Foro romano di Milano

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Foro romano di Milano
Mediolanum
A model in wood of imperial era Mediolanum, Civico museo archeologico di Milano (8441760743).jpg
Modello in legno conservato presso il Civico museo archeologico di Milano che mostra una ricostruzione della Mediolanum imperiale
Utilizzoforo
Stileromano
Epocastoria romana
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneCoA Città di Milano.svg Milano
Dimensioni
Superficie8,800 
Amministrazione
Entesoprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Milano
Sito webmilanoarcheologia.beniculturali.it
Mappa di localizzazione

Coordinate: 45°27′48.71″N 9°11′08.56″E / 45.463531°N 9.18571°E45.463531; 9.18571

Il foro romano di Milano era l'antica piazza principale del centro cittadino di Mediolanum fin dalla fondazione della città romana in epoca repubblicana. I resti sono purtroppo estremamente esigui e furono riportati in luce in occasione di scavi realizzati soprattutto negli anni 2000.[1]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Milano romana.
L'antica Milano romana (Mediolanum) sovrapposta alla Milano moderna. Il rettangolo più chiaro al centro, leggermente sulla destra, rappresenta la moderna piazza del Duomo, mentre il moderno Castello Sforzesco si trova in alto a sinistra, appena fuori il tracciato delle mura romane di Milano. Al centro, indicato in rosso salmone, il foro romano di Milano

Il foro si estendeva per circa 160 metri in lunghezza e 55 in larghezza (di forma rettangolare allungata, con una proporzione di circa 1:3),[1] affiancato sui lati lunghi da due ali di portico colonnato e sovrastato probabilmente come nel forum di Brescia, da una lunga balaustra marmorea ornata di statue. Sue tracce archeologiche sono state trovate nei sotterranei della Biblioteca Ambrosiana, oggi aperta al pubblico solo in particolari date, e della chiesa di San Sepolcro:[1] nel livello sotterraneo è infatti possibile trovare ancora i resti dell'antica pavimentazione di epoca augustea. La pavimentazione appare formata da grandi lastre rettangolari con dimensioni irregolari di calcare rosso di Verona.[1] Il forum si estendeva, inoltre, al di sotto delle attuali vie dell'Ambrosiana, piazza San Sepolcro, via Cardinale Federico, piazza Pio XI e parte di via Moneta (quest'ultima a nord ovest del foro dove si presume la presenza dell'antica zecca).[2] Esso è databile alla prima metà del I secolo.[1] Intorno all'intero perimetro del foro sono stati scoperti i resti di una canaletta di pietra, per lo scolo delle acque meteoriche, oltre a tracce di una gradinata di accesso alle botteghe che si doveva trovare sotto i portici laterali.[2]

La piazza si trovava esattamente all'incrocio tra il decumano (lungo l'attuale corso di Porta Romana, via del Bollo, via Santa Maria Fulcorina e via Santa Maria della Porta) ed il cardo massimo (identificato con le attuali via Manzoni, via Santa Margherita e via Nerino).[1] Su entrambi i lati si aprivano delle tabernae (simili alle nostre botteghe, negozi). Sul lato occidentale del Foro si affacciava probabilmente la Zecca imperiale della città di Mediolanum dell'epoca di Gallieno e poi di Massimiano (rimasta aperta fino ai primi anni del V secolo). Sul lato orientale del foro vi era invece il mercato (macellum).[2] In fondo alla piazza, al centro del suo lato più settentrionale (lungo la via Cantù), c'era il Capitolium (anche se al momento manca la conferma del dato archeologico, da dove provengono alcuni capitelli di ordine corinzio),[2] vale a dire il tempio che nelle città romane era dedicato alle tre principali divinità dell'Olimpo latino: Giove, Giunone e Minerva, che erano chiamate, nel complesso, la "Triade Capitolina". Era così chiamato dal nome del luogo in cui a Roma si trovava il primo tempio ad esse dedicato (il Campidoglio, in latino Capitolium). Ai suoi lati si suppone vi fossero anche una basilica dove si esercitava l'attività amministrativo-giuridica del senato cittadino, e la curia, paragonabile oggi al nostro municipio del comune.

Il Capitolium diede poi forma alla toponomastica della Mediolanum dell'epoca, quando la città divenne capitale dell'Impero d'Occidente: dato che nel gruppo scultoreo principale del Capitolium, Giove era seduto al centro, con Minerva alla sua destra e Giunone a sinistra, fu deciso di destinare il castello difensivo nord occidentale, che si trovava alla destra del Capitolium, alla funzione di Castra Praetoria, ovvero a sede dei pretoriani, che erano erano un reparto militare che svolgeva compiti di guardia del corpo dell'imperatore (Minerva è infatti anche la dea della lealtà durante la lotta: la porta verso cui si accedeva a questo castello (che era esterno alle mura cittadine come gli altri tre) fu poi chiamata Porta Giovia. La strada esterna al centro abitato, proveniente da Pavia, che sboccava al centro del lato meridionale del foro e che era sul lato opposto al Capitolium, venne chiamata via Giovia: questa strada sboccava infatti esattamente di fronte alla statua di Giove. La via Porticata, che era invece situata alla sinistra della statua di Giove e che rivestiva il ruolo di "via trionfale" della città, fu costruita lungo l'ultimo tratto della strada proveniente da Roma, la via Emilia, fuori quindi dalle mura cittadine: Giunone, la cui statua si trovava alla sinistra della figura di Giove, era infatti la dea legata al ciclo lunare dei primitivi popoli italici.

Ricostruzione grafica del foro romano di Milano[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione grafica del foro romano di Milano (Mediolanum)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Bacchetta 2008, p. 45.
  2. ^ a b c d Bacchetta 2008, p. 48.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti storiografiche moderne
  • Alberto Bacchetta, I luoghi di culto e gli spazi della politica, in Matteo Cadario (a cura di), Lombardia romana. Arte e architettura, Milano, Skira, 2008, ISBN 9788861308565.
  • E.A.Arslan, Cenni sullo sviluppo urbanistico di Milano nell'antichità, in Le Civiche Raccolte Archeologiche di Milano, Milano 1979.
  • A.Calderini, Storia di Milano, I, 1953.
  • A.Calderini, Milano romana, Milano 1965.
  • AAVV, in Catalogo della Mostra "Milano capitale dell'Impero romano (286-402 d.C.)", a cura di Gemma Sena Chiesa, Milano 1990.
  • A.Struffolino Albricci, Lombardia romana. Le città, Milano 1976.
  • U.Tocchetti Pollini, La prima cerchia di mura, schede dell'A.L.A., Milano 1983.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]