Primula

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Primula
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Primula vulgaris
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Primulales
Famiglia Primulaceae
Genere Primula
L.
Classificazione APG
Ordine Ericales
Famiglia Primulaceae
Specie

Primula L. è un genere di piante della famiglia delle Primulaceae, originario delle zone temperate di Europa, Asia e America.
Il nome deriva dal latino primus per indicare la precocità di fioritura che avviene subito dopo la scomparsa della neve, quando nei prati comincia a comparire l'erba.

Primula hortensis
(ibrido di P. vulgaris)

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Comprende circa 500 specie di piante erbacee annuali e perenni, alte da pochi centimetri fino a diversi decimetri, con foglie basali a rosetta sessili o picciolate, fiori coloratissimi riuniti in ombrelle, capolini, grappoli o verticilli sovrapposti, circondati da brattee, sorretti da lunghi gambi. I frutti sono generalmente a capsula.

Specie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Specie di Primula.

Il genere Primula comprende oltre 390 specie a distribuzione cosmopolita.[1]

Tra le specie spontanee presenti in Europa si annoverano:[senza fonte]

Le più conosciute specie spontanee della flora italiana sono la P. veris, nota col nome comune di primula odorosa o primavera odorosa, spontanea sulle prode dei fossati, sulle Alpi e gli Appennini, dove fiorisce alla fine dell'inverno, la P. vulgaris, comune nei boschi, nota col nome comune di primaverina, e occhio di civetta, la P. farinosa, dai fiori colorati di rosa o rossi, comune sulle Alpi.

Tra le specie coltivate come piante ornamentali ricordiamo:

  • P. obconica Hance, pianta perenne coltivata come annuale, originaria della Cina di circa 30-40 cm d'altezza, con fiori riuniti a grappolo, sorretti da lunghi gambi, con belle infiorescenze a capolino, di colore bianco, rosa, salmone, malva, lilla, con il caratteristico colore verde centrale, che fioriscono da Natale fino all'estate;
  • P. malacoides Franch., pianta annuale simile alla precedente, ha foglie oblunghe, biancastre sulla pagina inferiore, riunite in rosetta, porta numerosi scapi florali alti 30-40 cm, con molti piccoli fiori colorati di bianco, rosa e lilla, fiorisce da gennaio ad aprile;
  • P. sinensis Lindl. , con foglie lobate a base cordata, fiori con corolle colorate di lilla, rosa o bianco;
  • P. pulverulenta Duthie, originarie della Cina
  • P. japonica A.Gray, con infiorescenze che raggiungono il metro d'altezza;
  • P. denticulata Sm., originaria del Nepal.

Uso[modifica | modifica wikitesto]

  • Le specie esotiche che mal sopportano il gelo vengono coltivate in vaso nelle serre o negli appartamenti. tra le specie rustiche, adatte alla decorazione di sottoboschi, prati e giardini umidi, segnaliamo la P. acaulis dai fiori giallo-chiari, la P. auricolacon foglie carnose e fiori gialli, la P. hirsuta dai fiori porporini e la P. elatior, con fiori di colore giallo o arancio riuniti in ombrelle, e numerose varietà con una vasta gamma di colori, dal giallo al rosso al blu
  • Vengono utilizzate per le proprietà medicinali la P. veris e con risultati minori la P. vulgaris

Proprietà medicinali[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
  • L'infuso, il decotto e lo sciroppo dei rizomi di P. veris, dall'odore anisato, raccolti da settembre a novembre, ripuliti ed essiccati al sole, hanno proprietà diuretiche, espettoranti e bechiche, vantano anche un'azione antiemetica, tonica del sistema nervoso, antireumatica e antidiarroica
  • Topicamente si utilizzano i rizomi freschi ridotti in poltiglia come impacchi sedativi
  • La polvere dei rizomi ha proprietà sternutatorie
  • Il decotto per uso esterno di foglie raccolte da aprile a giugno avrebbe proprietà antireumetiche, antiartritiche e curative della gotta
  • L'infuso e lo sciroppo dei fiori raccolti da aprile a giugno appena sbocciati e seccati all'ombra, vantano proprietà sudorifere, calmanti, anticonvulsive, bechiche e pettorali
  • L'infuso per uso topico dei fiori serve per impacchi antinevralgici
  • Le giovani foglie consumate fresche, crude o cotte, hanno un'azione depurativa

Metodi di coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

Le primule coltivate in piena terra, desiderano esposizione semi-ombrosa e riparata, terreno acido e fresco, fertile e ben concimato con sostanze organiche; mentre le specie coltivate in vaso, richiedono locali freschi e umidi, luce solare filtrata, terriccio fertile, leggero e acido, concimate ogni 15 giorni con fertilizzante liquido, annaffiature abbondanti, le specie perenni vengono coltivate come annuali, scartandole dopo la fioritura.

La moltiplicazione avviene con la semina sotto vetro o in ambiente fresco e ombreggiato, in terriccio di bosco sabbioso, utilizzando seme freschissimo, da aprile in poi, con fioritura nell'inverno-primavera successiva.

Le cultivar vengono moltiplicate per via agamica, con la divisione autunnale dei cespi, o dei getti, anche se generalmente le primule, malsopportano i trapianti, presentando scarse fioriture.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Primula, su The Plant List. URL consultato il 21 settembre 2016.

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