Contrada San Domenico

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Coordinate: 45°35′49.06″N 8°54′52.63″E / 45.596961°N 8.914619°E45.596961; 8.914619

Contrada San Domenico
contrada di Legnano
Legnano, Contrada San Domenico, stemma.svg
Blasonatura due bande oblique situate in basso a destra e un cane con una torcia in bocca in alto a sinistra, entrambi di color bianco, il tutto in campo verde.
Colori border=1px  bianco e verde
Motto In viride spes[N 1]
Istituzione 1932
Gran priore Maurizio Riccio
Capitano Davide Fuschetto
Castellana Carolina Borsani
Scudiero Luca Pagani
Gran dama Anna Croci Candiani
Maniero via Bixio 6, Legnano
Edificio religioso di riferimento chiesa di San Domenico
Patrono san Domenico di Guzmán
Festa della contrada 8 agosto
Vittorie al palio 6
Ultima vittoria: 2013
Vittorie alla provaccia 1
Ultima vittoria: 1987
Museo via Bixio 6, Legnano
Avversari Bianco e Azzurro in diagonale.svg Sant'Erasmo [1]
Sito ufficiale www.contradasandomenico.it
Periodico Biancoverde news
La chiesa di San Domenico
La chiesa di San Domenico
Palio di Legnano

La contrada San Domenico è una delle otto contrade in cui è divisa la città lombarda di Legnano. Partecipa annualmente al palio di Legnano ed è stata istituita in occasione dell'organizzazione della festa del Carroccio (1932)[2]. È l'unica contrada che non confina con nessun altro comune[3], e si tratta del rione storico che ha vinto la prima edizione del palio (1935)[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Legnano.
La Torre Colombera di Legnano

Il territorio della contrada comprende parte del centro storico della città del Carroccio ed è pertanto uno dei rioni più antichi di Legnano[5]. In origine il rione di San Domenico era conosciuto come "contrada delle frasche" per il verde lussureggiante delle sue zone agricole che si estendevano oltre il centro abitato; popolarmente il quartiere è noto come "contrada del Mugiato"[3]. Questo nome deriva da un frazionamento di fondi agricoli che avvenne nel 1257: dai fondi "mozzati" derivò il termine dialettale legnanese mucià, che è stato italianizzato in "Mugiato"[3].

Piazza Trento e Trieste a Legnano in una foto del 1903. Sulla destra, dietro la vegetazione, il convento di Sant'Angelo, che è stato demolito nel 1967

Nella contrada sorge la Torre Colombera, ovvero l'unica costruzione civile giunta sino a noi della Legnano quattrocentesca[3][6]. Fa parte di una corte lombarda che sorge tra corso Garibaldi e via Del Gigante, nei pressi della chiesa di San Domenico[7]. Costruita come casa di caccia della famiglia nobiliare dei Lampugnani[7], venne in seguito adibita a struttura per l'allevamento dei colombi, da cui il nome[8].

Un documento del 1594 attesta la presenza, nel Mugiato, di due mulini lungo il fiume Olona: il corso d'acqua attraversa infatti l'antico rione legnanese sebbene non faccia parte della moderna contrada San Domenico[9]. Questi mulini furono poi demoliti nel corso dei secoli[10].

Il centro storico di Legnano ha una forma allungata lungo la direttrice tracciata da un'antica strada che corrisponde ai moderni corso Magenta e Garibaldi. Questa strada proviene dalla Valle Olona e mette in comunicazione Castellanza con Legnano attraversando l'agglomerato urbano legnanese da nord a sud; all'ingresso e all'uscita da Legnano furono costruite due porte di accesso di cui una, quella meridionale, era conosciuta come "Porta di Sotto": fu demolita nel 1818 perché rendeva difficoltosa la circolazione dei carri degli agricoltori[11][12]. A nord, nel rione Mugiato, era presumibilmente situata una "Porta di Sopra" della quale, però, non sono rimaste testimonianze tangibili, dato che fu verosimilmente abbattuta in tempi più remoti[13]. Il tratto di corso Garibaldi che attraversa il Mugiato era anticamente conosciuto come contrada San Domenico[14].

