Borgia

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Corona real abierta.svg
Borgia
Escudo de la familia Borja.svg
In campo giallo e verde, con bordatura rossa o oro con fiammelle d'oro o verdi, vi è un toro colore rosso: «l'animale, simbolo delle loro origini pastorali, era l'immagine della temibile arditezza del loro clan guerriero».[1]
Stato
Casata di derivazione Borgia
Titoli
  • principe di Teano, Carinola, Tricarico, Andria, Venafro, Squillace
  • Grande di Spagna
  • duca di Gandia, Sessa, Valentinois, Romagna, Nepi, Camerino, Palestrina
  • marchese di Llombai, Navarrès
  • conte di Dyois, Alvito
Fondatore Alfonso de Borja (papa Callisto III)
Data di fondazione 1455
Etnia aragonese-valenciana
Rami cadetti
« Contemporanei e posteri ne hanno fatto dei mostri capaci d'ogni frode e scelleratezza. Su di loro sono stati versati fiumi non d'inchiostro, ma di fiele.[2] »
(Roberto Gervaso)

I Borgia furono una delle famiglie più influenti d'Italia nel XV e XVI secolo. Il cognome della famiglia, sia in catalano che in castigliano era Borja, dal paese d'origine della casata, anche se attualmente in spagnolo è molto più utilizzata la forma italiana di Borgia. I membri di questa famiglia con i loro intrighi spesso definiti torbidi, dominarono la scena italiana a cavallo tra il XV e il XVI secolo, grazie anche allo sfrenato nepotismo prima di Papa Callisto III e poi suo nipote papa Alessandro VI, che cercò di favorire con ogni mezzo i figli e i parenti.

Numerosi episodi oscuri, spesso ingigantiti dai loro oppositori, caratterizzarono il pontificato di Alessandro, fornendo materiale per una sterminata letteratura nei secoli a venire: dal libertinaggio nel Palazzo Apostolico ai presunti amori incestuosi, dai delitti verso gli oppositori o i più ricchi cardinali della Curia romana (per incamerarne gli averi), fino anche al supposto fratricidio di Giovanni da parte di Cesare. Ombre che si addensarono anche nelle campagne militari del Valentino, temuto per la sua ferocia, o nella turbolenta vita matrimoniale di Lucrezia Borgia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La stirpe valenciana era di antiche origini aragonesi, risalenti al XII secolo. A Xàtiva, dove nacque il futuro papa Alessandro VI, poi a Gandia, entrambe nella zona catalanofona del regno di Valencia, la famiglia Borgia acquistò, a partire dal XIV secolo, un crescente potere e prestigio. In quell'epoca il regno di Valencia faceva parte della Corona d'Aragona.

L'ascesa della famiglia Borgia[modifica | modifica wikitesto]

Alfonso Borgia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Papa Callisto III.

Verso la metà del XV secolo, i Borgia si trasferirono a Roma al seguito del cardinale Alonso Borgia (il cui nome fu italianizzato in "Alfonso"), eletto papa nel 1455 con il nome di Callisto III.

Rodrigo Borgia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Papa Alessandro VI.

In seguito anche Roderic Borgia (il cui nome fu italianizzato in "Rodrigo"), nipote di Alonso, fu elevato al soglio pontificio nel 1492 con il nome di Alessandro VI.

Rodrigo ebbe svariati figli da donne sconosciute:

Da cardinale, ebbe quattro figli da Vannozza Cattanei, nobildonna di origine mantovana, che a Roma svolgeva l'attività di locandiera:

Probabilmente ebbe anche una figlia da Giulia Farnese:

  • Laura Orsini (1492-1530), riconosciuta dal marito di Giulia e andata poi in sposa a Niccolò della Rovere, nipote di Papa Giulio II.

