Cultura di Remedello

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Punte di freccia in selce dal territorio di Castelleone, per cacciare, ma anche per uso bellico

La cultura di Remedello si sviluppò nell'età del rame (III millennio a.C.) nell'Italia settentrionale, in particolare nell'area padana, con estensioni anche in Emilia e in Toscana[1]. Il nome deriva dal comune di Remedello (BS) dove a fine ottocento sono state ritrovate numerose sepolture[2].

Gli scavi[modifica | modifica wikitesto]

Le prime sepolture vennero alla luce nell'inverno del 1884; lo scavo fu seguito da Gaetano Chierici, che a seguito delle rigide temperature si ammalò e morì. I lavori di scavo proseguirono sotto la guida di Giovanni Bandieri, che trasportò i reperti nel Museo di Reggio[3].

Le sepolture[modifica | modifica wikitesto]

Le tombe dell'età del rame contenevano un solo corpo, in posizione rannicchiata o supina, con il capo rivolto a nord-ovest[3].

I corredi maschili erano rappresentati da frecce, pugnali in pietra e asce in pietra levigata; tra le sepolture sono poche quelle con asce e pugnali in rame o oggetti ornamentali[3].

Le sepolture femminili si presentavano corredate da recipienti di ceramica o (in rari casi) oggetti d'ornamento. Le tombe di bambini o giovani contenevano a corredo semplici schegge di selce[3].

Tra gli elementi ritrovati degni di nota si segnala la presenza di selci estremamente accurati, armi, asce, oggetti in rame arsenicale o in argento (armi, spilloni, pettorali, bracciali), caratterizzati da elementi decorativi di origine orientale[2].

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene le tombe rinvenute siano databili per la maggior parte al calcolitico, sono state ritrovate sepolture anche delle successive età del bronzo e del ferro[2].

Recentemente si sono distinti due periodi cronologici databili all'età del rame[3]:

  • Remedello I: 3400[4]/3200 a.C. - 2800 a.C., antica età del rame;
  • Remedello II: 2900[4]/2800 a.C. - 2400 a.C., piena età del rame.

Genetica[modifica | modifica wikitesto]

In uno studio del 2015 sono stati analizzati 3 campioni appartenenti alla cultura di Remedello, datati dal 3400 al 1700 a.C.

In tutti e 3 gli scheletri è stato rilevato l'aplogruppo Y-DNA I2[5], più precisamente I2a1a1[6], clade attualmente diffusa soprattutto tra i Sardi, dove raggiunge il 38% dei lignaggi maschili.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A. Palmieri, Remedello in Enciclopedia dell'Arte Antica, Treccani, 1965
  2. ^ a b c "Cultura di Remedello" su MSN Encarta, it.encarta.msn.com. URL consultato il 6 ottobre 2009.
  3. ^ a b c d e "Sepolcreto di Remedello Sotto (Bs)" su Musei Civici di Romagna, comune.re.it. URL consultato il 6 ottobre 2009.
  4. ^ a b Atti della XXXI riunione scientifica IIPP "La Valle d'Aosta nel quadro della preistoria e protostoria dell'arco alpino centro-occidentale" su "Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria", iipp.it. URL consultato il 6 ottobre 2009.
  5. ^ (EN) Morten E. Allentoft, Martin Sikora e Karl-Göran Sjögren, Population genomics of Bronze Age Eurasia, in Nature, vol. 522, nº 7555, 11 giugno 2015, pp. 167–172, DOI:10.1038/nature14507. URL consultato l'11 maggio 2016.
  6. ^ Jean Manco, Ancient Eurasian DNA of the Copper and Bronze Ages, su www.ancestraljourneys.org. URL consultato l'11 maggio 2016.
  7. ^ (EN) Paolo Francalacci, Laura Morelli e Andrea Angius, Low-Pass DNA Sequencing of 1200 Sardinians Reconstructs European Y-Chromosome Phylogeny, in Science, vol. 341, nº 6145, 2 agosto 2013, pp. 565–569, DOI:10.1126/science.1237947. URL consultato l'11 maggio 2016.

Argomenti correlati[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]