Parco archeologico di Castelseprio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Parco Archeologico di Castel Seprio
Castelseprio, area archeologica, basilica di san giovanni evangelista 04.jpg
La basilica di San Giovanni
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàCastelseprio
Indirizzovia Castelvecchio, 1513
Coordinate45°43′43.42″N 8°51′34.23″E / 45.728727°N 8.859508°E45.728727; 8.859508
Caratteristiche
TipoArcheologia
Sito web
UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
Longobardi in Italia: i luoghi del potere (568-774)
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Santa Maria foris portas2.JPG
Tipoarchitettonico
CriterioC (i)(ii)(iii)(iv)(vi)
Pericolono
Riconosciuto dal2011
Scheda UNESCO(EN) Longobards in Italy. Places of the power (568-774 A.D.)
(FR) Scheda


Il Parco archeologico dell'antica Castel Seprio (Castel Sevar in varesotto e Castel Sever in lombardo e milanese ) è costituito dai ruderi dell'omonimo insediamento fortificato e del suo borgo, nonché dalla poco distante chiesa di Santa Maria foris portas. Allo stesso insediamento appartiene Monastero di Torba che, però, è attualmente gestito dal FAI. Il Parco è stato istituito negli anni cinquanta a conseguenza della riscoperta del sito da parte di Gian Piero Bognetti, avvenuta poco prima. È stato ichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco il 26 giugno 2011[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Gli scavi hanno evidenziato una frequentazione del luogo a partire dall'età pre- e protostorica, con una necropoli dell'Età del ferro di matrice insubre presso l'attuale chiesa di S. Maria foris portas. La fondazione del castrum Sibrium sembra risalire al IV-V secolo in relazione a una linea difensiva contro le grandi migrazioni di popoli germanici. Il luogo si trovava inoltre all'incrocio dei fascio di strade della direttrice Como-Novara.

Alto medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'età bizantina e longobarda, Castel Seprio viene ricordato come civitas, cioè come centro di un ampio distretto territoriale. Tarde fonti medievali, come Geografo Guidone e l'Anonimo Ravennate, a riportano il nome Sibrie e Sibrium. In età carolingia, si costituì il Contado del Seprio.

Basso medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1285 e il 1287 l'insediamento venne completamente raso al suolo ad opera dei milanesi durante la lotta contro i Torriani. L'arcivescovo di Milano Ottone Visconti ne decretò il perpetuo abbandono, ad eccezione delle chiese, che vennero officiate fino al XVII secolo. L'interesse degli eruditi milanesi per questo luogo storico si fece vivo sin dal XIV secolo. Nel 1339 Galvano Fiamma cita che nel Monastero di Torba fu rinvenuta la tomba di un re longobardo. Nel XV secolo fu Ciriaco Pizzicolli a effettuare la trascrizione di alcune lapidi romane inserite nelle murature superstiti.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1541 l'erudito Bonaventura Castiglioni nella sua Gallorum Insubrium antiquae sedes è il primo a compilare una descrizione dei ruderi.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1809 il nobile Parochetti di Gornate Olona demolì i ruderi di una casa-torre per cavarne materiale edile e scoprì lapidi e vestigia gallo-romane. Su tale spunto, la famiglia milanese degli Archinto, collezionisti di antichità, acquistarono l'area e delegarono lo studioso Corbellini di estrarne resti.

Nel 1944 Gian Piero Bognetti scoprì e rese pubbliche le pitture della chiesa di Santa Maria foris portas, che al tempo era diventata un magazzino agricolo. Fra il 1946 e il 1947 ebbero inizio le prime indagini archeologiche sistematiche sotto il controllo delle Soprintendenze alle Antichità e ai Monumenti, in collaborazione col Museo di Varese. Direttore era lo storico Mario Bertolone.

Da allora, diverse furono le campagne di scavo:

  • 1954-1958, in cui riapparvero alcuni complessi religiosi e le cinte turrite;
  • 1962-1963, detta dei polacchi, poiché affidata all'Istituto di Cultura Materiale di Varsavia;
  • 1965-1973, eseguita dalla Soprintendenza Archeologica con la Società Gallaratese di Storia Patria;
  • 1977-1979, dell'Istituto di Archeologia della Università Cattolica di Milano per conto della Soprintendenza Archeologica della Lombardia con contributi del CNR.

Nel 2009 è stato inaugurato un'Antiquarium all'interno del Parco.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Il castrum[modifica | modifica wikitesto]

La casaforte

Le costruzioni presenti sul pianoro sono a carattere militare (ponte e torrione d'ingresso, mura di cinta, torri difensive e una casaforte), civile (case di abitazione, pozzi, cisterne) e religioso.

