Antonio Pelle

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il mafioso nato nel 1962 ed arrestato il 16 ottobre 2008, vedi Antonio Pelle (1962).

« è indubbio che Pelle si prestò alla 'ndrangheta ma è ugualmente vero che se ne servì »

(Nicola Gratteri)

Antonio Pelle detto Ntoni Gambazza[1], u Vancheddu[1] (San Luca, 1º marzo 1932Locri, 4 novembre 2009) è stato un mafioso italiano della 'ndrangheta e capo della cosca Pelle di San Luca[2].

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Quarto figlio di una famiglia molto povera di San Luca, fin da piccolo svolge l'attività di pastore senza frequentare neanche la scuola elementare. Nel 1957 fu accusato di furto ma rilasciato per insufficienza di prove. L'anno successivo fu colpito a una gamba da un colpo di fucile. Nel 1959 fu assolto dall'accusa di possesso illegale di arma da fuoco.

Nel 1961 fu arrestato per omicidio, tentato omicidio e cospirazione criminale. Fu rilasciato perché erano scaduti i termini della detenzione nel 1970.

Si sposerà con Giuseppa, figlia di Francesco Barbaro, da cui avrà una figlia Elisa Pelle.

La corte d'appello per l'omicidio di Sebastiano Pizzata gli diede 11 anni, 11 mesi e 11 giorni da scontare in carcere. Fu per due anni nel carcere dell'isola di Pianosa in Toscana per poi essere tradotto in un carcere pugliese. Da lì nel febbraio del 1971 si diede latitante finché non fu arrestato una notte lungo la fiumara di Benestare nel novembre del 1977 da 3 carabinieri di pattuglia. In quel periodo avrà altri 3 figli.

Nel 1981 otterrà la grazia dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini e la libertà vigilata[3][4].

Da quell'anno in poi, secondo alcuni pentiti, sarebbe diventato capo-società del Locale di San Luca e inizia a lavorare come operaio forestale[5].

Faida di Motticella[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1985 esplode a Motticella, frazione di Bruzzano Zeffirio e Africo una faida in seno alla famiglia Mollica-Morabito-Palamara-Scriva per la gestione del sequestro della farmacista Concettina Infantino. Uno dei due clan si sarebbe intascato dei soldi senza riferire niente all'altro e inoltre il rifugio in cui fu nascosta era sito in un terreno di una cosca che non fu pagata per aver dato la disponibilità del luogo. Si conclude nel 1990 con 50 morti tra cui per la prima volta per l'area di Africo anche una donna e l'intervento di Giuseppe Morabito e Antonio Pelle[6]

Traffico di droga[modifica | modifica wikitesto]

Il primo febbraio 1988 Antonio Pelle viene individuato al bar Lyons di Buccinasco, vicino Milano, insieme con Giuseppe Morabito e Antonio Papalia probabilmente per definire le modalità per un traffico di eroina con la Turchia gestito dal trafficante conosciuto come Manolo.[7] che gestiva anche un narcotraffico proveniente da Atene in Grecia[8]

A conclusione dell'operazione Lady O degli anni '90, che prende il nome dall'omonima nave che trasportava droga nel Mediterraneo per conto della 'ndrangheta emerge nuovamente il sodalizio di Pelle con Morabito che insieme con i Romeo ed elementi della Sacra Corona Unita incominciarono dal dicembre 1991 l'organizzazione di un traffico internazionale di hashish. Attraverso il narcotrafficante George Seaman e Antonino Giglione (collaboratore dal 1997) avevano incontrano in Libano e a Tangeri in Marocco trafficanti di oppio e hashish. Da lì la Lady O portava la merce sulle coste calabresi[8]. Una riunione sul suddetto traffico sarebbe avvenuta nella Piana di Gioia Tauro per una partita di 100 kg eroina, 30 quintali di hashish e 300 milioni di lire in bombe, kalashnkikov, mitragliatrici Uzi e Bazooka monouso che sarebbero state depositate in un cementificio di Africo[8].

Un'altra rotta segnata dai traffici dei Pelle, dei Romeo e dei Morabito era quella olandese, da Amsterdam, dei camion portavano la droga in un ristorante milanese in Via Gluck[8].

È stato condannato definitivamente a una condanna di 26 anni per traffico di stupefacenti e associazione per delinquere di stampo mafioso. Riforniva i Pesce di eroina a basso prezzo.[9] La sua famiglia fa anche parte dei Nirta.

Ai vertici della 'ndrangheta[modifica | modifica wikitesto]

In dieci processi fu difeso dall'avvocato Giovanni Leone e fu assolto ben 9 volte[10]. Nella struttura gerarchica aveva la dote di vangelo[11].

Nel 1999, secondo il pentito Francesco Fonti[1], avrebbe ricoperto anche la carica di capo crimine nella Provincia succedendo ad Antonio Nirta[12].

Dal 2000 è latitante e deve scontare una pena di 21 anni di carcere[1]. Il 10 giugno 2002 viene assolto definitivamente di essere una figura apicale in seno alla 'ndrangheta[1]. Dal 23 giugno 2004 viene condannato in via definitiva a 26 anni di carcare[1].