Un tempo la contrada del Mugiato ospitava l'antico convento di Sant'Angelo, edificio monastico costruito tra il 1468 ed il 1471, soppresso nel 1805 da Napoleone Bonaparte e demolito nel 1967 per poter permettere la costruzione delle moderne scuole primarie Mazzini[15]. Il un documento del 1724, in riferimento del convento di Sant'Angelo, si può leggere[16]:

« [...] è grande 78 pertiche, compresi, chiesa, clausura, orto, prato e piazza; è capace di 27 religiosi e ha sei stanze per forestieri. È ben provveduto di lana e di lino; vi è scuola di filosofia e libreria con libri in quantità e qualità [...]" »

(Documento d'archivio del 1724)

Nel Mugiato, nei pressi del convento di Sant'Angelo, è stato costruito il Museo civico Guido Sutermeister, che sorge nella moderna contrada San Martino e non in quella di San Domenico: è un polo museale archeologico allestito nel 1929 e intitolato all'archeologo Guido Sutermeister, che ne volle la fondazione[17]. Nel Mugiato è anche situata villa Bernocchi, che ospita la biblioteca comunale, in seguito intitolata ad Augusto Marinoni e anch'essa appartenente alla contrada San Martino.

La chiesa di riferimento[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Domenico (Legnano).
San Domenico di Guzmán dipinto da Tiziano, 1565 ca.

La contrada fa riferimento alla chiesa di San Domenico. In occasione della vittoria della contrada nella corsa ippica, la copia della croce di Ariberto da Intimiano viene solennemente traslata nella chiesa di riferimento del rione vincitore e qui conservata per un anno: questo ambito simbolo di vittoria è custodito nella chiesa fino all'edizione successiva del palio.

Dedicato a san Domenico di Guzmán, che è anche il Santo patrono della contrada, l'edificio religioso è stato consacrato dal cardinal Andrea Ferrari, arcivescovo di Milano, il 30 marzo 1908; la parrocchia di San Domenico è stata invece istituita il 3 gennaio 1907[18].

Prima della chiesa di San Domenico gli abitanti del Mugiato facevano riferimento ad una cappellina chiamata Oratorio del Salvatore, realizzata nel 1757 grazie al contributo dei fratelli Pietro e Giacomo Oldrini, che elargirono i fondi necessari per la sua edificazione per rispettare un voto religioso fatto dai due congiunti[18]. L'Oratorio di San Salvatore fu ampliato e ristrutturato nel 1863 per soddisfare la necessità degli abitanti, trasformandosi in una chiesa vera e propria[18]. Nell'edificio, conosciuto da quel momento in poi come Oratorio di San Domenico si celebrarono funzioni religiose fino al 1895, dopo di cui fu demolito per poter permettere la costruzione della chiesa di San Domenico[18].

Il maniero[modifica | modifica wikitesto]

Fino agli anni sessanta il maniero[N 2] della contrada era situata in un edificio di via De Gasperi[19]. Questa sede, che era formata da tre locali, era adornata da un caminetto di stile medievale[19]. Nel 1968 il maniero venne traslocato in via del Gigante, dove rimase fino al 1972: il 12 dicembre di quell'anno una mano ignota appiccò un incendio, che distrusse la sede della contrada e tutto ciò che si trovava al suo interno[19]. Di tutto il materiale conservato scampò al fuoco solo un abito maschile di velluto, che è tuttora esposto al museo della contrada[19]. In seguito a questo evento, la parrocchia di San Domenico offrì alla contrada l'uso di alcuni locali di sua proprietà situati in corso Garibaldi[19].

Interno del maniero della Contrada San Domenico

Alla fine degli anni ottanta la sede della contrada si trasferì, questa volta definitivamente, in una corte lombarda di via Bixio, che fu ristrutturata e adattata allo scopo[20]. Il maniero si presenta come un cortile provvisto di ballatoi: questi balconi sono poi delimitati dalle tipiche ringhiere delle corti lombarde[21]. La scelta delle tonalità usate nel maniero non è casuale: il bianco e il verde dei colori della contrada si ritrovano negli intonaci e negli smalti utilizzati nell'edificio (accanto all'intonaco bianco sono infatti presenti degli infissi di colore verde)[21]. Il maniero comprende anche, al piano inferiore, una cucina, la segreteria e una grande sala in grado di accogliere, anche per una cena, oltre cento ospiti[21]. Al piano superiore sono presenti il bar, la sala del consiglio e il museo di contrada[21].

I colori ed il gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

Vittoria contrada di San Domenico al Palio di Legnano 2013

Sono due le leggende che spiegano i colori della contrada. La prima racconta di un cane che rinvenne nei campi della contrada due tibie appartenute a guerrieri periti nella battaglia di Legnano. Il cane, dopo aver dato le ossa agli abitanti del rione, si diresse insieme a loro, con una torcia accesa in bocca, in un luogo dove potevano essere sepolte onorevolmente[3]. Volendo legare i colori della contrada a questa leggenda, il verde simboleggia la tonalità dei campi, mentre il bianco le ossa dei soldati periti nella battaglia[3].

