'Ndrangheta nel Lazio

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Presenza della 'ndrangheta nel Lazio (2017)
Presenza della 'ndrangheta a Roma - 2012 (Arancione chiaro) - 2018 (Arancione)

La presenza della 'ndrangheta nel Lazio comincia dagli anni '70[1]. Le 'ndrine più attive sul territorio sono quelle dei Piromalli, dei Gallace e dei Morabito.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Locali[modifica | modifica wikitesto]

Al 2018 non è attestata la presenza di locali. Secondo il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri la non presenza di locali nel comune di Roma è una scelte delle 'ndrine più importanti come scelta di considerare la città a disposizione di tutta l'organizzazione[2].

'ndrine[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito un elenco delle 'ndrine:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anni '70 - Il sequestro Paul Getty e il sequestro Moro[modifica | modifica wikitesto]

Fu il 10 luglio del 1973 che fu sequestrato a Roma John Paul Getty III per volere dei Mammoliti, Piromalli e Femia, e liberato solo il 17 dicembre dello stesso anno lungo l'autostrada Salerno-Reggio Calabria all'altezza di Lauria in Basilicata, dopo cinque mesi di segregazione e il pagamento di un miliardo e settecento milioni di lire.

Da una telefonata intercettata nel 1978 tra il segretario di Aldo Moro Sereno Freato e Benito Cazora, deputato della Democrazia Cristiana, secondo alcune ricostruzioni incaricato di tenere i rapporti con la malavita calabrese, avvenuta otto giorni prima della morte di Moro, nella quale Freato cerca di avere notizie sulla prigione di Moro. Dall'intercettazione risulterebbe che la 'ndrangheta aveva a disposizione alcune foto di via Fani (forse quelle relative al rullino sparito o delle loro copie) e che in una di queste vi fosse "un personaggio noto a loro".[3] Secondo quanto riferito nel 1991 da Cazora sarebbero stati alcuni esponenti della 'ndrangheta, in stato di soggiorno obbligato, ad offrire ad alcuni esponenti della DC la propria collaborazione per individuare il luogo della prigionia di Moro, in cambio della possibilità di riottenere la libertà di movimento, ma questa collaborazione non venne comunque realizzata.[4]. Il 13 luglio 2016 il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul caso Moro, Giuseppe Fioroni rivela che: "Grazie alla collaborazione del Ris dell'Arma dei Carabinieri, possiamo affermare con ragionevole certezza che il 16 marzo del 1978 in via Fani c'era anche l'esponente della 'ndrangheta Antonio Nirta[5]. Antonio Nirta, soprannominato Due nasi è il nipote dell'omonimo boss, già nominato dal pentito Saverio Morabito in relazione con uno dei sequestratori ed il generale Franceso Delfino[5].

Anni '80 - L'insediamento dei Morabito-Palamara[modifica | modifica wikitesto]

In questo periodo si radicano a Roma i Morabito-Palamara-Scriva[6].

Anni '90[modifica | modifica wikitesto]

Anni 2000 - Lo scioglimento di Nettuno ed ii sodalizio coi Casamonica[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2005 viene sciolto il primo comune laziale: Nettuno, per l'infiltrazione dei Gallace, ora sotto processo Appia[7].

Nel 2009 viene sequestrato il bar Cafè de Paris di via Veneto per presunte infiltrazioni degli Alvaro avvenuto quando fu acquistato nel 2005 da un nullatenente di Sant'Eufemia d'Aspromonte prestanome di Vincenzo Alvaro (dissequestrato poi in appello)[8][9]. Nel giugno 2011 viene nuovamente sequestrato insieme ad altri locali:il Bar "Pedone" a Tuscolano e il "naturista" nella Salaria[8]. Attraverso diverse società avrebbero anche gestito: il Gran Caffè Cellini in piazza Capecelatro, il Time out Café di via di Santa Maria del Buon Consiglio, il ristorante La Piazzetta in via Tenuta di Casalotto, il bar Clementi di via Gallia, il bar Cami di viale Giulio Cesare, il bar California in via Bissolati, il ristorante Federico I in via della Colonna Antonina, la società di pulizie Miss Clean[8].

Il 25 marzo 2010 viene scoperto un sodalizio tra Pietro D'Ardes, Rocco Casamonica e affiliati alla 'ndrangheta dei Piromalli-Molè e Alvaro per il riciclaggio dei proventi illeciti e costituzione di società (15 sequestrate) per la partecipazione ad appalti pubblici[10].

Oggi - Tivoli e i Castelli romani[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 novembre 2012 da una inchiesta della DDA di Catanzaro emerge il presunto coinvolgimento della cosca Mancuso per la messa in opera a Roma della rete di fibre ottiche per internet e del coinvolgimento con Paolo Coraci fondatore di una loggia massonica che avrebbe chiesto il sostegno elettorale per D'Ambrosio in cambio di appalti nel Lazio, Lombardia e Veneto[11].

Secondo una mappa del 2012 del quotidiano Repubblica nella città di Roma i Morabito-Bruzzaniti-Palamara, gli Speranza e gli Scriva controllano Flaminio e zona Nord, i Marando, i Sergi e i Gallace San Basilio, gli Alvaro, i Gallico e i Pelle il Centro, Prati, San Giovanni e i Parioli, gli Ierinò Borghesiana, i Gallace e gli Alvaro infine si trovano nuovamente a Tor Bella Monaca[12].

Il 24 gennaio 2013 a Roma, in via della Castelluccia di San Paolo in zona ardeatina, viene ucciso il locale boss dei Nirta, Vincenzo Femia, in risposta al divieto dello stesso di far espandere la 'ndrina di Giovanni Pizzata nel mercato della droga romano. Gli esecutori materiali dell'omicidio sono i figli di Pizzata: Francesco e Antonio Pizzata e di Massimiliano Sestilo condannati dalla III Corte d'Assise all'ergastolo nel giugno 2016[13].

Il 22 ottobre 2013 si conclude il primo grado del processo Appia iniziato nel 2002 contro presunti membri delle cosche Gallace-Novella insediati a Nettuno[14].

Ad ottobre 2013 viene sequestrato l'hotel Gianicolo e già confiscato ad aprile riconducibile ai Gallico[8].

Il 4 dicembre 2014 si conclude l'operazione Caput mundi in cui a Roma vengono sequestrati beni mobili e immobili dal valore di 3,5 milioni di euro riconducibili ai Gallico, tra cui il bar Chigi[15].

Sempre a dicembre 2014 tocca il sequestro alla Boutique del Gioiello in via Trionfale e ad attività dell’allevamento e compravendita di carni e della commercializzazione di fiori nei pressi del cimitero di Prima Porta a presunti affiliati agli Scriva, Morabito e Mollica[8].

A luglio 2015 vengono sequestrati altri locali riconducibili agli Alvaro nella zona del Pantheon:Il Faciolaro”, “La rotonda” ed il “Baroccio”[8] e ad ottobre il Casina Favolosa” e il ristorante “M’addubbai di Piazza Bologna questa volte forse afferenti ai Mancuso.

Il 15 dicembre 2015 si conclude l'operazione Tivoli Silentes del Comando Provinciale di Roma che porta all'arresto di 9 persone di cui 4 presunti affiliati ai Nirta-Romeo-Giorgi con sequestri a Tivoli, Guidonia Montecelio, Castelnuovo di Porto ma anche ad Africo e Bovalino[16][17].

Il 20 giugno 2017 si conclude l'operazione Tempio della polizia e della Guardia Civil spagnola che scopre i Filippone-Bianchino-Petullà di Melicucco in azione con organizzazioni criminali romane per traffico di cocaina proveniente dal Sud America e passante dalla Spagna e destinato ai quartieri ovest di Roma: Torrevecchia, Primavalle, Casalotti e Ottavia ed al comune di Montespaccato e Rieti e fuori dalla regione a Forlì e Spoleto[18]. Vengono arrestate 54 persone[18].

Il 10 ottobre 2017 la DDA di Roma conclude l'operazione La Romana - Fireman e scopre un gruppo criminale romano che trafficava droga proveniente dal Sud America, passante dalla Repubblica Dominicana che arrivava o all'aeroporto di Malpensa a Milano o al porto di Palermo o di Cagliari e destinata agli Alvaro di Sinopoli. 19 gli arrestati tra cui anche i dominicani Rony Berroa e Angelica Zarzuela, mentre un alto ufficiale della Policía Nacional dominicana, Santos Medina, è ancora latitante[19][20].

Il 21 marzo 2018 vengono effettuati 19 arresti a Roma di presunti elementi appartenenti al clan Licciardi della Camorra e ai Filippone e Gallico accusati di traffico di droga[21][22]

Il 24 aprile 2018 nel rapporto 2018 "Mafie nel Lazio" dell’Osservatorio per la sicurezza e la legalità della regione Lazio emergerebbe che gruppi criminali riconducibili alla Camorra e alla 'ndrangheta svolgono attività di narcotraffico e di gestione dei rifiuti[23].

Il 26 aprile 2018 si esegue un sequestro tra la Calabria (Montepaone, Satriano, Davoli e Taverna) e Roma nei confronti di una persona affiliata ai Gallace già perseguita a luglio 2013 nell'operazione Itaca-Freeboat[24].

L'11 luglio 2018 vengono arrestate a Rocca di Papa (Roma) 4 persone e sequestrati loro beni del valore di 4 milioni di euro in quanto accusati di intestazione fittizia di beni, trasferimento fraudolento di valori, finalizzato ad eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali. Sarebbero in relazione con i Molè[25][26].

Comuni sciolti[modifica | modifica wikitesto]

Presenza della 'ndrangheta per provincia[modifica | modifica wikitesto]

Provincia di Roma[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 luglio 2019 vengono sequestrati dalla Polizia di Roma beni mobili e immobili del valore di 120 milioni di euro di cui alcuni a Roma, Rignano Flaminio, Morlupo, Campagnano di Roma e Grottaferrata ma anche un fondo patrimoniale e un contratto di rete di Impresa ai presunti affiliati Antonio Placido Scriva, Domenico Morabito, Domenico Antonio Mollica, Giuseppe Velonà, Salvatore Ligato delle 'ndrine dei Morabito-Palamara-Scriva[6].

località 'ndrine Attività illecite
Roma Alvaro[8], Bruzzaniti, Filippone[18], Gallace, Gallico[8], Mollica[8], Morabito, Ierinò, Nirta-Strangio[13], Palamara, Pelle, Piromalli, Sergi, Scriva, Vottari riciclaggio di denaro[8], estorsione, traffico di droga (Operazione Tempio del 2017[18]), esercizi commerciali
Monterotondo Bruzzaniti[12]
Montespaccato Filippone[18] Traffico di droga[18]
Morlupo Morabito[12]
Rocca di papa Molè[25] Intestazione fittizia di beni (2018)[25]
Nettuno Gallace, Monterosso[7]
Rieti Filippone[18] Traffico di droga[18]
Tivoli Giorgi[17] Traffico di droga (Operazione Tivoli-Silentes del 2015[17])

Provincia di Latina[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 le operazioni Damasco e Damasco 2 della DDA di Roma arrestano Carmelo Giovanni Tripodo dei Tripodo-Trani dell'area dell'Agro Pontino che già nel 1983 fu accusato di associazione a delinquere con finalità estorsive[27].

Nel 2014 si conclude il processo Damasco 2 condannando per associazione a delinquere Carmelo e Venanzio Tripodo e Aldro Trani[28].

Il 30 marzo 2017 vengono sequestrati a Fondi nei confronti dei Tripodo beni del valore di 3 milioni di euro[27].

Il 6 gennaio 2019 vengono confiscati beni del valore di quasi 3 milioni di euro a Carmelo Giovanni Tripodo, figura di spicco nel Basso Lazio che già era stato condannato in appello nel 2013 al carcere per intestazione fittizia di beni, associazione mafiosa e traffico di stupefacenti[29][28]. Il 2 ottobre 2019 muore a Fondi Carmelo Giovanni Tripodo e di cui vengono vietati i funerali pubblici[30].

località 'ndrine Attività illecite
Latina Alvaro[31], Gangemi[31], Strangio[31]
Aprilia Strangio[31]
Fondi Pesce-Bellocco[31], Tripodo[27][31] Gestione del MOF (Operazione Damasco 1-2 del 2009)

Provincia di Viterbo[modifica | modifica wikitesto]

