Giuramento di Pontida

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Il chiostro dell'abbazia di Pontida. Il complesso monastico, che è dedicato a san Giacomo Maggiore, è il luogo dove sarebbe stato celebrato, secondo la tradizione, il giuramento di Pontida

Il giuramento di Pontida, secondo la tradizione, sarebbe stata una cerimonia che avrebbe sancito il 7 aprile 1167, nell'abbazia di Pontida, vicino a Bergamo, la nascita della Lega Lombarda, ovvero di un'alleanza militare tra i comuni di Milano, Lodi, Ferrara, Piacenza e Parma finalizzata alla lotta armata contro il Sacro Romano Impero di Federico Barbarossa[1].

Il giuramento di Pontida non compare sui documenti contemporanei, essendo citato per la prima volta nel 1505, quindi tre secoli e mezzo dopo la data tradizionale del 7 aprile 1167[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le fonti contemporanee[modifica | modifica wikitesto]

Il giuramento di Pontida in un dipinto del 1851 di Giuseppe Mazza

L'evento è messo in dubbio dagli storici, dato che nelle cronache contemporanee redatte tra il 1152 e il 1189, non è citato nessun giuramento di Pontida[3]. La sua prima menzione è infatti tardiva, dato che compare su un documento del 1505[2].

Sulle fonti contemporanee è comunque citato il fatto che i comuni della Lega Lombarda avessero sottoscritto dei patti per contrastare l'egemonia del Barbarossa aiutandosi vicendevolmente. La maggior parte di questi scritti, però, argomentano l'avvenimento in modo piuttosto vago, senza descriverne i particolari: non vengono infatti menzionati né le località, né le date precise della sottoscrizione dei patti[3]. Sulla Cronaca Piacentina, riguardo all'accordo raggiunto per la riedificazione di Milano, possiamo leggere:

(LA)

«[...] Anno Domini 1167. Omnes civitates Lombardie et Marchie iuraverunt concorditer rehedificare Medionalum destructum a Federico imperatore, excepta Papia. [...]»

(IT)

«[...] Anno del Signore 1167. Tutte le città della Lombardia e della Marca, eccetto Pavia, hanno concordato di riedificare Milano, che è stata distrutta dall'imperatore Federico. [...]»

(Cronaca Piacentina[4])

Le fonti storiche contemporanee più precise raccontano almeno di tre giuramenti tra i comuni della Lega Lombarda: il primo, sottoscritto tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo del 1167 tra Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova e conosciuto come "giuramento dei Bergamaschi"; il secondo, firmato anche da Milano nel marzo del 1167, che si unì alle quattro città del giuramento appena accennato; il terzo, sottoscritto anche da Lodi nel maggio dello stesso anno, che entrò a far parte della coalizione, precedentemente menzionata, formata da Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova e Milano[4].

Considerando la data del 7 aprile 1167, possiamo quindi affermare che il giuramento di Pontida, anche nel caso in cui sia stato effettivamente sottoscritto, non fu il patto di costituzione della Lega Lombarda, dato che sui documenti storici sono citati almeno due giuramenti precedenti[4].

I documenti posteriori[modifica | modifica wikitesto]

Targa commemorativa del giuramento, che si trova a Pontida

Oltre all'aspetto cronologico, che sembrerebbe dimostrare l'inesistenza del giuramento di Pontida come patto costitutivo della Lega Lombarda a causa dei due accordi sottoscritti prima del 7 aprile 1167[4], va senz'altro considerata anche la prima menzione dell'accaduto, che è parecchio posteriore[5].

Il giuramento di Pontida in un dipinto del 1836 di Giuseppe Diotti

In particolare, il giuramento di Pontida compare per la prima volta su un documento del 1505 di Bernardino Corio - quindi circa 350 anni dopo la data canonica del 7 aprile 1167 - che è chiamato Historia Patria e che ha come argomento la storia di Milano[5].

All'Historia Patria di Bernardino Corio si ispirarono poi tutti i documenti successivi che si riferiranno al giuramento di Pontida[5]. Nell'opera di Corio, in particolare, si può leggere:

«[...] Per il che Milanesi li quali più che veruno altro de Lombardia erano afflicti: in modo che fugire non ardivano ne stare puotevano: deliberarono de fare uno concilio inscieme con Cremonesi: Bergamaschi: Bressani: Mantuani: e Ferraresi li quali al septimo d'aprile in el tempo di sancto Jacopo in Pontida nel Bergamascho convenendosi: furono recitate per ciascuno le recevute ingiurie: le quale supportandole: conosceano più non potere vivere per il che ad ogniuno pareva essere melio con honore una sola volta morire: che sotto di tanta Tyrannide vivere. [...]»

(Bernardino Corio, Historia Patria[5])

In uno stralcio del codice del 1584 Successores S. Barnabae Apostoli in Ecclesia Mediolanensi, che si riferisce ad una nota sull'arcivescovo di Milano Umberto Pirovano, è riportato che:

(LA)

«[...] Hic archiepiscopus, summa pridentia, conventu habito in ecclesia S. Jacobi de Puntida agri Bergomensis de instauranda iterum Urbe Mediolani cum finitimis civitatibus, votum sui desiderii feliciter implevit: sed morte praeventus non potuit perfrui desideriis optatis. [...]»