Un'altra leggenda racconta che un tempo, a Legnano, erano presenti due conventi[22]. Tali monasteri, ad un certo punto, si fusero in un unico istituto religioso. I due conventi erano collegati da una galleria sotterranea segreta che era infestata da un fantasma. Questo fantasma, durante la notte, impauriva gli abitanti del quartiere con rumori infernali causati dallo strisciare delle sue catene. Il padre guardiano del monastero, fra' Bonino, decise di porre rimedio al problema attendendo il fantasma ad uno dei due ingressi del cunicolo. Ad un certo punto, durante la notte, comparve il fantasma, che spiegò al frate di essere il soldato germanico Rudolf Himmer, rimasto inseppellito dalla battaglia di Legnano. Il fantasma disse al frate che non avrebbe più disturbato il sonno degli abitanti del quartiere se il frate avesse dato degna sepoltura alle sue ossa, che erano sparse nel cunicolo. Il frate esaudì il desiderio del fantasma ma, non ricordando il nome del soldato, pose sulla sua tomba una bandiera verde e due ossa bianche. Tale composizione divenne poi l'emblema della contrada San Domenico[22].

Il simbolo della contrada, cioè un cane con in bocca una torcia, oltre ad essere collegato alla prima leggenda narrata, ha anche una spiegazione religiosa: deriva dall'ordine dei domenicani, che venivano chiamati i "levrieri del Signore", vale a dire i portatori della luce della fede[3].

Albo d'oro delle reggenze[modifica | modifica wikitesto]

L'albo d'oro delle reggenze della contrada San Domenico è[23]:

Anno Capitano Castellana Gran priore Scudiero
1935 Cesare Crespi - - -
1936 Luigi Passardi - - -
1937 Giuseppe Biscardini - - -
1938 Ubaldo Ranzi - - -
1939 Delfino Crespi - - -
Dal 1940 al 1951 tutte le attività relative al palio di Legnano sono state sospese
a causa delle vicende belliche legate alla seconda guerra mondiale
[24]
1952 Primo Rabuffetti Gabriella Guidi - -
1953 Fiorino Bonzi Gabriella Guidi - -
1954 Alfredo Lamperti Liliana Gasparri - -
1955 Alfredo Lamperti Angela Crespi Barlocco - -
1956 Alfredo Lamperti Renata Colombo - -
1957 Alfredo Lamperti Gabriella Pagani - -
1958 Alfredo Lamperti Anna Maria Facconi - -
1959 Alfredo Lamperti Anna Maria Facconi - -
1960 Luigi Daverio Lina Monti - -
1961 Luigi Daverio Lina Monti - -
1962 Luigi Daverio Anna Daverio - -
1963 Emilio Civilini Chicca Colombo Bolla - -
1964 Giorgio Gandellini Cristiana Ranzi - -
1965 Edmondo Lamperti Rita La Rosa - -
1966 Gianni Solbiati Bellini Giusi Proverbio - -
1967 Gianni Solbiati Bellini Giusi Proverbio - -
1968 Gianni Solbiati Bellini Daniela Clerici - -
1969 Gianni Solbiati Bellini Fabrizia Fati - -
1970 Gianni Solbiati Bellini Marilena Troncone - -
1971 Gianni Solbiati Bellini Marilena Troncone Alfredo Lamperti -
1972 Gianni Solbiati Bellini Marilena Troncone Aldo Casaroli -
1973 Gianni Solbiati Bellini Marilena Troncone Aldo Casaroli -
1974 Gianni Solbiati Bellini Maria Teresa Pitman Aldo Casaroli -
1975 Gianni Solbiati Bellini Patrizia Pedrani Aldo Casaroli -
1976 Gianni Solbiati Bellini Elena Ciapparelli Aldo Casaroli -
1977 Gianni Solbiati Bellini Elena Ciapparelli Aldo Casaroli -
1978 Gianni Solbiati Bellini Paola Saporiti Aldo Casaroli -
1979 Camillo Colombo Bolla Paola Saporiti Renato Sesler -
1980 Mario Borsani Paola Saporiti Renato Sesler -
1981 Mario Borsani Danila Dozza Edmondo Lamperti -
1982 Mario Borsani Danila Dozza Lamperti e Scrugli -
1983 Mario Borsani Cristiana Ruella Camillo Colombo Bolla -
1984 Mario Borsani Cristiana Ruella Camillo Colombo Bolla -
1985 Valerio Asti Monica Gandolfi Camillo Colombo Bolla -
1986 Valerio Asti Cristiana Ruella Felice Barni -
1987 Valerio Asti Chiara Gandolfi Felice Barni -
1988 Giuseppe La Rocca Chiara Gandolfi Felice Barni -
1989 La Rocca Giuseppe Sesler Paola Barni Felice -
1990 La Rocca Giuseppe Sesler Paola Asti Valerio -
1991 Esposito Roberto Sesler Paola Asti Valerio -
1992 Esposito Roberto Sesler Paola Asti Valerio -
1993 Esposito Roberto Barbin Michela Asti Valerio -
1994 Esposito Roberto Barbin Michela Asti Valerio -
1995 Guido Barbin Patrizia Sartorelli Franco Croci Candiani -
1996 Guido Barbin Patrizia Sartorelli Franco Croci Candiani -
1997 Guido Barbin Chiara Gandolfi Giuseppe La Rocca -
1998 Guido Barbin Laura Lattuada Giuseppe La Rocca Stefano Benazzi
1999 Edoardo Rolla Laura Lattuada Giuseppe La Rocca Stefano Benazzi
2000 Edoardo Rolla Roberta Pinciroli Pietro Bonzi Alessandro Bondioli
2001 Camillo Fossati Roberta Pinciroli Pietro Bonzi Alessandro Bondioli
2002 Camillo Fossati Raffaella Meraviglia Pietro Bonzi Christian Cattaneo
2003 Camillo Fossati Raffaella Meraviglia Pietro Bonzi Christian Cattaneo
2004 Matteo Rolla Patrizia Mellini Renzo Brignoli Matteo Scrugli
2005 Matteo Rolla Patrizia Mellini Renzo Brignoli Matteo Scrugli
2006 Roberto Esposito Cristina Pizzoli Umberto Fantini Edoardo Conti
2007 Roberto Esposito Anna Croci Candiani Gianni Centinaio Andrea Morelli
2008 Giuseppe La Rocca Anna Croci Candiani Gianni Centinaio Andrea Morelli
2009 Giuseppe La Rocca Cristina Pizzoli Carlo Barlocco Carlo Trapani
2010 Alessandro Bondioli Cristina Pizzoli Carlo Barlocco Carlo Trapani
2011 Alessandro Bondioli Valentina Banzato Gianfranco Zottino Ruggero Colombo Bolla
2012 Alessandro Bondioli Valentina Banzato Gianfranco Zottino Ruggero Colombo Bolla
2013 Alessandro Bondioli Federica Rainoldi Gianfranco Zottino Ruggero Colombo Bolla
2014 Alessandro Bondioli Federica Rainoldi Gianfranco Zottino Ruggero Colombo Bolla
2015 Ruggero Colombo Bolla Cinzia Malacrida Ulivi Maurizio Riccio Edoardo Casati
2016 Ruggero Colombo Bolla Cinzia Malacrida Ulivi Maurizio Riccio Edoardo Casati
2017 Davide Fuschetto Carolina Borsani Maurizio Riccio Luca Pagani

Nota: in grassetto le reggenze che hanno retto la contrada in occasione delle vittorie al palio.

Contrade avversarie[modifica | modifica wikitesto]

La contrada ed il palio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Vincitori del palio di Legnano e della provaccia.

La contrada San Domenico ha conquistato 6 vittorie al palio: 1935, 1972, 1981, 1984, 1996 e 2013[4].

N° vittoria Anno Capitano Fantino Cavallo
1 1935 Cesare Crespi Vittorio Ciapparelli Lugano
2 1972 Gianni Solbiati Bellini Rinaldo Spiga detto Spingarda Dominga
3 1981 Mario Borsani Mario Cottone detto Truciolo Hirish Karabas
4 1984 Mario Borsani Mario Cottone detto Truciolo Master Fullness
5 1996 Guido Barbin Luigi Bruschelli detto Trecciolino Vittorio
6 2013 Alessandro Bondioli Dino Pes detto Velluto Guglielmino

La finale del 1981 è stata corsa due volte a causa dell'arrivo in perfetta parità di San Domenico e San Bernardino (Canapino II su Valsandro), tanto che non si riuscì a stabilire il vincitore nemmeno al fotofinish. Si corse quindi un'ulteriore finale ridotta a queste sole due contrade, in cui vinse San Domenico[4]. La contrada ha anche vinto un'edizione della provaccia (1986)[25] senza mai riuscire a realizzare il "cappotto".

