Gruppo di intervento speciale

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Gruppo Intervento Speciale
G.I.S. - Gruppo di Intervento Speciale - Stemma.png
Descrizione generale
Attiva6 febbraio 1978 - in attività
ServizioCoat of arms of the Carabinieri.svg Arma dei Carabinieri
TipoForze speciali e Teste di Cuoio (FS - TIER1)
RuoloOperazioni speciali, antiterrorismo nazionale e internazionale, liberazione ostaggi, guerra non convenzionale, azioni dirette, ricognizioni speciali, scorta VIP, operazioni speciali di polizia e ordine pubblico
Guarnigione/QGLivorno
SoprannomeGIS
Mottoin singulari virtute aciei vis
ColoriBlu, rosso, nero (uniforme operativa), giallo (scritte sulle uniformi)
Anniversari6 febbraio
Parte di
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Il Gruppo Intervento Speciale (GIS) è un reparto d'élite dell'Arma dei Carabinieri, qualificato come Forza speciale (TIER1), insieme al Col Moschin dell'Esercito, al Comsubin della Marina e al 17º Stormo dell'Aeronautica.

Il GIS ha una duplice natura: nato nel 1978 come unità d'élite delle forze dell'ordine (teste di cuoio), nel 2004 è stata validata come unità delle forze speciali, predisposta per ogni tipo di azione militare ad alto rischio nei teatri internazionali. Il GIS è inquadrato nella seconda Brigata mobile carabinieri e dipende operativamente dal Comando interforze per le operazioni delle forze speciali. I suoi componenti, a differenza delle altre forze speciali italiane, oltre alla qualifica di incursore, hanno anche quella di agente di pubblica sicurezza.

Dal 2000 il reparto ha operato e opera in diversi teatri di guerra (Balcani, Afghanistan, Iraq, Corno d'Africa, ecc.) nonché in tutti i paesi dove le sedi diplomatiche italiane si trovano più a rischio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Reparto del GIS nel 2006

Durante gli anni settanta del secolo scorso (i cosiddetti anni di piombo) le istituzioni politiche e civili italiane subirono un violento assalto da parte di gruppi terroristici endemici. Sebbene il Governo non avesse preso delle iniziative ufficiali, nei reparti d'élite delle Forze armate e di Polizia furono create unità per lo sviluppo e la sperimentazione di tecniche di intervento in situazioni di crisi in presenza di ostaggi.

Il 18 ottobre 1977 a seguito del successo dell'operazione Feuerzauber (Fuoco Magico) condotta dai tedeschi del GSG-9 che in Somalia riuscirono a liberare 86 passeggeri e 3 membri dell'equipaggio del volo Lufthansa 181 dirottato ed ancora in mano ai terroristi, l'allora ministro degli interni Francesco Cossiga[1], ordinò la creazione di UN.I.S. (UNità Interventi Speciali) così da affiancare alle investigazioni anti-terrorismo, anche azioni di "commando". Così i carabinieri attinsero dal 1º Battaglione carabinieri paracadutisti "Tuscania" (poi diventato reggimento) per il Gruppo Intervento Speciale che fu il primo ad essere istituito ufficialmente, il 6 febbraio 1978[2], dal Comando generale dell'Arma dei carabinieri. Contemporaneamente la Polizia di Stato specializzò ulteriormente alcuni reparti per appoggiare le azioni antiterrorismo dell'UCIGOS istituendo i NOCS.

Questa unità dei Carabinieri però poteva agire sia in ambito di polizia giudiziaria/ordine pubblico che in ambito militare.

L'esordio pubblico dei GIS avvenne a Trani (BT) il 29 dicembre 1980. Nel carcere scoppiò una rivolta capeggiata da terroristi. Sull'edificio cominciarono a volteggiare elicotteri dai quali si calarono velocemente uomini mascherati. Ripresero il controllo della prigione in pochi minuti nonostante i tanti cancelli saldati dai rivoltosi per ostacolare un intervento dall'esterno[2].

Il GIS, dal 2000 ha operato soprattutto in ambito militare, e dal 2004 è entrato a far parte delle Forze speciali italiane[3].

Viene inquadrato nella Seconda Brigata mobile carabinieri, di cui fanno parte anche il 7º Reggimento carabinieri "Trentino-Alto Adige" con sede a Laives (BZ), il 13º Reggimento carabinieri "Friuli Venezia Giulia" con sede a Gorizia ed il 1º Reggimento carabinieri paracadutisti "Tuscania", ma operativamente dipende dal Comando interforze per le operazioni delle forze speciali. Per quanto riguarda eventuali interventi in ambito civile e ordine pubblico, dipende dal capo della polizia[senza fonte].
Oltre alla qualifica di incursore, i suoi membri hanno anche quella di agente di pubblica sicurezza[4][1].