Durante il suo papato ebbe altri due figli da donne sconosciute:

  • Giovanni Borgia (1498–1547/9) detto Infans Romanus, che per alcuni storici sarebbe il frutto della relazione fra Lucrezia Borgia e di Pedro Calderon, paggio del Papa.
  • Rodrigo Borgia (1502/3–1527), riconosciuto da Papa Leone X come figlio di Alessandro VI e una donna sconosciuta, secondo alcuni sarebbe in realtà figlio illegittimo di Francesco Borgia, cardinale di Cosenza.[3]

Epilogo della saga dei Borgia, peraltro mecenati e amanti dell'arte, fu la misteriosa morte del pontefice che si disse provocato dal veleno. Altri invece parlano di febbre terzana.[4]

Cesare Borgia[modifica | modifica wikitesto]

Presunto ritratto di Cesare Borgia, dipinto da Altobello Melone.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cesare Borgia.

Cesare fu il primo figlio di Rodrigo Borgia con Vannozza Cattanei e nacque probabilmente il 13 settembre 1475. Secondo le disposizioni del padre fu iniziato alla carriera ecclesiastica, tanto che non appena si laureò, suo padre lo fece cardinale. Crescendo, divenne anche un uomo abile sia in politica sia in guerra. In seguito alla morte del fratello Giovanni di Gandia, rinunciò alla porpora cardinalizia e divenne un condottiero.

Come militare si mise al servizio di Luigi XII di Francia, che lo nominò duca di Valentinois, da cui deriva il suo soprannome de «il Valentino». Con le truppe pontificie invase vari stati presenti in Romagna, sconfiggendone i signori, riunificandone i territori e venendo nominato dal padre nel 1501: duca di Romagna.[5] Figura di spicco nel Rinascimento italiano, colpì molto l'opinione pubblica dell'epoca, per la sua rapida ascesa a livello militare, per l'astuzia con cui si vendicò dei nemici, e per la maestria con cui amministrò la Romagna[6], oltre che per i complotti di cui venne accusato assieme al padre. Niccolò Machiavelli si ispirò a lui per la sua famosa opera Il Principe.

Dopo la morte di suo padre Alessandro VI, perse gran parte della sua influenza e osteggiato da nemici della casata, in primis papa Giulio II, perse i suoi possedimenti in Italia, venne incarcerato e in seguito morì a Viana (12 marzo 1507) al servizio del cognato Giovanni III di Navarra, dopo che era riuscito a fuggire dal carcere.

Lucrezia Borgia[modifica | modifica wikitesto]

Moneta raffigurante Lucrezia Borgia, duchessa di Ferrara.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lucrezia Borgia.

Terza figlia del cardinale Rodrigo Borgia e della sua amante Vannozza Cattanei, Lucrezia nacque a Subiaco il 18 aprile 1480. Educata nelle arti e nelle lettere, venne fatta sposare all'età di tredici anni con il conte di Pesaro, Giovanni Sforza, dal padre, per motivi politici.

Durante la giovinezza fu coinvolta in una serie di scandali. Nel 1497, papa Alessandro VI fece annullare le nozze e il conte di Pesaro lo accusò di averlo fatto solo per poter abusare liberamente della figlia.[7] L'accusa d'incesto con il padre si ripercuoté molto sull'immagine pubblica della ragazza in Italia e Europa, a cui si aggiunse quella di incesto fraterno e quella più generica di essere una donna lasciva.[8] Alcuni cronisti riferirono che ebbe un figlio illegittimo.[9] Nel 1500 il suo secondo marito, Alfonso d'Aragona, fu ucciso probabilmente su commissione di Cesare Borgia, dopo un cambio di alleanze che aveva allontanato i Borgia dagli Aragona di Napoli, avvicinandoli al re di Francia.

A Ferrara, dove si trasferì in seguito al suo terzo matrimonio con Alfonso I d'Este, creò un circolo culturale a cui parteciparono Ercole Strozzi, Pietro Bembo[10] e Ludovico Ariosto. Divenuta duchessa, durante i periodi di assenza, il marito le affidò più volte la reggenza del ducato, in cui Lucrezia offrì al duca «buoni e grandi servizi» tanto che il cavaliere Baiardo la elogiò definendola «una perla in questo mondo».[11] Durante le tribolazioni della guerra, si accentuò il suo lato religioso che aveva manifestato più volte in alcuni periodi della sua vita: iniziò a indossare il cilicio e s'iscrisse al Terz'ordine francescano, fondando anche il Monte di Pietà di Ferrara.[12] Morì il 24 giugno 1519, in seguito ad un parto. Le accuse infamanti, sparite durante la sua vita a Ferrara, ripresero dopo la sua morte.[13]

La caduta della famiglia Borgia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte di Alessandro VI, iniziò la decadenza della famiglia e molti dei suoi membri tornarono in Spagna. Gli scandali del papato ai tempi di Alessandro VI e dei suoi successori fecero maturare il malcontento e il desiderio di riforma negli ambienti più conservatori dell'Europa del nord, sfocianti di lì a poco nelle tesi luterane. Del ramo spagnolo dei Borgia furono i cardinali Juan Borgia e Pedro Luis Borgia.

