'Ndrina Cordì

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Famiglia Cordì
Area di origineLocri
Aree di influenzaLocride
Periodoanni '60 - in attività
BossDomenico Cordì† , Cosimo Cordì, Antonio Cordì, Salvatore Cordì, Vincenzo Cordì.
RivaliCataldo
Attivitàtraffico di droga
estorsione
Favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

I Cordì sono una 'ndrina di Locri, storici rivali dei Cataldo con una fortissima presenza anche a Portigliola, Gerace e Antonimina. A Locri sono alleati con i Floccari.

I Cordì nel resto d'Italia sono stati individuati nelle Marche a Camerino, in Emilia a Modena e a Roma per il traffico di droga[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anni'60 - Faida con i Cataldo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Faida di Locri.

Si ha notizia di dispute fra i Cataldo e i Cordì fin dal 1967. Il 23 maggio di quell'anno venne ucciso nella strage di Piazza Mercato il capobastone ucciso Domenico Cordì, reo di aver rubato 1700 casse di sigarette date dai siciliani ad Antonio Macrì, capobastone della Locride[2] Nel 1969 vengono uccisi per vendetta Giuseppe e Domenico Marafioti.

Anni '90 - La ripresa della faida[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1993 rincomincia la faida con i Cataldo. Nel 2001 viene arrestato in Liguria Antonio Novella[3]. Il 13 ottobre 1997 viene ucciso il capobastone Cosimo Cordì. La squadra di calcio del Locri in una partita osservò un minuto di silenzio per la sua morte. Al suo posto divenne capo Antonio Cordì. Fino al 2005 ha causato oltre 30 morti[4]. A febbraio dello stesso anno venne ucciso dai Cordì Giuseppe Cataldo. Il 31 maggio per vendetta a Siderno fu ucciso Salvatore Cordì, figlio del boss Domenico. La polizia assiste accidentalmente all'omicidio poiché fu per sbaglio acceso il telefonino di Domenico Zucco[5]. Il 18 dicembre 2008 per l'omicidio venne arrestato Antonio Cataldo insieme ai 3 esecutori materiali.

Anni 2000 - L'omicidio Fortugno e la presunta fine della faida[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006, a marzo vennero arrestati diversi membri dei Cordì tra cui il presunto attuale capobastone Vincenzò Cordì e Salvatore Ritorto, ritenuto l'esecutore dell'omicidio del vicepresidente della regione Calabria Francesco Fortugno ucciso nell'ottobre 2005.

  • Il 14 febbraio del 2005 i Cordì uccidono Giuseppe Cataldo.
  • Il 31 maggio 2005 viene ucciso Salvatore Cordì, detto U cinesi dalla cosca dei Cordì[4][6].
  • Il 20 dicembre 2005 vengono arrestate dalla polizia 6 persone presunte affiliate ai Cataldo, di cui due responsabili dell'omicidio del 31 maggio 2005 di Salvatore Cordì[7].
  • Il 27 dicembre 2008 viene arrestato dalla polizia di stato ad Africo il presunto capobastone Pietro Criaco, latitante dal 1997. È accusato di associazione mafiosa e omicidio[8]. È il fratello di Gioacchino Criaco autore del libro Anime nere.
  • Il 20 marzo 2009 viene ucciso a Locri Domenico Cavaleri, il nipote del boss Cordì[9]. Sembrerebbe sia stato ucciso per uno schiaffo dato durante una partita di carte[10].
  • Il 16 settembre 2009 si conclude l'operazione Shark di Polizia e Carabinieri portando a 25 arresti. L'accusa è di usura, crimine perpetrato in tutta la Locride. Nell'operazione ci si è affidati alla collaborazione di Domenico Novella e Bruno Piccolo[11][12].

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 dopo ben oltre quarant'anni dall'omicidio di Domenico Cordì nel 1967 sembra si sia siglata una pace con i Cataldo[13].