Il complesso basilicale di S. Giovanni Evangelista[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Basilica di San Giovanni Evangelista (Castelseprio).

La grande basilica, a pianta rettangolare, era divisa in tre navate (V secolo). In un secondo momento venne arricchita da un'abside centrale e in seguito da un'absidiola. Girando attorno al luogo di culto si trovano i resti di una grande cisterna, di un ambiente ristretto (forse una sacrestia), il basamento di una torre campanaria e una zona cimiteriale, di cui si conservano solo un paio di lastre tombali longobarde. Il battistero è un edificio a pianta ottagonale che in origine aveva una piccola abside. Al suo interno si conservano due vasche battesimali. Può essere databile al V secolo.

La chiesa di S. Paolo[modifica | modifica wikitesto]

Resti della chiesa di San Paolo

Piccola chiesa a pianta esagonale, dotata di abside, ambulacro e loggiato. Probabilmente di età romanica.

La cascina-convento di S. Giovanni[modifica | modifica wikitesto]

Cascina S. Giovanni, l'Antiquarium

Il piccolo monastero a corte, forse costruito nel XIV secolo, ospitava una comunità regolare. All'interno le pareti dell'oratorio conservano affreschi tardorinascimentali e seicenteschi. L'Antiquarium, recentemente allestito, espone materiali che illustrano i primi insediamenti preistorici, la vita del castrum dalla sua fondazione in età tardoromana, attraverso il momento di fioritura nell'altomedioevo, sino alla distruzione ed oltre. Tra i reperti spiccano i resti di decorazione ad affresco recuperati negli interventi archeologici all'interno degli edifici di culto e la ceramica rinascimentale emersa nel corso degli scavi dello stesso edificio.

Il borgo[modifica | modifica wikitesto]

La zona dell'abitato si sviluppa ad occidente del castrum. Di questo borgo oggi rimangono una serie di resti parzialmente affioranti e ricoperti dalla boscaglia. Le fonti ricordano fossati, porte, una piazza e qualche edificio, tra cui, probabilmente, una chiesa dedicata a S. Lorenzo.

La chiesa di Santa Maria foris portas[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Affreschi di Castelseprio e Chiesa di Santa Maria foris portas.
Viaggio a Betlemme

La piccola chiesa, a pianta triconca, racchiude nell'abside un prezioso ciclo pittorico che raffigura le Storie dell'Infanzia di Cristo, ispirate ai Vangeli apocrifi. Il tema è antiariano, volto a sostenere la tesi dell'unicità della natura umana e divina del Cristo. La datazione degli affreschi è problematica e oscilla tra la fine del VI e il IX secolo. Si è soliti fissare il 948 come termine ante quem in quanto un'iscrizione graffita cita Arderico, che fu vescovo di Milano dal 936 al 948

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • B. Castiglioni, Gallorum Insubrum antiquae sedes, Milano, 1541
  • A. Corbellini, Il museo lapidario Archinto e gli scavi di Castelseprio, in Rivista Europea. Giornale di scienze morali, letteratura e arte 1 (1846), pp. 107-127
  • G. Rotondi, Un passo di Galvano Fiamma e il Monastero di Torba, in Archivio storico Lombardo 49 (1922), pp. 119-134
  • S. Colombo, Conoscere Castelseprio, Torba e dintorni, Varese, Lativa, 1995
  • P.G. Sironi, I longobardi nel Seprio, Varese, Macchione, 2001 ISBN 88-8340-065-8
  • A. Surace, Il parco archeologico di Castelseprio, Varese, 2005
  • A. Surace, Santa Maria foris portas ed il suo borgo, Varese, 2006
  • M. Colaone, Storia e arte del nuovo antiquarium di Castel Seprio, in Terra Insubre 51 (2009)
  • M. Colaone, Il Seprio. I luoghi, la storia, il mistero di una regione nascosta, Monza, Menaresta, 2011 ISBN 978-88-96751-05-3
  • E. Percivaldi (a cura di), Il Seprio nel medioevo. I longobardi nella Lombardia settentrionale (secc. VI-XIII), Rimini, Il Cerchio, 2011 ISBN 978-88-8474-296-4
  • B. Castiglioni, Gli antichi insediamenti dei Galli insubri, a cura di P. Mathlouthi, G. Minella, M. Pasquero, M. Rapi, Rimini, Il Cerchio, 2013
  • P.M. De Marchi (a cura di), Castelseprio e Torba: sintesi delle ricerche e aggiornamenti, Mantova, SAP Società Archeologica, 2013 ISBN 978-88-87115-84-0

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]