'Ndrina Agresta

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Famiglia Agresta
Area di originePlatì
Aree di influenzaVolpiano, Corsico, Australia
PeriodoAlmeno 1960 - in attività
BossDomenico Agresta, Saverio Agresto, Antonio Agresta, Natale Agresta
AlleatiMarando
Sergi
Papalia
AttivitàTraffico di droga
estorsione
PentitiDomenico Agresta (1989) alias Micu McDonald

Gli Agresta sono una 'Ndrina della ndrangheta calabrese originaria di Platì. Sono attivi anche in Piemonte, nel comune di Volpiano almeno dagli anni '80 in collaborazione con i Marando e i Trimboli. Analogamente a Corsico e a Buccinasco in provincia di Milano, Volpiano è stata ribattezzata la "Piccola Platì"[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1960 a Platì Domenico Agresta viene condannato per omicidio[2].

Anni '70 - L'esordio in Piemonte[modifica | modifica wikitesto]

Arrivano negli anni '70 in Piemonte con il soggiorno obbligato, insieme ai Marando e ai Trimboli, quando tutta la zona del torinese è dominata dai clan catanesi. Dopo lo smantellamento delle cosche siciliane da parte delle forze dell'ordine , già dagli anni '80 prendono il predominio della zona di Volpiano[3]. In particolare Domenico Agresta emigra nel 1974 a Volpiano insieme ai figli Saverio e Antonio[2]. Nel 1977 vengono arrestati Saverio e Domenico Agresta accusati di aver organizzato ed eseguito il sequestro del ventottettenne Carlo Bongiovanni[2].

Nel novembre 1992 vengono arrestate a Volpiano 28 persone e sequestarti 53 chili di cocaina ed eroina, i capo dell'organizzazione erano Saverio e Antonio Agresta in collaborazione con Natale e Saverio Trimboli[3]. I soldi derivanti dal traffico di droga vennero reinvestiti in loco in attività legali.

Anni '90 - Traffico di droga[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 viene scoperto un traffico internazionale di droga gestito dalle 'ndrine di Volpiano che coinvolgeva anche la malavita turca, criminali portoghesi e pachistani[3].

Domenico Agresta, residente a Volpiano, sarebbe l'autore dell'omicidio del piastrellista Giuseppe Trapasso, di San Benigno, reo di un debito di droga non pagato, avvenuto il 16 ottobre 2008[4].

Anni 2010 - Gioco d'azzardo illegale[modifica | modifica wikitesto]

A Leinì e Settimo Torinese, in Provincia di Torino fino al 2012 avrebbero gestito i profitti di videopoker manomessi, come si evince dall'operazione Minotauro[5].

Esponenti di spicco[modifica | modifica wikitesto]

  • Natale Agresta, capo storico del Locale di Volpiano, gli succedette Pasquale Marando[3]
  • Antonio Agresta(1960), detto Totu i Natale, capo-locale di Volpiano secondo il pentito Rocco Varacalli, per ora condannato in primo grado a 10 anni e 8 mesi di carcere per l'inchiesta Minotauro del 2012[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ MAFIE IN PIEMONTE: QUANDO VOLPIANO E PLATÌ PARLANO LO STESSO DIALETTO, in omicronweb, 24-03-2013. URL consultato il 25-10-2013.
  2. ^ a b c I segreti di Micu, il rampollo criminale pentito, in lastampa.it, 24-04-2017. URL consultato il 02-201-2017.
  3. ^ a b c d e MAFIE IN PIEMONTE: QUANDO VOLPIANO E PLATÌ PARLANO LO STESSO DIALETTO, in omicronweb, 24-03-2013. URL consultato il 25-10-2013.
  4. ^ Gianni Giacomino, 30 anni ai complici di Agresta, in il risveglio online, 9-02-2012. URL consultato il 25-10-2013.
  5. ^ Massimiliano Ferraro, Minotauro: bische e videopoker per mantenere i detenuti, in Narcomafie, 16-01-2013. URL consultato il 25-10-2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]