancospini, cornioli, luppolo, sambuchi e cappelli del prete.
Tra i fiori spontanei si annoverano il bucaneve, la campanella, il dente di cane, il mughetto, la primula, il ciclamino, l'ortica e il ranuncolo.
Le conifere, poco diffuse, annoverano l'autoctono pino silvestre e l'abete rosso, importato dall'uomo.
Nella parte nord della valle esistono anche alcuni canneti[11] mentre, lungo tutte le zone umide sono diffusissime molte specie di felci[12].

Un fenomeno interessante è dato dal ritorno del bosco sulla brughiera. Questa è costituita da distese di brugo, un piccolo arbusto dalla caratteristica fioritura autunnale che nel passato era oggetto di sfalcio per essere utilizzato come lettiera per gli animali[13] e spesso le distese secche erano preda di incendi. La cessazione della prima pratica e la sensibile diminuzione dei secondi consentono la crescita spontanea di essenze d'alto fusto e, per ora, di radi boschi.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

I pesci sono tornati nell'Olona: una trota iridea

In un ambiente fluviale, la tipologia animale più rilevante è naturalmente quella ittica. Due secoli fa l'Olona abbondava di pesci, ma lo sviluppo industriale li portò all'estinzione. Dopo il 2000 e la chiusura di molte fabbriche ma soprattutto grazie alla costruzione di numerosi impianti di depurazione, l'acqua è lentamente tornata pulita ed i pesci sono lentamente tornati a vivere nel fiume.
Abbastanza comuni sono quelli di piccola taglia come i vaironi, le scardole, i carassi e sono presenti anche i cavedani di media taglia. Più rari invece, ma comunque presenti, sono i barbi e le trote iridee mentre in alcune pozze presso Castiglione Olona vivono esemplari di pesce persico.

Tra gli abitatori dei boschi dell'Olona: tre giovani allocchi in attesa del pasto

Tra gli uccelli acquatici, diffusissimi sono i germani reali e sono comuni, ma più difficili da vedere perché piuttosto schive, le gallinelle d’acqua e le folaghe mentre, seppur rari sono comunque presenti l'airone cenerino, la garzetta e la nitticora.
Per quanto riguarda gli uccelli di bosco, sono numerose le specie passeriformi e tra cui gli stessi passeri, i merli, i tordi, le rondini, i pettirossi, ed i fringuelli, così come i verdoni, i verzellini, le cornacchie, le gazze, i codirosso, gli usignoli, i corvi ed i cardellini.
Tra i columbiformi vi sono le tortore ed i colombi mentre tra gli upupidi esistono gli esemplari di upupa epops.
Più rari sono picidi come il picchio rosso maggiore ed il picchio verde od i rapaci come l'allocco, il gufo, la civetta, il gheppio e la poiana.
Altra importante componente di questo ecosistema fluviale sono gli anfibi come il rospo smeraldino, il rospo comune, la rana dalmatina la rana verde, la raganella e la più rara rana di Lataste. Tra gli anfibi muniti di coda sono presenti i tritoni crestati ed i tritoni punteggiati.
Tra i mammiferi vi sono i più tipici dei bosco di latifoglie, come la volpe rossa, lo scoiattolo, il ghiro, il tasso, le donnole e le faine più il riccio ed alcuni tipi di topo selvatico.
Per quanto riguarda i serpenti, sono perlopiù innocui: la biscia d’acqua, il biacco ed il saettone ma non manca la vipera, l'unico serpente velenoso mentre, ed infine tra i sauri si annoverano le comunissime lucertole, il ramarro e l’orbettino.

Archeologia industriale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Archeologia industriale in provincia di Varese.
La LIUC a Castellanza

Dei numerosi mulini ed industrie sorte lungo il corso del fiume e chiuse progressivamente a partire dalla seconda metà del novecento, oggi buona parte giace in condizioni di abbandono, degrado e di difficile controllo socioculturale (ad esempio, nella ex Cartiera Vita Mayer di Cairate si è svolto un rave party) ed il recupero archeologico dell'intero patrimonio storico della valle appare sempre più problematico.

