Pudiga

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Pudiga (o Mussa)
Olona Musssa.D1745 .JPG
Milano: la Mussa entra nell'Olona dove oggi si trova piazza Stuparich. La foto è anteriore al 1955: in seguito l'alveo del Mussa è stato completamente coperto.
Stato Italia Italia
Regioni Lombardia Lombardia
Province Milano Milano
Lunghezza 16 km
Altitudine sorgente 160 m s.l.m.
Nasce a Senago, dall'unione dei torrenti Cisnara e Lombra
Sfocia nell'Olona, a Milano

Il torrente Pudiga (chiamato anche Mussa) è l'ultimo affluente dell'Olona, alla sua sinistra idrografica. Attraversa la città metropolitana di Milano e il Parco delle Groane.

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Il Pudiga nasce a Senago dall'unione dei torrenti Cisnara e Lombra e prosegue attraversando i comuni di Bollate, dove corre in gran parte tombinato, Novate Milanese e arrivando a Milano, dove assume la denominazione di Mussa.

A Milano prosegue passando sotto le vie Espinasse, Accursio e sotto la circonvallazione filoviaria. Raggiunge infine piazza Carlo Stuparich, dove si immette nel fiume Olona[1]. Il suo percorso a Milano è totalmente tombinato: la copertura (tombinatura) del tratto milanese del Pudiga, già canalizzato all'inizio del XX secolo, avvenne tra il 1955 e il 1967.

Regime del torrente[modifica | modifica wikitesto]

È caratterizzato da un regime idraulico alterno, con periodi di secca in primavera-estate e presenza di acqua in autunno-inverno. Nel suo breve corso si carica di reflui industriali e di scarichi fognari; la sterilità dell'alveo è praticamente assoluta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Percorso della Via Mediolanum-Verbannus

Non sempre le acque del torrente Pudiga sono finite nell'Olona. Prima della deviazione di quest'ultimo verso Milano, il Pudiga confluiva nel Merlata. Successivamente il Merlata lambiva il centro storico di Milano garantendo, insieme al Seveso, le acque necessarie all'approvvigionamento idrico dei milanesi. Oltrepassata Milano il Merlata seguiva l'alveo di quello che oggi è noto come colatore Lambro Meridionale confluendo poi nel Lambro presso Sant'Angelo Lodigiano[2].

Con il passare dei secoli la popolazione di Milano divenne molto numerosa, e il modesto regime idrico di Seveso e Merlata non era più sufficiente a coprire il fabbisogno d'acqua della popolazione. Gli antichi Romani decisero così di deviare il fiume Olona, che scorreva nelle campagne ad ovest di Milano. L'Olona, che garantiva una quantità d'acqua di gran lunga superiore a quella di Seveso e Merlata, venne deviato a Lucernate, frazione di Rho, verso Milano. L'Olona originariamente proseguiva lungo il suo alveo naturale verso sud attraversando la moderna Settimo Milanese e passando a diversi chilometri da Milano per poi percorrere l'alveo del moderno Olona inferiore o meridionale e sfociare nel Po a San Zenone[3]. Con questa deviazione l'Olona cessò di esistere come fiume continuo dalle sorgenti alla foce.

Come destinazione finale del nuovo percorso dell'Olona fu scelta la Vettabbia. L'Olona fu deviato verso Milano anche per un altro motivo: avere un corso d'acqua che costeggiasse interamente la Via Mediolanum-Verbannus, antica strada romana che congiungeva Mediolanum (la moderna Milano) con il Verbannus Lacus (il Lago Verbano, ovvero il Lago Maggiore[4]). Parte del tracciato della Via Mediolanum-Verbannus, che venne utilizzato anche nel Medioevo e nei secoli seguenti, fu ripreso da Napoleone Bonaparte per realizzare la strada statale del Sempione[5][6].

Gli antichi Romani reputarono fondamentale avere una via d'acqua che costeggiasse la Via Mediolanum-Verbannus per dare un cospicuo incremento ai commerci lungo questa strada, soprattutto considerando il maggiore carico trasportabile sui barconi fluviali rispetto al semplice trasporto terrestre[7]. L'opera di deviazione dell'Olona verso Milano venne realizzata in concomitanza alla costruzione della Via Mediolanum-Verbannus, ovvero nei primi anni dell'Era volgare, cioè tra la fine dell'era repubblicana e i primi decenni dell'età imperiale romana[8].

Negli anni trenta del XX secolo l'Olona fu deviato nel Merlata. Il nuovo alveo artificiale fu scavato solo per il primo tratto: giunti al Merlata i progettisti utilizzarono il letto di quest'ultimo, che venne allargato per poter accogliere una maggior portata d'acqua. Contestualmente fu cambiata anche la toponomastica: il corso d'acqua ora inizia a chiamarsi Lambro Meridionale alla confluenza tra l'Olona e un collettore di scarico del Naviglio Grande (collettore che serve per far defluire le acque in eccesso di questo canale artificiale), che avviene poco più a sud del naviglio, in località San Cristoforo a Milano, e non più alla confluenza tra il Merlata e il Pudiga come avveniva precedentemente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Descrizione con figure del sistema idrico di Milano di Metropolitana Milanese, metropolitanamilanese.it. URL consultato il 18 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2009).
  2. ^ F. Poggi, Le fognature di Milano, Milano 1911, p.178
  3. ^ Autori vari, p. 20.
  4. ^ Autori vari, p. 14.
  5. ^ Autori vari, p. 15.
  6. ^ D'Ilario, p. 83.
  7. ^ Ferrarini, p. 21.
  8. ^ Autori vari, p. 22.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]