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Inquadrati nella 2ª Brigata mobile carabinieri, per le operazioni all'estero dipendono dal Comando operativo di vertice interforze dello stato maggiore della Difesa, con sede all'aeroporto "Francesco Baracca" di Centocelle-Roma.

La sede dei GIS è a Livorno.

Il numero esatto del personale operativo è un'informazione riservata, si sa però che il Gruppo è organizzato a livello di compagnia.

Il GIS è diviso in:

  • una sezione comando
  • una sezione amministrativa
  • una sezione addestramento e esercitazione

la componente operativa si presume disponga di circa 100/120 effettivi ed è divisa in:

  • una sezione di esplorazione, ricognizione e acquisizione obiettivi
  • una sezione di combattimento
  • una sezione di tiratori scelti

La sezione di combattimento, la più numerosa, è a sua volta suddivisa in tre distaccamenti costituiti da squadre di quattro uomini: un comandante, uno specialista in esplosivi, uno specialista in arrampicata e uno specialista di equipaggiamenti.

In ogni momento c'è un distaccamento pronto a lasciare la base in 30 minuti. A questo scopo hanno sempre a disposizione alcuni Agusta-Bell AB 412 in dotazione ai carabinieri ed un aereo da trasporto della 46ª Brigata Aerea dell'Aeronautica Militare di stanza nella vicina Pisa che, quando necessario, può fornire i velivoli C-130 Hercules. I rimanenti possono essere impiegati entro tre e ventiquattro ore dall'allarme. Nei casi più urgenti un nucleo avanzato precede la sezione operativa al fine di pianificare la strategia di intervento in base ad informazioni di prima mano.

La sezione di esplorazione, ricognizione e quella di tiratori scelti è a sua volta costituita da squadre di tre uomini: due tiratori armati con Mauser 86 SR ed un esploratore equipaggiato con un HK PSG-1 semiautomatico. Durante le azioni più lunghe gli uomini possono avvicendarsi nel ruolo di esploratore.

Fasi operative[modifica | modifica wikitesto]

Le fasi operative in cui è suddivisa l'attività del GIS sono sei[5]:

  • allarme (ordinato dalla Sala Operativa del Comando Generale dell'Arma);
  • approntamento del personale (strutturato su un sistema modulare: una prima aliquota di operatori è ad approntamento immediato, una seconda è operativa entro 3 ore, mentre l'intero reparto è attivabile entro 24 ore);
  • trasferimento in zona d'impiego (può essere effettuato con autovetture veloci e speciali, con elicotteri AB 412 dell'Elinucleo Carabinieri di Pisa, oppure con velivoli C 130 e G 222 della 46ª Aerobrigata di stanza a Pisa);
  • schieramento del dispositivo ;
  • intervento;
  • evacuazione.

Compiti[modifica | modifica wikitesto]

Antiterrorismo[modifica | modifica wikitesto]

Il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno può impiegare i GIS per la liberazione di ostaggi da aerei, navi, treni, autobus ed edifici. Li chiama anche per proteggere obiettivi sensibili da attacchi terroristici o criminali e per garantire la sorveglianza e la sicurezza in occasione di eventi ad alto rischio.

I GIS sono inoltre impiegati dal Comando generale dell'Arma dei Carabinieri per garantire la sicurezza di personalità minacciate o per coadiuvare le unità territoriali in situazioni di crisi come rapimenti e cattura di criminali, latitanti o evasi pericolosi.

Occasionalmente sono incaricati anche dell'addestramento di personale di polizie estere.

GIS in tenuta desertica per operazioni all'estero

In Italia non c'è un'unica unità dedicata specificatamente a compiti di antiterrorismo nell'ambito dell'ordine pubblico. Oltre ai GIS anche i NOCS (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza) della Polizia di Stato e gli ATPI della Guardia di Finanza operano in azioni antiterrorismo.

Operazioni speciali[modifica | modifica wikitesto]

Essendo Carabinieri, dal 2000 sono dispiegabili fuori dall'Italia in occasione di interventi internazionali di peace-keeping/peace-enforcing, per condurre operazioni di antiterrorismo o per la protezione di cittadini o interessi italiani.