Non mancano però alcuni esempi incoraggianti, come il recupero del Cotonificio Cantoni di Castellanza, che nel 1991 è stato adibito a sede dell'università Carlo Cattaneo[14], ma prima che vadano del tutto perduti, andrebbero recuperati specialmente i mulini in rovina che esistono in valle, spesso di origini settecentesche o addirittura precedenti e dunque meritevoli di grande attenzione.

È spesso citato come un reperto di archeologia industriale in fase di recupero anche il tracciato della Ferrovia della Valmorea.

La Ferrovia di Valmorea[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla forte industrializzazione, agli inizi del XX secolo venne costruita la ferrovia Castellanza-Valmorea che consentiva di trasportare su rotaia materie prime e prodotti finiti da e verso le industrie presenti in Valle Olona, nonché ai lavoratori delle stesse di raggiungere più agevolmente il proprio posto di lavoro.

La linea, inaugurata nel 1904, in principio collegava Castellanza a Cairate e, nel 1916, ne fu realizzato un secondo tratto per collegare il sud della valle fino al paese di Valmorea; nel 1926 la ferrovia fu prolungata fino a Mendrisio per divenire così una via di comunicazione tra l'Altomilanese e la Svizzera.

Nel 1928 ed a causa della disposizione del governo fascista di chiudere la frontiera italo-svizzera di Stabio, il servizio ferroviario venne fatto terminare a Valmorea e questo fu l'inizio del progressivo fallimento dell'intera linea di collegamento, la quale ed a causa delle disastrose alluvioni dell'11 giugno 1975 e del 1º ottobre 1976, dovette chiudere anche l'ultimo tratto (Cairate-Castellanza) che era rimasto attivo come rifornimento merci a favore della cartiera Vita-Meyer.

Dal 1995 è iniziato un progetto di recupero storico-turistico della parte più settentrionale della linea ferroviaria e dal 2007[15] è possibile percorrere quel tratto dalla stazione di Mendrisio fino a quella di Malnate Olona.

Eventi culturali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Valleolona - Sintesi del contenuto della pagina del link di riferimento, valleolona.com. URL consultato il 10-12-2011.
  2. ^ Fondoambiente - Sintesi del contenuto della pagina del link di riferimento, fondoambiente.it. URL consultato il 10-12-2011.
  3. ^ Allagamento della zona, malnate.org. URL consultato il 03-11-2011.
  4. ^ Provincia di Varese - Sintesi della pagina di riferimento, provincia.va.it. URL consultato il 10-12-2011.
  5. ^ Giorgio De Cesare, Le stagioni in Valle Olona pagina 17, GMC Editore - Induno Olona Dicembre1999
  6. ^ Matteo Colaone, Il Seprio. I luoghi, la storia, il mistero di una regione nascosta, Menaresta Editore, Monza, 2011
  7. ^ Beni cultirali della Lombardia - Si vedano le numerose lettere scritte da Francesco Sforza al capitano del Seprio, lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 10-12-2011.
  8. ^ Alberto Garlandini, Il patrimonio industriale tra tutela e cancellazione: un problema di politica culturale, pagina 291, Annali della fondazione Luigi Micheletti N. 3, 1987
  9. ^ Consorzio del Fiume Olona - Sintesi delle prime tre righe della pagina di riferimento, consorziofiumeolona.org. URL consultato il 10-12-2011.
  10. ^ Consorzio del Fiume Olona - Sintesi del contenuto dell'intera pagina di riferimento, consorziofiumeolona.org. URL consultato il 10-12-2011.
  11. ^ Giorgio De Cesare Le stagioni in Valle Olona sintesi del contenuto dell'intero libro, GMC Editore - Induno Olona Dicembre1999
  12. ^ Adalberto e Gabriele Peroni, Le Pteridofite della provincia di Varese, pagine 66/67, I Quaderni del sistema museale Alta Valle Olona, Firenze, 1997
  13. ^ Prima ancora era usato per fabbricare scope e il suo nome deriva dalla parola greca καλλύνω (kallýnō), verbo che vuol dire “abbellisco, pulisco”:
  14. ^ La LIUC, fortemente voluta e anche finanziata dall'Univa, l'associazione degli industriali di Varese
  15. ^ Amici della Valmorea - Sintesi della quarta sezione della pagina di riferimento, amicidellaferroviavalmorea.it. URL consultato il 10-12-2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]