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Rana latastei

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Rana di Lataste
Rana latastei
Stato di conservazione
Vulnerabile[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
SuperphylumDeuterostomia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
InfraphylumGnathostomata
SuperclasseTetrapoda
ClasseAmphibia
SottoclasseLissamphibia
OrdineAnura
FamigliaRanidae
GenereRana
SpecieR. latastei
Nomenclatura binomiale
Rana latastei
Boulenger, 1879
Sinonimi

Rana (Crotaphitis) latastei
Schultze, 1891
Rana (Rana) latastei
Guibé, 1950
Rana (Laurasiarana) latastei
Hillis & Wilcox, 2005

Nomi comuni

Rana rossa

La rana di Lataste (Rana latastei Boulenger, 1879) è un anfibio anuro appartenente alla famiglia Ranidae, diffuso in Europa.[2][3][4]

R. latastei è una specie di piccola taglia, caratterizzata da un modesto dimorfismo sessuale nelle dimensioni, con il maschio sovente più piccolo della femmina, rispettivamente di circa 55 mm di lunghezza massima nei primi e 75 nelle seconde, e che tuttavia nelle campagne di rilevamento effettuate nel bacino del Po, si riscontravano variazione che tendevano a ridurre la differenza di lunghezza tra i diversi sessi.[4]

Dorsalmente la colorazione riprende quella tipica presente nelle cosiddette rane rosse, marrone o rosata, con una macchia scura sul timpano, quella ventrale è invece uniformemente biancastra tranne che nella zona della gola, che presenta macchie, a seconda degli esemplari esaminati, o viola o nere, e del caratteristico disegno a T rovesciata nella porzione centrale. È inoltre presente sul labbro superiore una riga bianca che si arresta sotto l'occhio.[4]

La rana di Lataste si distingue con difficoltà da una specie simile: la Rana dalmatina. La differenza più evidente è data dalla gola, che nella rana di Lataste è scura e presenta una evidente striscia longitudinale più chiara, mentre nella Rana dalmatina la macchia bianca sulla gola è più estesa e meno definita.

Distribuzione

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L'areale di questa specie è ristretto all'Italia settentrionale, più precisamente a una buona parte della pianura Padana orientale, con limitate zone in Piemonte, in Svizzera, in una piccola area del Canton Ticino confinante con la Lombardia, nella Slovenia occidentale, nei bacini dei fiumi Vipacco, Branica, Idria, e Goriškabrda, quindi più recentemente nella penisola istriana, sia nella parte slovena che in quella croata.[1]

Un girino di R. latastei in fase di avanzata metamorfosi, dove la morfologia oramai simile all'adulto è accompagnata ancora dalla presenza della coda, prossima alla caduta.

È poco legata all'acqua dove si reca per riprodursi già dalla fine di gennaio se il clima è mite. Depone le uova in masse gelatinose costituite da diverse centinaia di uova. Dall'uscita del girino alla metamorfosi occorrono circa tre mesi. Lo stesso ciclo compiuto in acquario in luogo chiuso dura circa la metà. Al termine della metamorfosi la piccola rana misura circa un centimetro e mezzo. Frequentando di più il bosco umido rispetto alle rane verdi, può essere preda di uccelli carnivori quali la cornacchia e di mammiferi carnivori ed insettivori quali donnola, tasso, faina, puzzola, volpe, riccio, gatto selvatico.

Conservazione

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La Lista rossa IUCN classifica questa specie come vulnerabile, con una popolazione in costante decrescita, principalmente a causa della diminuzione dell'estensione e della qualità ddell'habitat in cui vive. Tra la campagna di censimento degli esemplari presenti in Lombardia del 2011 e la successiva del 2019 è stato riscontrato, ad esempio, un calo del 14% della sottopopolazione nel bacino del fiume Lambro.[1]

Solo se il suo habitat verrà preservato le popolazioni potranno salvarsi dal rischio di estinzione.

  1. 1 2 3 (EN) Roberto Sindaco, Antonio Romano, Franco Andreone, Trent Garner, Benedikt Schmidt, Claudia Corti, Milan Vogrin, 2009, Rana latastei, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato il 21 marzo 2026.
  2. Amphibian Species of the World 5.6, an Online Reference, su research.amnh.org. URL consultato il 18 luglio 2013.
  3. Lanza et al, 2007, p. 343.
  4. 1 2 3 Scali e Gentili, 2007, p. 83
  • Benedetto Lanza, Anna Maria Nistri, Stefano Vanni e Umberto Catalano, Iconografia degli anfibi d'Italia, Savignano sul Panaro, Modena, Grandi e Grandi editori, 2007, ISBN 978-88-7579-015-8.
  • (EN) Stefano Scali e Augusto Gentili, Biologia e conservazione della rana di Lataste (Rana latastei Boulenger, 1879) (PDF), in Quaderni della Stazione di Ecologia, n. 17, Ferrara, Museo civico di Storia naturale, 2007, pp. 83-88, ISSN 0394-5782 (WC · ACNP). URL consultato il 21 marzo 2026.
  • Boulenger, 1879, Bull. Soc. Zool. France, 4: 180.
  • Hillis and Wilcox, 2005, Mol. Phylogenet. Evol., 34: 311.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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