Crataegus monogyna

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Biancospino
Crataegus monogyna egybigés galagonya.jpg
Crataegus monogyna
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Ordine Rosales
Famiglia Rosaceae
Sottofamiglia Maloideae
Genere Crataegus
Specie C. monogyna
Nomenclatura binomiale
Crataegus monogyna
Jacq., 1775
Sinonimi

Crataegus curvisepala
Lind.
Crataegus oxyacantha
(L.) Jacq.

Nomi comuni

Biancospino

Il biancospino comune (Crataegus monogyna Jacq., 1775) è un arbusto o un piccolo albero molto ramificato e dotato di spine, appartenente alla famiglia delle Rosaceae e al genere Crataegus. questa specie è longeva e può diventare centenaria. talvolta è usato il sinonimo Crataegus oxyacantha.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Portamento[modifica | modifica wikitesto]

La pianta, che è una caducifoglia, può raggiungere altezze comprese tra i 50 centimetri ed i 6 metri. Il fusto è ricoperto da una corteccia compatta e di colore grigio. I rami giovani sono dotati di spine che si sviluppano alla base dei rametti brevi. Sono i rametti spinosi (brocche) che in primavera si rivestono di gemme e fiori.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie sono lunghe 2-4 centimetri, dotate di picciolo, di forma romboidale ed incise profondamente. L'apice dei lobi è dentellato. la fioritura si ha nel mese di aprile.

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono raggruppati in corimbi, che ne contengono circa 5-25. I petali sono di colore bianco-rosato e lunghi 5 o 6 millimetri. i fiori compaiono nel mese di maggio.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono ovali, rossi a maturazione, delle dimensioni di circa 1 cm e con un nocciolo che contiene il seme. La fioritura avviene tipicamente tra aprile e maggio, mentre i frutti maturano fra novembre e dicembre. I frutti del biancospino sono edibili, ma solitamente non vengono mangiati freschi, perché piccoli e contengono alcune semi, bensì lavorati per ottenere marmellate, gelatine o sciroppi. i frutti maturano nel mese di ottobre. i frutti sono decorativi perché rimangono al lungo sull'arbusto, anche durante tutto l'inverno.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Si trova in Europa, Nordafrica, Asia occidentale e America settentrionale. Il suo habitat naturale è rappresentato dalle aree di boscaglia e tra i cespugli, in terreni prevalentemente calcarei. Vegeta a quote comprese tra 0 e 1.500 metri.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

  • il biancospino è una pianta mellifera ed essendo bottinata dalle api si può ricavare un miele monoflorale, ma raramente si ottiene perché è presente solo saltuariamente la pianta.
  • Il legno, denso e pesante, è un apprezzato combustibile.
  • Un tempo, in diverse regioni italiane, veniva utilizzato come essenza costituente delle siepi interpoderali, cioè per delimitare i confini degli appezzamenti. In ragione delle spine e del fitto intreccio dei rami la siepe di biancospino costituiva una barriera pressoché impenetrabile. Attualmente l'esigenza di non rendere difficoltosa la circolazione dei mezzi agricoli meccanici ha determinato la quasi totale scomparsa delle siepi di biancospino aventi quella funzione.

Usi terapeutici[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Come erba medicinale il biancospino è usato come ricostituente, antidiarroico, ipotensivo e cardiotonico[1].
I principi attivi contenuti nella pianta sono:

Ha un'azione coronariadilatatrice, vasodilatatrice dei vasi sanguigni addominali e coronarici, azione inotropa positiva, risparmio del consumo di ossigeno da parte del muscolo cardiaco, modulazione della concentrazione intracellulare di calcio, sedativa sul sistema nervoso centrale, diminuzione della frequenza cardiaca.
È indicato nei casi di angina pectoris, nelle nevrosi cardiache, negli stati di ipereccitabilità con aritmie e nell'ipertensione arteriosa[2].
È utilizzato anche come ansiolitico e nel trattamento dei casi di insonnia[3]. alcune delle proprietà medicinali dei fiori si ritrovano anche nel miele, grazie alle api che vi bottinano il nettare sui fiori di biancospino.

Poesia e cultura[modifica | modifica wikitesto]

sono i fiori e i rametti che hanno ispirato Giovanni Pascoli nella poesia Valentino del 1903 ("come le brocche dei biancospini").

Restrizioni[modifica | modifica wikitesto]

In alcune regioni del nord Italia, è stata vietata la commercializzazione e messa a dimora di nuove piante di Biancospino, poiché è ritenuto un vettore di diffusione del batterio Erwinia amylovora, che è responsabile di una malattia che colpisce soprattutto i frutteti conosciuta col nome di Colpo di fuoco batterico.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonia Pessei
  2. ^ Luca Fioretti, Sonni tranquilli grazie alle piante, in Sapere&Salute, vol. 3, nº 16, settembre 1998, p. 40.
  3. ^ Roberto Michele Suozzi, Le piante medicinali, Roma, Newton&Compton, 1994, p. 71.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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