Brandy

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Distilleria di brandy Van Ryn nei pressi di Stellenbosch, Sudafrica

Il brandy (/'brɛndi/) o arzente[1] è il più antico distillato di vino prodotto nel mondo, conosciuto già dal XIII secolo. La sua gradazione alcolica si aggira intorno ai 40 gradi; e oltre che dall'uva, questo superalcolico può essere distillato dal succo fermentato di altri frutti, tuttavia, salvo specifiche avvertenze, il brandy è tratto dal vino d'uva.

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

L'etimologia della parola viene comunemente fatta derivare dall'abbreviazione dell'inglese brandywine, (a sua volta dall'olandese brandewijn, "vino bruciato").
Per alcuni invece la parola comparve per la prima volta nel Seicento in una ballata inglese che recitava: it is more fine than brandywine. Altre teorie sostengono invece la derivazione dall'antico tedesco brant ("tizzone"), voce analoga a braudr ("spada"); secondo il dizionario di Enrico Levi l'analogia tra le due parole è nel lampeggiare e vibrare propri della fiamma e della spada..

Produzione[modifica | modifica sorgente]

In Italia, per la produzione del brandy vengono usati vini prodotti con uve di trebbiano, che vengono delicatamente spremute e messe in fermentazione ad una temperatura che si aggira tra i 18° e i 22 °C.
Dopo la fermentazione, il mosto viene sottoposto al procedimento di distillazione, seguito poi dalla maturazione in botti di rovere, dove il distillato affina le sue caratteristiche organolettiche.

A livello europeo CEDIVI Confédération Européenne des Distilleries Vinicoles - fondata dalle Associazioni di categoria e dai principali produttori di alcool vinico di Francia, Italia e Spagna, rappresenta 70 aziende italiane e spagnole che svolgono attività di distillazione di alcol vinico ed il 65% della produzione europea di alcool vinico.

A livello nazionale, AssoDistil - Associazione Nazionale Industriali Distillatori di Alcoli e Acquaviti - rappresenta attualmente 60 distillerie industriali, che coprono circa il 95% della produzione nazionale di acquaviti e di alcole etilico da materie prime agricole.

Degustazione[modifica | modifica sorgente]

Il brandy viene abitualmente consumato in bicchieri a forma di uovo tronco, chiamati ballon o snifter o, preferibilmente, in bicchieri a tulipano. Per esaltarne le caratteristiche, il bicchiere può essere scaldato con il calore delle mani; il brandy non va mai riscaldato con fiamme o calore vivace, né diluito con ghiaccio, per non rovinare la finezza degli aromi.

Normativa[modifica | modifica sorgente]

Una convenzione italo-francese (28 maggio 1948)[2] stabilì che i termini cognac e armagnac fossero riservati ai soli prodotti francesi e in particolare a quelli tipici delle zone che portano lo stesso nome. Il termine brandy venne utilizzato quindi per i distillati di vino fatti in Italia o in altri Paesi.

Particolare attenzione va prestata alla denominazione di brandy italiano, che si riferisce esclusivamente al distillato prodotto in Italia, con uve coltivate e vinificate nel territorio nazionale, con un periodo di invecchiamento minimo di dodici mesi e una gradazione alcolica rigorosamente superiore ai 38°.

I disciplinari di produzione del Brandy a livello internazionale variano da paese a Paese. In Italia, così come in ambito comunitario, nonché in Argentina è possibile produrre Brandy solo a partire da acquavite di vino. In Australia, USA, Sud Africa ed altre nazioni a vocazione vinicola è invece possibile utilizzare, oltre al vino, anche fecce e vinacce.

Cocktail[modifica | modifica sorgente]

Il brandy è usato anche come ingrediente in alcuni cocktail:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Arzente è il vocabolo italiano coniato, per definire il cognac, da Gabriele d'Annunzio; il suo uso era obbligatorio durante il periodo fascista.
  2. ^ Legge 18.7.1949 n.766

Tipi di brandy[modifica | modifica sorgente]

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