Pierluigi Marquis

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pierluigi Marquis

Presidente della Valle d'Aosta
Durata mandato 10 marzo 2017 –
11 ottobre 2017
Vice Laurent Viérin
Predecessore Augusto Rollandin
Successore Laurent Viérin

Dati generali
Partito politico Stella Alpina
Titolo di studio laurea in Architettura
Professione architetto

Pierluigi Marquis (Aosta, 30 maggio 1964) è un politico italiano, presidente della regione Valle d'Aosta dal marzo all'ottobre del 2017.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È stato vicesindaco di Saint-Vincent dal 2003 al 2010. Viene eletto al consiglio regionale della Valle d'Aosta nelle elezioni regionali del 2013 con il partito Stella Alpina, di cui è stato successivamente capogruppo dal 29 luglio 2015 al 19 marzo 2017.

Presidente della Valle d'Aosta[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 marzo 2017, dopo una mozione di sfiducia verso la giunta di Augusto Rollandin, viene nominato presidente della regione[1].

Di seguito è riportata la composizione della giunta da lui presieduta[1].

Assessore Partito Incarico
Pierluigi Marquis SA Presidente della Regione
Laurent Viérin UVP Vicepresidente della Regione
Assessore all'agricoltura e risorse naturali
Fabrizio Roscio ALPE Assessore alle attività produttive, energia, politiche del lavoro e ambiente
Albert Chatrian ALPE Assessore al bilancio, finanze, patrimonio e sociatà partecipate
Chantal Certan ALPE Assessore all'istruzione e cultura
Stefano Borrello SA Assessore alle opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica
Luigi Bertschy UVP Assessore alla sanità, salute e politiche sociali
Claudio Restano PNV Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti

Si è dimesso dall'incarico il 10 ottobre, dopo aver ricevuto un avviso di garanzia nell'ambito di un'inchiesta dove è indagato per concorso in calunnia.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Marquis nuovo presidente Regione Vda, ansa.it, 10 marzo 2017. URL consultato il 3 novembre 2017.
  2. ^ Val d'Aosta: il presidente Marquis indagato per calunnia, si dimette, in La Repubblica, 10 ottobre 2017. URL consultato il 10 ottobre 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]