località 'ndrine Attività illecite
Viterbo e provincia[32] Nucera[33], Mammoliti[33], Libri[33], Mollica[33] Smaltmento rifiuti[33], strutture alberghiere[33]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La rivelazione del pentito: «A Nettuno comanda Giacomo», in Repubblica.it.
  2. ^ Gratteri: “‘Ndrangheta compra alberghi e ristoranti in centro storico”, in dire.it, 21 nomvebre 2018. URL consultato il 21 nomvebre 2018.
  3. ^ Il caso Moro Archiviato l'11 ottobre 2008 in Internet Archive., di Gianluca Neri, dal sito fisicamente.net
  4. ^ Caso MORO: i fatti del 1991, su almanaccodeimisteri.info
  5. ^ a b Caso Aldo Moro, un boss della 'ndrangheta presente sul luogo del sequestro: la svolta in una fotografia, in quotidianodelsud.it, 13 luglio 2016.
  6. ^ a b Attacco agli affari della 'ndrangheta a Roma, sequestrati 173 immobili e beni per 120 milioni di euro, in repubblica.it, 3 luglio 2019. URL consultato il 4 luglio 2019.
  7. ^ a b ‘Ndrangheta a Nettuno, la rivelazione del pentito Belnome: «A Nettuno comanda Giacomo, in inliberauscita.it.
  8. ^ a b c d e f g h i j Il Cafè de Paris di Roma, da Mastroianni alla ‘ndrangheta, in linkiesta.it, 5 dicembre 2012. URL consultato il 23 novembre 2017.
  9. ^ La "dolce vita" delle mafie a Roma, in repubblica.it, 23 novembre 2017. URL consultato il 23 novembre 2017.
  10. ^ Patto criminale tra Casamonica e 'ndrangheta le mani su appalti pubblici, miravano ai rifiuti, in Repubblica.it.
  11. ^ Cosca Mancuso-Tripodi voleva lavori terremoto Abruzzo, in Gazzettadelsudonline.
  12. ^ a b c La rivelazione del pentito: «A Nettuno comanda Giacomo», in Terranews.it (archiviato dall'url originale il 3 settembre 2012).
  13. ^ a b Roma, omicidio Femia: ergastolo per il commando che uccise il boss della 'ndrangheta, in corriere.it, 6 giugno 2016. URL consultato il 12 gennaio 2017.
  14. ^ ‘Ndrangheta, prima condanna a Roma: 190 anni ai membri del clan Gallace, in ilfattoquotidiano.it, 22 ottobre 2013. URL consultato il 29 ottobre 2018.
  15. ^ ’Ndrangheta, colpita a Roma la cosca Gallico. Sequestrato anche il Bar Chigi, in ilsole24ore.it, 4 dicembre 2014. URL consultato il 29 ottobre 2018.
  16. ^ Operazione Tivoli Silentes, le mani della 'ndrangheta sulla provincia di Roma, in antimafiaduemila.com, 15 dicembre 2015. URL consultato il 23 gennaio 2017.
  17. ^ a b c 'Ndrangheta, droga e sfruttamento minori: nove arresti tra Lazio e Calabria, in repubblica.it, 15 dicembre 2015. URL consultato il 23 gennaio 2017.
  18. ^ a b c d e f g h Operazione Tempio: traffico internazionale di droga, 54 indagati a Montespaccato e Torrevecchia „Patto tra romani e ndranghetisti, scoperto traffico di droga: 587 chili di cocaina sequestrati“, in romatoday.it, 20 giugno 2017. URL consultato il 14 marzo 2018.
  19. ^ Traffico internazionale di droga: 19 arresti. Stupefacenti destinati anche alla 'ndrangheta, in repubblica.it, 10 ottobre 2017. URL consultato il 2 luglio 2018.
  20. ^ Narcos e 'ndrangheta scelgono Roma: «Sempre più snodo centrale del traffico di droga», in espresso.it, 11 ottobre 2017. URL consultato il 2 luglio 2018.
  21. ^ Camorra e 'ndrangheta a Roma, 19 arresti, in repubblica.it, 21 marzo 2018. URL consultato il 21 marzo 2018.
  22. ^ Camorra e ’ndrangheta, 19 arresti a Roma, in stampa.it, 21 marzo 2018. URL consultato il 21 marzo 2018.
  23. ^ “Camorra e ‘ndrangheta nei settori finanziari, appalti e rifiuti del Viterbese”, in tusciaweb.eu, 24 aprile 2018. URL consultato il 26 aprile 2018.
  24. ^ 'Ndrangheta, sequestrati beni per 30 milioni in Calabria e a Roma, in tg24.sky.it, 26 aprile 2018. URL consultato il 26 aprile 2018.
  25. ^ a b c ’Ndrangheta ai Castelli romani, tre arresti, in stampa.it, 11 luglio 2018. URL consultato l'11 luglio 2018.
  26. ^ Ndrangheta a Rocca di Papa: tre arresti nella cosca Molè.Ndrangheta ai Castelli: strutture ricettive in mano alla cosca Molè, sequestrati beni per 4 milioni di euro“, in romatoday.it, 11 luglio 2018. URL consultato l'11 luglio 2018.
  27. ^ a b c Sequestrato un patrimonio di 3 milioni di euro al clan Tripodo di Fondi, in latinatoday.it, 30 marzo 2017. URL consultato il 6 gennaio 2019.
  28. ^ a b Latina, processo Damasco 2: la Cassazione conferma le condanne ai Tripodo e Aldo Trani. Quattro gli annullamenti con rinvio, in ilmessaggero.it, 4 settembre 2014. URL consultato il 4 ottobre 2019.
  29. ^ 'Ndrangheta, maxi confisca di beni a Carmelo Giovanni Tripodo, in latinatoday.it, 3 gennaio 2019. URL consultato il 6 gennaio 2019.
  30. ^ 'Ndrangheta: morte boss Carmelo Tripodo, Questura di Latina vieta funerali pubblici, in ilmessaggero.it, 30 settembre 2019. URL consultato il 6 ottobre 2019.
  31. ^ a b c d e f Ecco i clan che comandano a sud di Roma, in Repubblica.it, 10 novembre 2015. URL consultato il 10 novembre 2015.
  32. ^ La “via romana” della ‘ndrangheta, in corrieredellacalabria.it, 23 aprile 2018. URL consultato il 24 aprile 2018.
  33. ^ a b c d e f Le mani della 'ndrangheta sulla provincia di Viterbo, in viterbooggi.eu.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]