(IT)

«[...] Questo arcivescovo, uomo di somma prudenza, dopo aver tenuto una riunione con le città circondarie nella chiesa di San Giacomo a Pontida nel Bergamasco per favorire la riedificazione della città di Milano, portò felicemente a termine questa sua desiderata iniziativa; ma, sopravvenuta la morte, non poté portar a compimento il suo tanto sospirato desiderio. [...]»

(Successores S. Barnabae Apostoli in Ecclesia Mediolanensi[6])
Il giuramento di Pontida in un dipinto del 1885 di Amos Cassioli

In Archiepiscoporum Mediolanensium series historico-chronologica, che fu compilato da Giuseppe Antonio Sassi nel 1755 e che è collegato allo scritto del 1584 precedentemente menzionato, si può invece leggere:

(LA)

«[...] Gelesinius in Tabula Synodali refert hunc Archiepiscopum solicitam curam habiusse, ut excisa a Friderico haec Metropolis refloreret; adeoque Pontidense colloquium cum finitimis Urbium Primoribus indixisse, ut foedus inirent, excussoque iugo servitutis gravissimae, sese in pristinam libertatem assererent, atque eidem adstitisse. [...]»

(IT)

«[...] Il Galesini[7], nella Serie di Sinodi, riferisce che questo arcivescovo si sia dato da fare perché la sua metropoli, distrutta da Federico, rifiorisse: che a questo scopo abbia indetto un colloquio a Pontida con i rettori delle città circonvicine perché giurassero un'alleanza per liberarsi da un gioco di pessima schiavitù e ritornare così alla loro originaria libertà; ed infine che vi abbia presenziato. [...]»

(Giuseppe Antonio Sassi, Archiepiscoporum Mediolanensium series historico-chronologica[8])

Ipotesi su un possibile giuramento di Pontida[modifica | modifica wikitesto]

È però possibile che ci siano stati altri patti siglati dai comuni della Lega Lombarda di cui si è poi persa la traccia documentata[5]. Infatti, nei secoli, sono tanti gli esempi in cui sono serviti diversi incontri per mettere nero su bianco tutti gli aspetti oggetto di una contrattazione: in altre parole, nella storia, difficilmente si è riuscito a definire nel dettaglio un patto o un'alleanza in poche sessioni[5].

Per quanto riguarda Pontida, va poi osservato il suo stretto legame con Milano: il comune alle porte di Bergamo apparteneva infatti all'arcidiocesi di Milano sebbene fosse compreso, da un punto di vista geografico, nel contado del capoluogo orobico[9].

Non è quindi escluso che ci sia stato un giuramento anche a Pontida, di cui si sono poi persi i riferimenti sulla documentazione contemporanea[9].

Rievocazioni[modifica | modifica wikitesto]

Umberto Bossi al primo raduno leghista di Pontida (1990)

Ogni anno a Pontida, nel mese di giugno, in piazza Giuramento, vengono rievocate, da un centinaio di figuranti in costume, le fasi storiche che portarono alla nascita del patto militare siglato, secondo la tradizione, il 7 aprile 1167[10]. In occasione della rievocazione, vengono anche organizzate manifestazioni ludiche e culturali[10].

Dal 1990 il partito politico autonomista della Lega Nord organizza annualmente un raduno a Pontida che celebra l'omonimo giuramento medievale[11][12]. Durante l'evento intervengono gli esponenti politici più importanti del partito fondato da Umberto Bossi. Su un prato lungo la strada statale 342, chiamato dai leghisti "sacro suolo", vi si radunano da ogni parte d’Italia ognuno sventolando la bandiera della propria regione assieme al tricolore italiano essendo, ora, il partito divenuto di carattere nazionale e non più secessionista come ai tempi di Bossi quando la bandiera della Padania era il principale soggetto dell’adunata. In quegli anni infatti veniva il tutto accompagnato dal Va, pensiero di Giuseppe Verdi, inno della pseudo nazione ideata da Bossi. Ad oggi, data l’evoluzione del partito con a capo Matteo Salvini da secessionista/regionalista a nazionalista per le autonomie locali, sul grande prato e sulle migliaia di persone riecheggia il Nessun dorma di Giacomo Puccini cantato da Luciano Pavarotti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ D'Ilario, pp. 53-54.
  2. ^ a b D'Ilario, pp. 53-56.
  3. ^ a b D'Ilario, p. 53.
  4. ^ a b c d D'Ilario,, p. 54.
  5. ^ a b c d e f D'Ilario, 1976, p. 56.
  6. ^ D'Ilario, pp. 62-63.
  7. ^ Pietro Galesini (Ancona, 1520 ca. - Milano, 1590 ca.), storico, cronista e traduttore benedettino, stretto collaboratore di san Carlo Borromeo.
  8. ^ D'Ilario, p. 63.
  9. ^ a b D'Ilario, p. 57.
  10. ^ a b Manifestazione del 13 e 14 giugno 2015, su www.pontida.eu. URL consultato il 5 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 5 luglio 2015).
  11. ^ La Lega Nord di Bossi - Storia e mito, su www.osservatoriomantovano.it. URL consultato il 3 luglio 2015.
  12. ^ Una gita a Pontida, tifando Lega, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 3 luglio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]