  • Il 3 febbraio 2010 i carabinieri, durante l'operazione Leone, arrestano 67 persone che gestiva un traffico di immigrati, tra cui esponenti degli Iamonte e dei Cordì insieme a persone di origine indiana. Sono accusati di associazione a delinquere per favoreggiamento di immigrazione clandestina e per i Cordì anche le modalità mafiose[14][15].
  • Il primo luglio 2010 nell'operazione Giano (avviata nell'ottobre 2009 e continuazione dell'operazione Shark) i carabinieri di Reggio Calabria arrestato 6 persone affiliate ai Cordì a Locri e Melito Porto Salvo. Sequestrano beni dal valore di 1 milione di euro[16].
  • Il 22 dicembre 2010 l'ex consigliere della Regione Calabria Mimmo Crea viene condannato in primo grado a 11 anni di carcere accusato di concorso esterno in associazione mafiosa favorendo i Morabito-Zavettieri, i Cordì e i Talia[17].

Esponenti di spicco[modifica | modifica wikitesto]

  • Domenico Cordì (capobastone fino all'uccisione nel 1967)[18]
  • Cosimo Cordì (capobastone fino all'uccisione nel 13 ottobre 1997)[18]
  • Antonio Cordì detto u ragionieri, capobastone muore di tumore nel febbraio 2005[18][19].
  • Salvatore Cordì, detto u cinesi (1954 - 31 maggio 2005) Capobastone fino alla sua morte per mano di Michele Curciarello nel 2005 durante la Faida di Locri[18], nipote di Antonio Cordì.
  • Vincenzo Cordì, capobastone in carcere[20].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Luigi Pellegrini Editore, 2007, p131, ISBN 88-8101-373-8.
  2. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Luigi Pellegrini Editore, 2007, p130, ISBN 88-8101-373-8.
  3. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Luigi Pellegrini Editore, 2007, p189, ISBN 88-8101-373-8.
  4. ^ a b Operazione Overland new - La ndrangheta importa cocaina anche dalla Repubblica di Santo Domingo [collegamento interrotto], in melito online. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  5. ^ Operazione Overland new - La ndrangheta importa cocaina anche dalla Repubblica di Santo Domingo (PDF) [collegamento interrotto], su db.messinaantiusura.it.
  6. ^ 'Ndrangheta, arrestati quattro boss accusati dell'omicidio Cordì, in Repubblica.it. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  7. ^ 'Ndrangheta, preso Cataldo.il capo del clan di Locri, in Repubblica.it. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  8. ^ Catturato Pietro Criaco latitante da 11 anni, in NuovaCosenza. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  9. ^ Agguato a Locri davanti alla scuola Uomo giustiziato: aspettava il figlio, in Repubblica.it.
  10. ^ Agguato di Locri, ucciso per uno schiaffo. Ora si cerca il killer, in Nuova Cosenza.
  11. ^ Blitz di CC e PS contro la cosca Cordì: 25 arresti, in Nuova Cosenza.
  12. ^ Operazione Shark: alla sbarra clan Cordi', in Antimafia Duemila.
  13. ^ Seconda relazione semestrale del 2010 della DIA, p161
  14. ^ Maxi operazione della Dda in Calabria. Stroncato un traffico di clandestini, in Repubblica.it.
  15. ^ Operazione Leone 67 arresti, in Nuova Cosenza.
  16. ^ Operazione dei CC contro la cosca Cordì 6 arresti tra Locri e Melito PS, in Nuova Cosenza.
  17. ^ ‘Ndrangheta, condannato a 11 anni ex consigliere regionale della Calabria, in Il Fatto quotidiano. URL consultato il 27 dicembre 2010.
  18. ^ a b c d Badolati 2009
  19. ^ LOCRI, È DECEDUTO, DOPO LUNGA E DOLOROSA MALATTIA, IL PRESUNTO CAPO-NDRANGHETA ANTONIO CORDÌ, INTESO "U RAGIUNERI" [collegamento interrotto], in Melito online. URL consultato il 9 ottobre 2010.
  20. ^ Operazione Shark: alla sbarra clan Cordi', in Melito online. URL consultato il 9 ottobre 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]