L'edizione del Palio 2006 è stata annullata a causa dell'invasione della pista da parte dei contradaioli di San Domenico[4][26]. Durante la prima batteria il mossiere gestì una partenza che sollevò molte proteste anche tra il pubblico. I contradaioli di San Domenico, convinti che la partenza sarebbe dovuta essere annullata, occuparono il campo impedendo la continuazione del palio. Dopo aver consultato i capitani delle contrade, il supremo magistrato (ovvero il sindaco di Legnano) rinviò il palio a data da destinarsi. Il collegio dei magistrati del palio, oltre a non assegnare l'edizione del 2006, comminò poi alla contrada di San Domenico un'ammenda di 10.000 euro squalificandola per l'edizione successiva della corsa ippica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Esplicative[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In italiano: "nel verde la speranza".
  2. ^ I "manieri" sono le sedi delle contrade di Legnano.

Bibliografiche[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Il Palio di Legnano entra nel vivo: le rivalità, su www.ilgiorno.it. URL consultato il 13 maggio 2016.
  2. ^ D'Ilario, 2000, p. 4.
  3. ^ a b c d e f g La storia della Contrada San Domenico, su www.contradasandomenico.it. URL consultato il 4 aprile 2014.
  4. ^ a b c d L'albo d'oro del Palio di Legnano, su www.contradalegnarello.it. URL consultato il 4 aprile 2014.
  5. ^ D'Ilario, 2000, p. 8.
  6. ^ D'Ilario, 1984, p. 228.
  7. ^ a b Legnano sul Portale dell'Altomilanese della Provincia di Milano [collegamento interrotto], su www.provincia.milano.it. URL consultato il 17 marzo 2017.
  8. ^ Museo Civico Sutermeister, su www.milanoonline.com. URL consultato il 17 marzo 2017.
  9. ^ PLIS Parco dei Mulini, indagine conoscitiva finalizzata alla redazione del piano del parco, 2012
  10. ^ Macchione, p. 324.
  11. ^ D'Ilario, 1984, p. 213.
  12. ^ Ferrarini, p. 101.
  13. ^ Agnoletto, pp. 32-33.
  14. ^ D'Ilario, 1984, p. 98.
  15. ^ Ferrarini, p. 178.
  16. ^ Dove sorgeva l'antico convento Sant'Angelo fu costruita la scuola elementare Mazzini, su www.legnano.org. URL consultato il 17 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 22 giugno 2007).
  17. ^ Volonté, p. 6.
  18. ^ a b c d Al posto della cappella di S. Domenico volevano costruire una conceria, su www.legnano.org. URL consultato il 4 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 22 maggio 2007).
  19. ^ a b c d e Autori vari, p. 199.
  20. ^ Autori vari, pp. 199-200.
  21. ^ a b c d Autori vari, p. 200.
  22. ^ a b Contrada San Domenico, su www.collegiodeicapitani.it. URL consultato il 4 aprile 2014.
  23. ^ [url https://www.paliodilegnano.it/wp-content/uploads/2017/05/storico-reggenze-san-domenico.pdf Albo delle reggenze della contrada San Domenico] (PDF), paliodilegnano.it. URL consultato il 6 agosto 2017.
  24. ^ L'albo d'oro del Palio di Legnano, su www.contradalegnarello.it. URL consultato il 4 aprile 2014.
  25. ^ La Provaccia, su www.contradalegnarello.it. URL consultato il 29 maggio 2017.
  26. ^ Palio di Legnano 2006: finisce qui, su www.altomilaneseinrete.it. URL consultato il 4 aprile 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Autori vari, Il Palio di Legnano : Sagra del Carroccio e Palio delle Contrade nella storia e nella vita della città, Banca di Legnano, 1998, SBN IT\ICCU\TO0\1145476.
  • Giorgio D'Ilario, Egidio Gianazza, Augusto Marinoni, Marco Turri, Profilo storico della città di Legnano, Edizioni Landoni, 1984, SBN IT\ICCU\RAV\0221175.
  • Giorgio D'Ilario, Sagra del Carroccio - Palio delle Contrade, Tipotecnica, 2000, ISBN non esistente.
  • Gabriella Ferrarini, Marco Stadiotti, Legnano una città, la sua storia, la sua anima, Telesio editore, 2001, SBN IT\ICCU\RMR\0096536.
  • Pietro Macchione, Mauro Gavinelli, Olona. Il fiume, la civiltà, il lavoro., Varese, Macchione Editore, 1998.
  • Anna Maria Volonté e Patrizia Cattaneo (a cura di), Museo civico Guido Sutermeister Legnano - Guida alle collezioni, Tipografia Menini.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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