A partire dal 2004, il Gruppo d'intervento speciale, da unità controterrorismo è stata validata come forza speciale dallo stato maggiore della Difesa, enfatizzando maggiormente la preparazione per i dispiegamenti nelle basi militari all'estero. In forza di ciò, l'attivazione dell'unità per operazioni fuori area viene richiesta direttamente dal "COFS" (Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali).

Dal 2016 opera anche su richiesta dei servizi d'intelligence dell'AISE, per singole missioni riservate all'estero, colmando una lacuna rispetto ai servizi di altri paesi.[6]

Selezione e addestramento[modifica | modifica wikitesto]

Trattandosi di un'unità d'élite, il percorso che i candidati devono compiere per accedervi è particolarmente duro e selettivo fin dalla prima fase, la quale prevede colloqui e visite psicofisiche. Per poter rispondere all'interpellanza (ovvero al bando di concorso) è necessario essere già membro del Reggimento Tuscania, nonché avere non più di trent'anni e ottimi precedenti disciplinari[7].

Corso incursori[modifica | modifica wikitesto]

Il corso è denominato “Operatore G.I.S.- con brevetto d'incursore”, poiché alla fine dell'iter formativo, che comprende un corso paracadutisti, un corso base e uno specialistico, il militare riceve il brevetto militare di incursore per le forze speciali.

Corso carabinieri esploratori paracadutisti

Coloro che superano la selezione iniziano quindi un iter formativo per i brevetti di paracadutista militare e di “esploratore”, presso il reggimento Tuscania, di circa 9 mesi (tale addestramento è pressoché identico a quello che effettuano i carabinieri paracadutisti del Tuscania, pertanto coloro che provengono da quest'ultimo vengono direttamente immessi alla seconda fase, ossia quella specialistica per il GIS).[senza fonte]

I carabinieri che terminano questo periodo addestrativo, sono ammessi alla frequenza di un corso di 45 settimane diviso in un Corso Base di 18 settimane (superato al più dal 50% dei candidati) ed in un Corso Specialistico di 27 settimane. Solo a questo punto si diventa membri operativi ed effettivi del reparto.

Corso base G.I.S.

Segue il corso base GIS della durata di 18 settimane. Si esplica in una serie di attività come arti marziali, Tecniche di irruzione, Valutazione degli obiettivi, FireArm Training System, Attività di polizia, tecniche di arresto, Scorta ad alto rischio.

Corso specialistico

Di 27 settimane è poi il corso specialistico GIS, con Tiro avanzato, Tecniche avanzate con esplosivi, Sci ed arrampicata (presso il Centro addestramento alpino ad Aosta), Guida veloce, Nuoto e assalto anfibio (presso i COMSUBIN della Marina Militare), Infrastrutture, Tattiche di guerriglia e contro-guerriglia, Assalto ad aeromobili.

Corsi di perfezionamento e specialità[modifica | modifica wikitesto]

  • Corso di Paracadutismo con la Tecnica della Caduta Libera (TCL). Si svolge presso il Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR) di Pisa per un periodo compreso tra le cinque e le sei settimane;
  • Corso Avanzato di Paracadutismo, della durata di 3-4 settimane, per l'apprendimento delle tecniche per lanci ad alta quota (High Altitude Low Opening o High Altitude High Opening).
  • Corsi per Tiratori scelti: frequentati solo dai candidati della sezione esplorazione, ricognizione e tiratori scelti per apprendere il tiro di precisione e contro cecchini, le tecniche di occultamento e camuffaggio, il fuoco coordinato e l'uso di diversi tipi di armamento e mirini.
  • Corso EOD (Operatore Bonifica Ordigni Esplosivi) e Corso IEDD (Operatore Bonifica Ordigni Esplosivi Improvvisati).
  • Corso Combat Medic: gli Incursori destinati a questo settore conseguono la qualifica di “Soccorritore Militare” presso la Scuola di Sanità di Roma, dopo un corso di tre settimane che garantisce, cui segue lo Special Operations Combat Medics (SOCM) Course”, svolto presso l'ISTC di Pfullendorf e che insegna le procedure fondamentali di pronto soccorso, come fermare le emorragie e garantire una corretta terapia infusionale ed anti shock, e soprattutto il prestigioso corso “18D – Special Operations Combat Medic” dei Berretti Verdi americani.
  • Corso FAC (Forward Air Controller), per abilitazione alle missioni relative alla direzione da terra degli attacchi aerei e la designazione ai piloti degli obiettivi, tenuto presso la Scuola di Aerocooperazione dell'Aeronautica Militare, della durata di cinque settimane. Il corso è seguito da quello di Controllore del Fuoco per Operazioni Speciali (CF/OS), di ulteriori tre settimane. Tutto ciò prelude all'abilitazione alla funzione di Laser Target Marking (FAC/LTM) per l'impiego dei designatori laser in dotazione al Reggimento.

