Faida di Motticella

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La faida di Motticella è una faida di 'ndrangheta intercorsa in seno alla 'ndrina dei Speranza-Palamara-Scriva tra cui anche i Morabito detti "i ramati" e i Palamara detti a loro volta "i ramati" e alla 'ndrina dei Mollica-Morabito (Morabito detti larè e i Palamara detti i "bruciati") che si svolse a Motticella, frazione di Bruzzano Zeffirio e ad Africo nel 1985 per contese sulla gestione del sequestro di persona della farmacista Concettina Infantino[1]. Uno dei due clan si sarebbe intascato dei soldi senza riferire niente all'altro ed inoltre il rifugio in cui fu nascosta era sito in un terreno di una cosca che non fu pagata per aver dato la disponibilità del luogo. Si conclude nel 1990 con 50 morti tra cui per la prima volta per l'area di Africo anche una donna e l'intervento di Giuseppe Morabito e Antonio Pelle[2] per riprendere nel 2005 fino al 2007[3].

Solo nel 1997 con l'operazione Tuareg si verrà a conoscenza di tutte le dinamiche intercorse nella faida[3].

Fazioni[modifica | modifica wikitesto]

Da un lato[1]:

  • Speranza di Motticella
  • Scriva di Motticella
  • Morabito detti "ramati" di Africo
  • Palamara detti "ramati" di Africo
  • Rodà di Bruzzano Zeffirio

e dall'altro[1]:

  • Mollica di Motticella
  • Morabito detti "larè" di Africo
  • Palamara detti i "bruciati" di Africo

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Questa lista è suscettibile di variazioni e potrebbe non essere completa o aggiornata.

  • Il 31 gennaio 1985 viene ucciso il capobastone Pietro Scriva degli Scriva-Mollica[1]
  • Il 26 luglio 1985 viene ucciso Giuseppe Scriva[1]
  • 31 agosto 1985 Gabriele Spataro vicino ai Palamara-Scriva[1]
  • Il 25 dicembre 1985 muore Francesco Scriva[1]
  • Il 3 maggio 1986 uccisi Pietro Pezzimenti e Fortunata Pezzimenti vicini ai Palamara-Scriva. Lei è stata la prima donna uccisa dalla 'ndrangheta nell'area di Africo[1].
  • Il 2 ottobre 1986 viene ucciso il capobastone Antonio Mollica e Giuseppe Vottari[1]
  • Il 6 novembre 1986 muore Gioacchino Mollica[1]
  • Il 2 dicembre 1986 muore Giovanni Ieria vicino ai Mollica-Morabito[1]
  • Il 19 aprile 1987 nella strage di Pasqua viene ucciso Antonio Morabito[1][4]
  • il 15 luglio 1986 viene ucciso Paolo Battiglia, cugino di Pietro Scriva[1]
  • Il 14 maggio 1987 vengono uccisi Domenico Morabito e suo figlio Antonino, cognato e nipote di Andrea Palamara (Speranza-Palamara_Scriva)[1]
  • Il 31 luglio 1987 viene ucciso Raimondo Modafferi vicino agli Scriva[1]
  • Il 21 agosto 1987 viene ucciso Santo Palamara nipote di Salvatore Morabito dei Mollica-Morabito (i bruciati)[1]
  • Il 22 agosto 1987 muore Angelo Bello che favoriva la latitanza di Saverio e Antonio Mollica[1]
  • Il 28 ottobre 1987 muore Giuseppe Zappia vicino ai Mollica[1]
  • Il 2 ottobre 1987 vengono uccisi Antonio Stelitano e Domenico Zappia[1]
  • Il 2 febbraio 1988 muore l'elemento apicale Vincenzo Speranza della omonima 'ndrina che opera a Brancaleone[1]
  • Il 2 ottobre 1988 muore Bonaventura Mollica[1]
  • Il 28 settembre 1988 ucciso Vincenzo Monoriti (Speranza-Scriva-Palamara)[1]
  • Il 6 marzo 1989 ucciso Paolo Talia (Mollica-Morabito)[1]
  • Il 5 ottobre 1988 ucciso Antonio Alvaro dei Brancatisano vicina agli Scriva[1]
  • Il 6 ottobre 1988 ucciso Francesco Speranza (1930) zio di Vincenzo Speranza[1]
  • Il 15 novembre 1988 viene ucciso Leo Scriva[1]
  • Il 30 dicembre 1989 tentata strage nei confronti di Natale Palamara e a membri dei Mollica-Morabito[1]
  • Il 21 marzo 1989 viene ucciso Ferdinando Martino ed ex sindaco di Bruzzano per aversi rifiutato di macellare i bovini dei Mollica[1]
  • Il 22 luglio 1989 ucciso Stefano Nocera (Speranza-Scriva-Palamara)[1]
  • Il 30 novembre 1989 ucciso Leo Morabito dei Morabito detti Larè[1][5]
  • Il 25 gennaio 1990 ucciso Vincenzo Romeo vicino agli Scriva[1]
  • Il 2 maggio 1990 ucciso Antonio Stelitano (Mollica-Morabito)[1]
  • Il 4 settembre 1990 ucciso Giuseppe Bello (Mollica-Palamara)[1]
  • L'8 luglio 1992 ucciso Domenico e Giovanni Palamara[1]
  • Il 30 maggio 1996 ucciso Natale Palamara (Mollica-Morabito)[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai Gratteri 2006.
  2. ^ Il patriarca di Andrea Galli, Edizione BUR settembre 2014, p.143
  3. ^ a b Badolati 2009.
  4. ^ 16 maggio 2018, UN PAESE IN STATO D'ASSEDIO, in repubblica.it, 21 aprile 1987.
  5. ^ 16 maggio 2018, IL CECCHINO DELLA ' NDRANGHETA HA UCCISO ANCORA UNA VOLTA, in repubblica.it, 13 marzo 1990.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]