Faida di San Luca[modifica | modifica wikitesto]

Antonio Pelle provò a fare da paciere in quella che viene definita come la Faida di San Luca, scoppiata il 10 febbraio 1991, ma riuscì solo a fare in modo di non coinvolgere la sua 'ndrina, i Pelle "Vanchelli". Per sottolineare questo fatto, nel 2007, dopo la Strage di Duisburg, chiede ai suoi familiari in libertà di inviare una lettera al quotidiano Gazzetta del Sud per chiarire che gli omicidi perpetrati a causa della faida non sono da imputare a membri della sua famiglia[13]. Lo stesso giorno della strage, in una intercettazione tra Giovanni Strangio, fratello dell'appena ucciso Sebastiano e Achille Marmo fratello dell'ucciso Marco viene comunicato quanto accaduto e si ricerca immediatamente la presenza di Antonio Pelle usando il suo soprannome[14]:

« GS: "Oh.. Achi... cosa stai facendo? La Mamma è lì?". AM: "No, perché?.. Cosa è successo?". GS: "Achi... la Mamma è lì?". AM: "No, ma perché?". GS. "Vai a dirglielo pe...." e inizia a piangere. AM: "Che c'è?". GS: "È morto mio fratello, è morto mio nipote, è morto tuo fratello, sono morti tutti..." »

Arresto e morte[modifica | modifica wikitesto]

Il figlio, Salvatore Pelle è stato arrestato il 10 marzo 2007.

Invece Antonio Pelle, con un blitz dei carabinieri a Polistena (RC), viene arrestato il 12 giugno 2009 dopo circa 9 anni di latitanza. Si trovava all'ospedale per curare un'ernia strozzata. Alla cattura ha detto: "È tutto finito, è tutto finito"[15]. Dovrà scontare 21 anni di carcere, ma a causa della sua malattia dopo pochi mesi viene messo agli arresti domiciliari.

Ad agosto 2009 sua figlia Elisa Pelle si sposa con Giuseppe Barbaro, figlio di Pasquale Barbaro detto "U castanu". Il matrimonio si tenne al Parco D'Aspromonte a Platì e all'Euro Hotel di Marina di Ardore. Il matrimonio sarebbe stato usato per eleggere in maniera informale il nuovo Capo crimine: Domenico Oppedisano in vista della prossima riunione del Crimine a Settembre durante la Festa della Madonna di Polsi[16].

Antonio Pelle muore a 77 anni la mattina del 4 novembre 2009 presso l'ospedale di Locri, dov'era stato ricoverato la notte del 3 novembre, in seguito a un infarto[17].

L'11 novembre 2009 tre giocatori del San Luca Calcio, squadra militante nella Prima Categoria giocano una partita con il Bianco Calcio con il lutto al braccio[18]. Uno di essi era un parente di Antonio Pelle[19]. A seguito dell'evento, il questore di Reggio Calabria ha imposto al vicepresidente della squadra Giovanni Trimboli presente alla partita il divieto d'accesso allo stadio per un anno. Il Presidente della squadra don Pino Strangio di essere all'oscuro di quanto accaduto e che avrebbe impedito quanto accaduto[19].

Media[modifica | modifica wikitesto]

  • Viene descritta la sua biografia nel terzo episodio del programma televisivo "Kings of crime" del 2017 andato in onda il 19 ottobre sulla rete televisiva Nove[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Biografia di Antonio Pelle, in cinquantamila.it/. URL consultato il 20-10-2017.
  2. ^ La faida è affare di Pelle di Fabrizio Gatti, in Espresso.it. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  3. ^ Il libro. ’Ntoni Gambazza, patriarca della 'ndrangheta, in avvenire.it. URL consultato il 20-10-2017.
  4. ^ Il libro. ’Ntoni Gambazza, patriarca della 'ndrangheta, in .isiciliani.it. URL consultato il 20-10-2017.
  5. ^ a b La 'ndrangheta - Antonio Pelle - Kings of Crime del 19 ottobre 2017, in dplay.com. URL consultato il 21-10-2017.
  6. ^ Il patriarca di Andrea Galli, Edizione BUR settembre 2014, p. 143
  7. ^ Il patriarca di Andrea Galli, Edizione BUR 2014, p. 162-165
  8. ^ a b c d Il patriarca di Andrea Galli, Edizione BUR 2014, p. 167-169
  9. ^ Ordine di custodia cautelare n. 292/89 datata 24/01/1989 della Procura della Repubblica di Palmi.
  10. ^ Da latitante Salvatore Pelle si muoveva solo con bus e treni (PDF), in Gazzetta del Sud. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  11. ^ Era tra i capi riconosciuti del mandamento Ionico-Reggino, in Espresso.it. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  12. ^ Operazione Crimine, p. 577
  13. ^ La faida è affare di Pelle, in l'espresso, 27 agosto 2007. URL consultato il 24 ottobre 2015.
  14. ^ Quella telefonata in codice al boss "Dillo a mamma, sono morti tutti", in Repubblica.it, 31-08-2007. URL consultato il 21-10-2017.
  15. ^ 'Ndrangheta; Preso il boss latitante Antonio Pelle, in Apcom. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  16. ^ 1- LA POTENZA DI UNA COSCA DELLA ‘NDRANGHETA SI MISURA CON I RICEVIMENTI NUZIALI, in Dagospia. URL consultato il 21-10-2017.
  17. ^ Locri: è morto Antonio Pelle, potente boss della 'ndrangheta, in Strill.it. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  18. ^ Muore il boss, lutto al braccio, in Sportmediaset, 11-11-2009. URL consultato il 20-10-2017.
  19. ^ a b Muore il boss Giocatori con il lutto, in repubblica.it, 11-11-2009. URL consultato il 20-10-2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie