Mario Ceretto

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Mario Luigi Giovanni Ceretto (Cuorgnè, 10 novembre 1929Orbassano, 23 maggio 1975) è stato un imprenditore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È stato sequestrato e ucciso dalla ‘ndrangheta il 23 maggio 1975.[1]

Partigiano a quindici anni non ancora compiuti nella formazione di Giustizia e Libertà, VI Divisione GL,[2]nel dopoguerra prende parte a molteplici riunioni degli industriali a Torino, incontrando, tra gli altri, Adriano Olivetti, ed impegnandosi in iniziative per lo sviluppo economico del proprio territorio[3].

Nel 1975 è candidato sindaco in una lista indipendente e si oppone alla proposta di Giovanni Iaria, originario di Condofuri giunto in Canavese in soggiorno obbligato, di entrare a farne parte[4].

Sequestrato nella notte del 22 maggio davanti a casa e condotto in una cascina di Orbassano, nella cintura torinese, il 23 maggio, per la sua reazione di rifiuto a trattare coi rapitori, viene barbaramente ucciso.[5]. Alla famiglia giunge la richiesta telefonica di riscatto, ma il 27 maggio nei pressi della stessa cascina è rinvenuto il suo cadavere[6].

Il sindaco di Cuorgnè, Luigi Viano, ex comandante partigiano G.L. "Bellandy", proclama il lutto cittadino e ne ricorda la figura: "Combattente tenace delle cause giuste, caduto per difendere la sua libertà, quella della sua famiglia e di noi tutti, e per non accettare imposizioni o umilianti ricatti, era stato giovanissimo partigiano e da quel periodo e dagli insegnamenti del padre aveva appreso i valori della dignità umana".[7]

Come afferma in quei giorni Pietro Rolando, sindacalista della Cgil: "In Cuorgnè esistono persone di chiaro stampo mafioso (..) Mario Ceretto era un uomo di molto coraggio e non aveva paura di nulla. Sebbene ultimamente per intimidirlo erano stati compiuti atti di sabotaggio sui macchinari delle sue aziende. Poi c'è stata la sua morte e adesso Cuorgnè vive nel terrore". [8]

La moglie indica chiaramente tra i responsabili del sequestro Giovanni Iaria, che insieme al guardaspalle Luigi "Gino" De Stefano, si presenta a lei l’indomani della scomparsa del marito, offrendosi di rilevare quote della sua attività[9], ma il Processo di Primo Grado, concentra l’attenzione sulle figure minori, condannando i manovali. [10]

Molti errori sono stati commessi in questa fase per una impostazione “distorta e illogicamente riduttiva”[11] nei confronti di un sequestro finito male, dando fiato a false supposizioni, riportate anche da certa stampa dell’epoca, dimostratesi poi del tutto infondate e smentite dalle indagini giudiziarie successive. Mario Ceretto nella sua prigionia ha tentato di liberarsi, vedendo probabilmente in volto uno dei suoi rapitori. Per questo è stato ucciso, colpito con un masso alla testa.  

La Corte di Assise d’Appello conferma la condanna all’ergastolo all’esecutore materiale del delitto, Giovanni Caggegi, ma riconsiderando il sequestro nell'ambito più esteso dell’azione della ‘ndrangheta, ne condanna anche gli organizzatori.

La Corte di Cassazione nel 1982 rinvia per irregolarità gli atti alla Corte d’Appello di Genova, dove il giudizio si conclude con un’assoluzione per insufficienza di prove dei mandanti, precedentemente condannati. È un monsignore del Vaticano, Don Simeone Duca con la collaborazione di Don Stilo[12] di Africo Nuovo ad intervenire presso il magistrato della Corte di Cassazione di Roma, col risultato di scagionare definitivamente i principali responsabili, fra cui Rocco Lo Presti. [13]

Dopo il suo brutale assassinio, l’assoluzione dei suoi principali responsabili, ancora oggi siti di documentazione rilanciano informazioni false e destituite di ogni fondamento, senza alcun rispetto per la verità e nei confronti di chi ha pagato con la vita il proprio rifiuto ad ogni compromesso con la ‘ndrangheta.

In sua memoria è stato creato l'Archivio Mario L.G. Ceretto di cinema e letteratura.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.lastampa.it/2012/05/23/cronaca/mafia-in-piemonte-le-tappedi-un-cammino-iniziato-con-il-sangue-JCRjDv2elJ8ltYh8cVTF8N/pagina.html.
  2. ^ Banca dati del Partigianato piemontese. Dettaglio: CERETTO MARIO, su intranet.istoreto.it. URL consultato l'8 dicembre 2017.
  3. ^ legislature.camera.it, http://legislature.camera.it/_dati/leg06/lavori/stenografici/sed0404/rsi0404.pdf.
  4. ^ SORVEGLIATO SPECIALE EX VICESEGRETARIO DEL PSI TORINESE IN ODORE DI MA - la Repubblica.it, su ricerca.repubblica.it.
  5. ^ DROGA, SEQUESTRI E TERRORISMO IL DRAMMA DI UNA FAMIGLIA - la Repubblica.it.
  6. ^ https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg17/file/repository/commissioni/intimidazioni17/intimidazioni-013definitivo.pdf.
  7. ^ "Gazzetta del Popolo", domenica 1 giugno 1975
  8. ^ "Stampa Sera", 23 giugno 1975
  9. ^ https://www.docsity.com/it/sociologia-delle-criminalita-organizzata-15/1979032/
  10. ^ Giovanni Iaria, di cui Mario Ceretto aveva rifiutato la candidatura per le sue compromissioni mafiose, nel 1975 viene eletto nelle liste del PSI a Cuorgnè, dove sarà a lungo amministratore locale e godrà di appoggi istituzionali, malgrado condanne e provvedimenti a suo carico.https://books.google.it/books?id=qfPIDQAAQBAJ&pg=PT80&lpg=PT80&dq=mario+ceretto&source=bl&ots=z1bA-0C6v5&sig=ACfU3U2KcNB25_DXBGNRHyt5YMEr2vlLyA&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjT7I-Xhp3gAhVDgxoKHRGiC7A4KBDoATAEegQIBRAB#v=onepage&q=mario%20ceretto&f=false
  11. ^ Come riporta la sentenza della Corte di Assise e di Appello di Torino del 19 novembre 1980, pag.38
  12. ^ LA ' NDRANGHETA VOLEVA RAPIRE BERLUSCONI - la Repubblica.it, su ricerca.repubblica.it.
  13. ^ Da allora nessuno ha più contrastato l'infiltrazione della ‘ndrangheta in Canavese, come emerge dall’Operazione Minotauro e dalla vasta rete di connivenze politiche, economiche e sociali presenti sul territorio. https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/04/30/ex-attache-della-ferrero-pranzo-nella.html

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Martelli, La guerra mafiosa. Mille morti in dieci anni. La sfida della 'ndranghita' calabrese alla democrazia italiana, Editori Riuniti, 1981.
  • Sergi Pantaleone, La 'Santa'violenta. Storie di 'ndrangheta e di ferocia, di faide, di sequestri, di vittime innocenti, Edizioni Periferia, 1991, pag.147.
  • Mario Bertotti, Appunti per una storia di Cuorgnè, Editore R. Enrico, 1982, pag. 894.
  • Paola Bellone, Tutti i nemici del procuratore. L'omicidio di Bruno Caccia, Editore Laterza, 2017, pag.228.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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