Lacertilia

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Lucertole
Lacerta bilineata masculus et femella + Podarcis muralis (Sarthe).JPG
Lacerta bilineata (in primo piano, maschio e femmina) e Podarcis muralis
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Reptilia
Sottoclasse Diapsida
Infraclasse Lepidosauromorpha
Superordine Lepidosauria
Ordine Squamata
Sottordine Lacertilia
Günther, 1867
Sinonimi

Sauria
Gauthier, 1984

Infraordini

Le lucertole (Lacertilia Günther, 1867), nei paesi di lingua latina e slava più noti come Sauri[1] (Sauria),[2] sono un sottordine obsoleto perché parafiletico[3] di rettili appartenenti all'ordine Squamata.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Hanno una testa piatta e triangolare, tronco piatto e coda lunga; si tratta di quadrupedi, anche con zampe non evidenti (Negli Anguidi come l'orbettino), minuscole (Negli Scincidi come la Luscengola) ed orecchie esterne prive di padiglione auricolare (per le singole specie vedi la Categoria Sauri). Hanno occhi con pupille nere e iride gialla ed hanno palpebre, una lingua biforcuta che funge da organo di tatto e come arma di caccia: tramite la saliva trattiene le piccole prede di cui nutre, come insetti, larve e vermi, è inoltre dotata di due robuste mascelle e due file di denti simmetrici. È caratterizzata dall'autotomia, la capacità di staccare una porzione della propria coda in caso di pericolo, ingannando il predatore; questa ricrescerà successivamente. La lunghezza degli adulti di questo raggruppamento varia da pochi centimetri (geco dei Caraibi) a tre metri circa (drago di Komodo). Oltre all'autotomia sono in grado di guarire le ferite, anche le più estese; altre lucertole riescono ad assumere un comportamento di "falsa morte" meglio conosciuto come morte apparente o tanatosi.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Alcune lucertole sono in grado di cambiare colore. L'esempio più noto è il camaleonte, ma questa caratteristica può appartenere anche ad altre specie.

Solitamente sono insettivore o carnivore. Alcune specie sono erbivore o onnivore, un esempio caratteristico di queste è l'Iguana, che ha una dieta strettamente erbivora.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo riproduttivo delle lucertole cade in primavera inoltrata, quando la temperatura è favorevole alla piena attività di queste specie. La femmina depone da 3 a 8 uova in depressioni del terreno che scava con le zampe anteriori, mentre spinge via la terra scavata servendosi delle zampe posteriori. Le uova sono piccole e biancastre e il guscio è di natura pergamenacea, non rigida come, ad esempio, nei cheloni e negli uccelli. I piccoli rompono il guscio con una sorta di punteruolo corneo, chiamato anche dente dell'uovo, posto sulla punta del muso e che viene riassorbito subito dopo la nascita.

La coda[modifica | modifica wikitesto]

Come già detto, alcuni gruppi di lucertole possiedono la peculiarità di poter perdere la coda se soggette ad attacchi da parte di predatori (autotomia). La parte della coda tranciata possiede dei centri nervosi relativamente indipendenti dal cervello, che possono determinarne un movimento di contorsione anche se la coda è staccata dal corpo. Il predatore viene così distratto dalla coda credendo si tratti della metà viva dell'animale, mentre la lucertola, rimanendo in uno stato immobile di morte apparente (tanatosi), tenterà la fuga nel momento più opportuno.

Le contorsioni della coda vanno via via affievolendosi nel momento in cui l'ossigeno presente nei vasi sanguigni recisi inizia a scarseggiare.

Il distacco della coda è provocato da una violentissima contrazione dei muscoli presenti ed avviene lungo piani di frattura prestabiliti tra le vertebre, che sono zone più fragili della spina dorsale. I muscoli rimangono contratti anche dopo il distacco per bloccare l'emorragia, fino alla completa cicatrizzazione. Da questa cicatrizzazione verrà rigenerata in seguito una nuova coda. Quando la ferita è irregolare raramente può succedere che venga creata anche più di una coda.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Le specie del sottordine Lacertilia si trovano in quasi in tutto il mondo, con l'eccezione della parte settentrionale del Nord America e dell'estremo nord dell'Asia.[4]

La maggior parte delle specie prediligono gli habitat umidi tropicali e subtropicali, ma ci sono specie che vivono nelle zone più temperate o che si sono adattate agli ambienti aridi e semidesertici.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Il sottordine Lacertilia comprende i seguenti infraordini e famiglie:[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] Adriana Rigutti, Zoologia, p.5, Atlanti Scientifici, Giunti Editore
  2. ^ N.B. Ananjeva, et al, Species of Acanthosaura gray, 1831 (Agamidae: Sauria, Reptilia) of Vietnam: Results of molecular and morphological study, Biology Bulletin, Vol. 35, Number 2, 178-186, DOI 10.1134/S106235900802012X.
  3. ^ Fry, B. G., Vidal, N., Norman, J. A., Vonk, F. J., Scheib, H., Ramjan, S. F. R., Kuruppu, S., Fung, K., Hedges, S. B., Richardson, M. K., Hodgson, W. C., Ignjatovic, V., Summerhayes, R. & Kochva, E., 2006: Early evolution of the venom system in lizards and snakes. –Nature: Vol. 439, pp. 584-588
  4. ^ Cogger, H.G & Zweifel, R.G. (1998). Reptiles & Amphibians. ISBN 0-12-178560-2
  5. ^ Lacertilia, in The Reptile Database. URL consultato il 27 maggio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità GND: (DE4013473-8