Abbazia di Pontida

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 45°43′50″N 9°30′15″E / 45.730556°N 9.504167°E45.730556; 9.504167

L'abbazia di Pontida

L'abbazia di Pontida, altrimenti nota anche come Monastero di San Giacomo Maggiore, si trova nel territorio dell'omonimo comune in provincia di Bergamo. Si tratta di un complesso monastico benedettino fondato da Alberto da Prezzate nell'XI secolo, divenuto priorato cluniacense.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alberto da Prezzate, noto così dal toponimo del presunto luogo di origine, appartenente a un'importante e potente famiglia comitale bergamasca di probabili origini longobarde, fondò l'abbazia nel 1076, inserendola, nella vasta rete conventuale che faceva capo a Cluny.

L'abbazia trae origine da un piccolo edificio ecclesiale dedicato a san Giacomo donato da Alberto assieme ad altri beni ai monaci cluniacensi.

Dettaglio del chiostro

Aderente ai principi riformatori cluniacensi ne fu uno strenuo propugnatore in Lombardia dove fondò anche l'abbazia di Sant'Egidio, XI secolo.

Il monastero ebbe fin dalle origini un grande sviluppo, specialmente sotto la gestione di Ubaldo da Vimercate, inizi del XII secolo, che per la sua vicinanza politica al comune di Milano ne ebbe numerosi benefici tanto da potere essere ampliato nel 1118.

Il periodo di decadenza del monastero iniziò con le lotte tra i guelfi e i ghibellini che coinvolsero tutta la bergamasca, culminando nel grave danneggiamento subito per opera di Bernabò Visconti nel 1373.

Alla fine del XV secolo, 26 settembre 1491, il complesso fu affidato da papa Alessandro VI, in accordo con Venezia, ai monaci benedettini che si adoperarono fattivamente per la sua rinascita.

Seguì un nuovo periodo di sviluppo e di ampliamenti che portò alla costruzione di nuovi locali, di due chiostri e della sala capitolare.

Con il periodo napoleonico subì la soppressione e la conseguente dispersione di beni e clero entrando così in un nuovo stato di decadenza fino ai primi anni del XX secolo quando fu affidata nuovamente ai benedettini che ne curarono lo sviluppo materiale e liturgico.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il chiostro inferiore
Il chiostro superiore

La struttura abbaziale fu oggetto nel corso dei secoli di diversi interventi manutentivi, di ristrutturazione e di ampliamento che ne hanno stravolto l'assetto originario di cui nulla è rimasto se non lo stile gotico interno, in netto contrasto filologico con l'aspetto neoclassico della facciata del 1830. Tutto il complesso è stato restaurato nel 1995 dall'abate Giustino Farnedi (1990-2003) in occasione del IX centenario della morte del fondatore Sant'Alberto.

La struttura attuale risale essenzialmente al periodo rinascimentale in cui furono eseguiti importanti opere di restauro, ivi compresa la costruzione del campanile, portante sulla cuspide la statua di san Giacomo.

Della originaria struttura romanica sono rimasti alcuni capitelli siti nel chiostro che ingentilisce l'intera struttura piuttosto massiccia.

L'interno della sala capitolare è ornato da importanti affreschi del XVI secolo.

La chiesa abbaziale fu elevata al rango di basilica minore da papa Pio XI nell'aprile del 1911.[2] Il restauro del 1914 fu curato da Elia Fornoni.

Museo[modifica | modifica wikitesto]

La sagrestia

Nel complesso conventuale è stato creato nel 1976 un piccolo museo che espone alcuni pregevoli reperti provenienti dalla primitiva abbazia.

Nel museo sono esposti oltre a un polittico del XV secolo di anonimo raffigurante una Madonna col Bambino, il trittico raffigurante la Madonna della Misericordia e i Santi Giovanni Battista e Gerolamo, una Madonna in Gloria di Luca Martinelli, un San Benedetto di Carlo Ceresa oltre a una pala cinquecentesca, La Pentecoste, di incerta attribuzione.

Assieme alle opere pittoriche sono esposte alcune stampe e dei cimeli di arte sacra.

Giuramento di Pontida[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Giuramento di Pontida.

Secondo la tradizione, di cui per altro non vi è riscontro storico, si sarebbe tenuto, il 7 aprile 1167, presso l'abbazia il famoso giuramento di Pontida da cui nacque la Lega Lombarda in opposizione all'imperatore Federico Barbarossa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia del monastero benedettino, monasterosangiacomo.it. (archiviato dall'url originale l'11 aprile 2013).
  2. ^ Basilicas in Italy

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Cardini. La vera storia della lega lombarda. Milano, A. Mondadori, 1991. ISBN 88-04-34600-0.
  • Giustino Farnedi, Guida ai Santuari d'Italia. Caderizzi e Pontida.
  • Claudio Roveda. Pontida, abbazia della concordia. Pavia, Editoriale Viscontea, 1997.
  • Giovanni Spinelli, Pontida, nove secoli di storia. Pontida 1996.
  • Elena Percivaldi, I Lombardi che fecero l'impresa. La Lega Lombarda e il Barbarossa tra storia e leggenda, Milano, 2009, Ancora Editrice. ISBN 88-514-0647-2

Atti[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco G. B. Trolese, a cura di. Il monachesimo italiano nell'età comunale, atti del IV. Convegno di studi storici sull'Italia benedettina, Abbazia di S. Giacomo Maggiore, Pontida, 3-6 settembre 1995.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]