In seguito un pronipote di Alessandro VI, Francesco Borgia (1510-1572), divenne Generale dei Gesuiti e fu poi proclamato santo.

Il ramo italiano dei Borgia si estinse nel 1740 con la morte dell'ultimo discendente maschio, Don Luis Ignacio Borgia undicesimo Duca di Gandia.

Altri Borgia[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente, l'unica discendenza patrilineare, cioè, di filiazione riferendosi esclusivamente al padre e che conserva il cognome paterno o agnatica, che cade direttamente da maschio a linea maschile e che mantiene anche il cognome paterno, la famiglia Borja o Borgia, in linea diretta da Giovanni Borgia, II Duca di Gandia e Maria Enriquez de Luna, che ha continuato Lucas Vicente Joaquin Borja e Lasteros figlio di Francisco José de Borja e Pace Duca di Estrada, è in Ecuador e Cile. Uno dei suoi discendenti è descritto Rodrigo Borja Cevallos, Capi di Stato dell'Ecuador.[14]

A Perugia prosperò il ramo collaterale Borgia-Sulpizi, proprietari di un grande castello presso il lago Trasimeno.
Il cognome Borgia si riscontra anche in alcune delle comunità etniche e linguistiche albanesi d'Italia (Arbëreshë)[15], ed è diffuso in varianti che poco si diversificano. Originariamente il cognome era in albanese Borgjasë[16], della famiglia Borgjasë/Borshia del sud di Valona, dalle parti del Bilishti e di Borshi, ma successivamente in Italia, per diversi motivi e situazioni è mutato nella forma attuale. Probabilmente ha inciso la fonetica, in quanto il suono del cognome era molto similare a quello più popolare Borgia, così questo avrà portato alla sua radicale "italianizzazione", avvenuta per molti dei cognomi degli esuli albanesi.

I Borgia nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Cinema e televisione[modifica | modifica wikitesto]

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cloulas (1989), p. 14.
  2. ^ Gervaso (1977), p. 7.
  3. ^ Cloulas (1989), p. 377.
  4. ^ Gervaso (1977), p. 7.
  5. ^ Sacerdote (1950), p. 444.
  6. ^ Sacerdote (1950), pp. 443-444.
  7. ^ Bradford (2005), p. 59.
  8. ^ Gervaso (1977), pp. 203-205.
  9. ^ Secondo alcuni ebbe un figlio da Perotto Caldes, un giovane paggio del papa, che poi venne trovato morto nel Tevere, pare assieme ad una fantesca di Lucrezia, Pantasilea, che aveva coperto la relazione. Del presunto neonato non si seppe più nulla, ma alcuni storici lo riconoscono ne l'Infante Romano (Bradford, 2005, p. 67).
  10. ^ Con Pietro Bembo forse intrattenne una relazione, probabilmente non del tutto platonica (Bellonci, 2003, p. 358 e p. 362). Altro suo presunto amante dell'epoca pare fosse suo cognato Francesco Gonzaga, marchese di Mantova (Bellonci, 2003, pp. 455-457; Cloulas, 1989, pp. 378-379 e pp. 381-382).
  11. ^ Bradford (2005), p. 272.
  12. ^ Bradford (2005), pp. 290-291.
  13. ^ Gregorovius (1990), p. 329.
  14. ^ Salazar Acha (2010), p. 16.
  15. ^ In modo particolare nelle colonie albanesi di Sicilia (es. Piana degli Albanesi) e per le colonie albanesi di Calabria (es. Marcedusa).
  16. ^ Studi Alba., 65-68.
  17. ^ I Borgia di Tom Fontana, Quart Movie. URL consultato il 13 dicembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]