Tibia (anatomia)

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Tibia
Gray260.png
Ossificazione della tibia
Anatomia del Gray subject #61 256
Sistema Sistema scheletrico
Tipo lungo

La tibia è un osso dei vertebrati. Si trova, assieme all'osso peroneale, nell'arto inferiore, al di sotto dell'articolazione del ginocchio, nel segmento anatomico che nell'uomo è conosciuto come gamba. Nell'uomo è più spessa e lunga del perone e si trova medialmente rispetto ad esso.

Anatomia umana[modifica | modifica sorgente]

La tibia è il secondo osso dell'intero corpo umano per lunghezza.

Si tratta di un osso lungo che si articola superiormente con il femore e la patella nell'articolazione del ginocchio, supero-medialmente con il perone così come infero-medialmente, ed inferiormente con l'astragalo.

Possiede due epifisi, delle quali la prossimale è più spessa e ampia rispetto alla distale.

Articolazione del ginocchio vista anteriormente, asportata la capsula sono visibili i mezzi di unione

Epifisi prossimale[modifica | modifica sorgente]

L'epifisi prossimale della tibia è costituita da due condili, da un'eminenza intercondiloidea, dal tubercolo del Gerdy, dalla tuberosità tibiale e da due aree intercondiloidee.

  • Il condilo laterale presenta superiormente una superficie ampia, convessa e dalla forma irregolarmente tondeggiante, pressoché piatta in senso latero-laterale e lievemente inclinata antero-posteriormente, le sue superfici anteriore e posteriore sono ruvide a differenza della laterale, più liscia e posta superiormente all'inserzione dell'apice del perone.
  • Medialmente al condilo laterale vi sono due prominenze piramidali, i tubercoli intercondiloidei laterale e mediale, che sporgono al di sopra dei due condili e in cui confluiscono i loro margini anteriore e posteriore. La base dei due tubercoli occupa circa metà dello spessore tibiale ed essi insieme formano l'eminenza intercondiloidea mentre gli incavi restanti costituiscono le aree intercondiloidee anteriore e posteriore da cui originano i ligamenti crociati anteriore e posteriore.
    • L'area intercondiloidea anteriore è meno estesa, di forma triangolare e poco inclinata.
    • L'area intercondiloidea posteriore costituisce un incavo spesso un dito che dalla sommità dei due tubercoli scende con una superficie liscia sino al margine inferiore delle facce anteriori di ciascun condilo.
  • Al centro della faccia anteriore del condilo laterale è presente una protuberanza palpabile, detta tubercolo del Gerdy, su cui si inserisce il tratto ileo-tibiale. Questa stessa fascia scende medialmente e inferiormente determinando la linea obliqua, che costituisce il margine laterale di una prominenza ruvida posta al di sotto del condilo mediale, detta tuberosità tibiale; essa poi prosegue lungo la diafisi tibiale sotto forma del margine anteriore della tibia, una cresta stretta e sporgente che determina le facce laterale e mediale dell'osso.

Normalmente il margine laterale viene detto margine interosseo, poiché vi si inserisce la membrana interossea, che occupa lo spazio esistente tra tibia e perone. Posteriormente al condilo mediale si distingue un lieve solco, che da inserzione al tendine del muscolo semimembranoso.

Diafisi[modifica | modifica sorgente]

Esaminando posteriormente la tibia, è inoltre possibile distinguere una cresta diretta inferolateralmente e che diventa impalpabile verso la metà dell'osso, è detta linea del soleo e può biforcarsi nel terzo superiore della diafisi. La diafisi della tibia, di sezione triangolare, è divisa fra tre margini (anteriore, mediale e interosseo ovvero laterale) nelle facce mediale, laterale e posteriore a superficie liscia. Il margine anteriore si porta inferiormente con un decorso leggermente sinuoso, per poi deviare medialmente nel terzo distale della diafisi raggiungendo il malleolo mediale, una prominenza ossea ben distinguibile nell'epifisi distale.

Epifisi distale[modifica | modifica sorgente]

La faccia anteriore dell'epifisi distale della tibia è liscia, concava antero-posteriormente e latero-lateralmente, ma si innalza a diventare di nuovo convessa presso i suoi margini laterale e mediale. La faccia posteriore è ruvida e presenta medialmente un solco per i tendini del muscolo tibiale posteriore e del flessore lungo delle dita. La superficie inferiore dell'epifisi distale della tibia è quasi interamente occupata dalla faccetta articolare con l'astragalo, di forma quadrangolare dagli angoli arrotondati, concava in senso latero-laterale, e dalla superficie articolare del malleolo mediale, di forma triangolare dall'ampio apice arrotondato. Le due superfici sono disposte tra loro con un angolo non molto superiore a 90°. La faccia laterale dell'epifisi distale della tibia si articola con il malleolo laterale del perone. Lo spazio che si forma superiormente tra le due ossa è detto incisura fibulare.

Differenze legate al sesso[modifica | modifica sorgente]

Nel maschio, la sua direzione è verticale e parallela rispetto all'osso controlaterale, ma nella femmina ha una lieve obliquità verso il basso e lateralmente, per compensare la maggior obliquità del femore.

Vascolarizzazione[modifica | modifica sorgente]

La vascolarizzazione arteriosa della tibia deriva da due vasi:[1]

  1. l'arteria nutritizia (vaso principale)
  2. vasi periostali, rami dell'arteria tibiale anteriore

Galleria di immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nelson G, Kelly P, Peterson L, Janes J, Blood supply of the human tibia in J Bone Joint Surg Am, 42-A, pp. 625-36. PMID 13854090.

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