John Paul Getty III

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John Paul Getty III al tribunale di Lagonegro nel 1976

John Paul Getty III (Minneapolis, 4 novembre 1956Wormsley Park, 5 febbraio 2011) è stato un imprenditore statunitense con cittadinanza irlandese.

Appartenente alla famiglia Getty e primo dei quattro figli di John Paul Getty Jr., è stato il padre dell'attore Balthazar Getty, fratello del presidente della Getty Images Mark, nonché nipote del petroliere miliardario Jean Paul Getty, fondatore della compagnia statunitense Getty Oil.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

John Paul Getty III trascorre buona parte dell'infanzia a Roma quando suo padre John Paul Getty Jr. guida la filiale italiana della compagnia petrolifera di famiglia Getty Oil. I genitori hanno divorziato nel 1964, quando aveva otto anni, e suo padre si è risposato nel 1966 con la modella e attrice Talitha Pol. La famiglia adotta uno stile di vita hippy trascorrendo durante gli anni '60 molto tempo in Gran Bretagna e Marocco[1]. L'11 luglio 1971 la matrigna muore a Roma per un'overdose di eroina[2]. All'età di quindici anni è già stato espulso da sette scuole, ha posato nudo per una rivista erotica e assume regolarmente sostanze stupefacenti[3].

Getty, rimasto a Roma, vive con la madre Gail Harris nel quartiere Parioli e frequenta la St. George's British International School. All'inizio del 1972 è espulso dalla scuola dopo aver dipinto nell'atrio dell'edificio una scritta offensiva alta quasi due metri indirizzata al preside. Mentre suo padre è nel Regno Unito, Paul conduce in Italia uno stile di vita libertino, frequentando night club e prendendo parte a manifestazioni di sinistra. Dotato di notevole talento artistico, secondo alcune testimonianze, si guadagna da vivere realizzando gioielli, vendendo dipinti e facendo la comparsa in alcuni film[4]. La rivista erotica Playmen paga Getty 1000 dollari per apparire nudo e in copertina su un numero che sarà pubblicato nell'agosto del 1973, un mese dopo il suo rapimento[5].

Il sequestro[modifica | modifica wikitesto]

Alle tre del mattino del 10 luglio 1973 è rapito, all'età di sedici anni, in piazza Farnese a Roma per opera della 'ndrangheta, l'organizzazione mafiosa calabrese collegata alle cosche ('ndrine) dei Mammoliti, Piromalli e Femia[6]; è quindi bendato, trasportato e imprigionato in una cantina sotterranea nei pressi della stazione di Sicignano degli Alburni (SA).[7] L'organizzazione malavitosa avanza una richiesta iniziale di riscatto di 17 milioni di dollari in cambio della sua restituzione, ma le forze dell'ordine sono scettiche anche dopo la consegna di una lettera disperata del rapito alla madre e la telefonata a quest'ultima da parte di un uomo che, presentandosi come uno dei sequestratori, si offre di consegnarle un orecchio mozzato a riprova del fatto che il figlio sia ancora in vita.

Gli investigatori esitano poiché temono che si tratti di una truffa escogitata dal rampollo per estorcere denaro al facoltoso nonno. Lo stesso Jean Paul Getty è restio al pagamento e teme che il riscatto inciterebbe ulteriori tentativi di rapimento ai danni degli altri quattordici nipoti. Anche il padre del ragazzo dichiara la sua impossibilità di affrontare un simile pagamento.

Tre mesi dopo l'orecchio destro e una ciocca di capelli di John Paul sono fatti pervenire dai rapitori alla redazione romana del quotidiano Il Messaggero, allo scopo di indurre l'inflessibile e avaro nonno a pagare il riscatto. Alcune fotografie lasciate in un barattolo sul tratto autostradale Roma-Napoli ed una lettera del ragazzo nella quale supplica la famiglia di pagare i rapitori sono pubblicate successivamente dal giornale Il Tempo. Nel frattempo la salute di Paul comincia a peggiorare poiché, avendo già contratto la polmonite, la ferita sull'orecchio s'infetta rapidamente. I rapitori allarmati da questa situazione improvvisa trattano il malato con alte dosi di penicillina che lo conducono ad un'allergia agli antibiotici e più tardi ad un indebolimento generale e permanente del suo stato di salute.[8] Il biografo di Getty, John Pearson, attribuirà il successivo alcolismo alle grandi quantità di brandy assunte forzatamente affinché sentisse più calore e intorpidisse nello stesso tempo i dolori avvertiti.[9]

La famiglia decide di scendere a patti coi rapitori che riducono le loro richieste all'equivalente di circa 3 milioni di dollari[10]: il nonno sborsa personalmente la cifra massima deducibile dalle tasse pari a 2,2 milioni ed il resto del riscatto è pagato dal padre del ragazzo John Paul Getty Jr.; quest'ultimo però s'impegnerà a restituire ad un interesse del 4% annuo la somma prestatagli dal padre[4]. Le banconote vengono così consegnate ad un emissario e, dietro specifiche indicazioni dei sequestratori, messe all'interno di tre sacchi posti in una zona rurale vicino Rivello[11]. È quindi liberato il 15 dicembre 1973 sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria, ove è ritrovato da un camionista all'altezza di Lauria (PZ), dopo cinque mesi di segregazione e il pagamento di un miliardo e settecento milioni di lire[12]. Quello stesso giorno il capostipite della famiglia, che per sua intercessione ha consentito al nipote di ritrovare la libertà, compie ottantuno anni.

Il processo di primo grado per il rapimento di Paul Getty III si conclude a Lagonegro nel luglio del 1976 e scagiona dalla fattispecie di reato i due principali indiziati: i capibastone Girolamo Piromalli e Saverio Mammoliti; vengono invece condannati altri due imputati in qualità di esecutori materiali del sequestro. Il denaro del riscatto, tranne poche banconote, non verrà mai rintracciato[13].

Piazza Farnese a Roma, dove venne rapito il 10 luglio 1973 dalla 'ndrangheta.

La vita familiare[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1974 John Paul Getty III sposa all'età di diciott'anni la giovane tedesca Gisela Zacher, incinta di cinque mesi, venendo contemporaneamente diseredato. Nel 1975 nasce l'unico figlio: Paul Balthazar Getty. La coppia divorzia nel 1993.

Il cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1980 partecipa alle riprese del film Lo stato delle cose di Wim Wenders. Il regista apprezzava le sue potenzialità recitative e avrebbe voluto impiegarlo in altri film, se l'ictus dell'anno successivo non lo avesse lasciato totalmente inabile.

La malattia e la morte[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981, a seguito di un ictus provocato dall'assunzione di una miscela a base di metadone, alcol e valium, diviene quasi cieco, disartrico e paralizzato[3][14]. Muore nel 2011 all'età di cinquantaquattro anni nella sua tenuta di Wormsley Park, a Wormsley, nella contea di Buckinghamshire in Inghilterra[14].

Il sequestro nel cinema e in TV[modifica | modifica wikitesto]

  • Il romanziere inglese A. J. Quinnell fu il primo a sfruttare la vicenda del rapimento di Getty come fonte d'ispirazione per un libro, poi intitolato Man on Fire.
  • Nel 1995 fu pubblicato un altro libro scritto da John Pearson intitolato Painfully Rich: The Outrageous Fortunes and Misfortunes of the Heirs of J. Paul Getty che include contenuti significativi sul rapimento.
  • Il libro è stato poi rielaborato per l'adattamento cinematografico Tutti i soldi del mondo, diretto da Ridley Scott e uscito nelle sale nel 2017. Nel film il miliardario capostipite Jean Paul Getty è impersonato da Christopher Plummer, mentre John Paul Getty III è interpretato da Charlie Plummer all'età del rapimento e Charlie Shotwell per le scene ambientate durante l'infanzia.
  • L'anno seguente la storia del rapimento è stata riadattata nella serie televisiva Trust, prodotta da Simon Beaufoy e Danny Boyle, con Harris Dickinson nei panni di John Paul Getty III.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Erin Dixon, Talitha Getty: The Myth and the Muse, su dossierjournal.com, 16 aprile 2009. URL consultato il 6 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 22 gennaio 2013).
  2. ^ John Pearson, Painfully rich : the outrageous fortune and misfortunes of the heirs of J. Paul Getty, New York, St. Martin's Press, 1995, ISBN 0-312-13579-3.
  3. ^ a b (EN) Proof that money can't buy happiness: John Paul Getty III destroyed by his family's billions, su dailymail.co.uk, Daily Mail, 7 febbraio 2011. URL consultato il 21 dicembre 2014.
  4. ^ a b (EN) Bruce Weber, J. Paul Getty III, 54, Dies; Had Ear Cut Off by Captors, in The New York Times, 7 febbraio 2011. URL consultato il 6 luglio 2018.
  5. ^ (EN) Elena Nicolaou, The Risqué Italian Magazine That J. Paul Getty III Appeared In Has A Controversial History, su refinery29.com, 26 marzo 2018. URL consultato il 6 luglio 2018.
  6. ^ Filmato audio La vita di John Paul Getty III, Corriere della Sera, 7 febbraio 2011. URL consultato il 21 dicembre 2014.
  7. ^ (EN) Patricia Gucci, In the Name of Gucci: A Memoir, Crown/Archetype, ISBN 978-0-8041-3894-9
  8. ^ John Pearsonpag. 151.
  9. ^ John Pearsonpag. 160.
  10. ^ Il 10 luglio 1973 ovvero il giorno del rapimento di Paul Getty il dollaro era quotato USD 1 = 583,875 ITL; quindi $3 milioni erano equivalenti nella stessa data a circa 1 miliardo e 752 milioni di lire italiane. Il 14 dicembre 1973 ovvero il giorno prima del ritrovamento di Getty la quotazione era USD 1 = 605,875 ITL; quindi $3 milioni erano equivalenti a circa 1 miliardo e 818 milioni di lire italiane. Tenendo conto dell'evoluzione degli indici dei prezzi al consumo gli importi indicati in lire italiane sono equiparabili nella valuta in Euro del 2022 intorno ad un valore di €15 milioni.
  11. ^ Agnese Belardi, Rosario Picardi, avvocato e pilastro della cultura lagonegrese (PDF), in L'Eco di Basilicata Calabria Campania, Lauria, 15 febbraio 2014, p. 19. URL consultato il 13 luglio 2018.
  12. ^ Il rapimento di Paul Getty - Il sequestro del nipote dell`uomo più ricco del mondo, su lastoriasiamonoi.rai.it, RAI. URL consultato il 21 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale l'8 novembre 2014).
  13. ^ Morto Paul Getty III. Fu rilasciato a Lauria dopo il sequestro, in Gazzetta del Mezzogiorno, 7 febbraio 2011. URL consultato l'8 luglio 2018.
  14. ^ a b (EN) Finally, he's out of pain: Tragic oil heir John Paul Getty III dies at 54 after being paralysed for 30 years, su dailymail.co.uk, Daily Mail, 7 febbraio 2011. URL consultato il 21 dicembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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