Armamento[modifica | modifica wikitesto]

I GIS hanno in dotazione armi ed altri dispositivi molto sofisticati.

Le armi più comuni sono le Beretta 92FS e HK MP5 (nelle versioni A5, KA4 e SD3), MP7 ma usano anche Beretta M12, Steyr TMP, Smith & Wesson .357 Magnum.

Ultimamente i GIS hanno sostituito la pistola Beretta con la più moderna Glock 17, considerata più pratica per la presenza della slitta nella parte anteriore/inferiore del fusto, atta all'inserimento delle torce tattiche e/o puntatori laser, nonché per la praticità e rapidità di utilizzo grazie al cospicuo volume di fuoco.

L'arma bianca nella dotazione individuale è il pugnale "Suppressor GIS" della ditta italiana Extrema Ratio.

Come fucili a pompa utilizzano Franchi SPAS-12, SPAS-15, PA3 e Benelli M-4 Super 90. Come fucili d'assalto vengono utilizzati lo Steyr AUG, il Colt (o Bushmaster) M4A1 SOPMOD e l'Heckler & Koch G-36, nella versione K (Kurz) e C (Compatto). Attualmente sono stati affiancati dal fucile d'assalto HK416 e dall'HK417. I Barrett M82 sono invece utilizzati per colpire obiettivi a lunga distanza o molto protetti.
I tiratori hanno in dotazione anche Mauser 86 SR e Heckler & Koch PSG-1 equipaggiati con un sistema Syncrofire che fa sparare tutti i fucili controllati simultaneamente. Su tutte queste armi possono essere installati vari visori laser o ad infrarossi, visori notturni, silenziatori e mirini telescopici.

Per quanto riguarda la divisa, quella normalmente utilizzata è blu scuro (ma ne hanno anche di mimetiche e desertiche) costruite in materiali ignifughi ed isolanti e completata con vari rinforzi (ginocchiere, gomitiere, ecc.), diversi tipi di caschi e giubbotti antiproiettili. Per comunicare tra loro utilizzano laringofoni e cuffie. In totale l'equipaggiamento indossato dai GIS in azione si aggira sui 30 kg.

Azioni note[modifica | modifica wikitesto]

Gran parte delle informazioni sulle attività del gruppo sono riservate (specialmente riguardo operazioni fuori dai confini italiani), tuttavia sono sotto riportate le principali azioni in cui sono stati coinvolti i GIS.

  • 28 dicembre 1980, carcere di Trani (BT): intervento all'interno del carcere dove si erano asserragliati alcuni esponenti delle Brigate Rosse. Al termine di violenti conflitti a fuoco e lanci di bombe dalle due parti, vengono liberati i 18 agenti di custodia presi in ostaggio. Molti coinvolti nel blitz vengono feriti, ma nessuno viene ucciso nello scontro.[8]
  • 25 agosto 1987, Isola d'Elba, carcere di Porto Azzurro (Livorno): 6 detenuti condannati all'ergastolo, tra cui il terrorista nero Mario Tuti, prendono in ostaggio altri undici detenuti, diciassette guardie carcerarie e cinque civili. Secondo le cronache dell'epoca, gli ostaggi vennero liberati dopo trattative con i magistrati,[9] ma il capo dell'epoca dei NOCS, Umberto Improta, rivelò in seguito essersi trattato di un blitz congiunto di GIS e NOCS tenuto riservato per non influenzare l'iter della legge Gozzini relativa ai benefici carcerari.[10]
  • 24 giugno 1989, Oria (Brindisi): Roberto Di Giovanni, giovane di 26 anni già sottoposto a cure presso centri di igiene mentale e le cui condizioni si aggravano dopo la morte della madre, si barrica in casa con una pistola e alcuni fucili da caccia e spara oltre duecento colpi, dapprima sui passanti, poi alle forze dell'ordine intervenute, nel complesso uccidendo una persona e ferendone altre dieci, tra cui quattro carabinieri e un poliziotto. Tutti i tentativi di negoziato sono inutili, in quanto il ragazzo spara su tutto ciò che si muove all'esterno della casa. Arrivata la notte, il nucleo d'assalto dei GIS impiega il gas e irrompe nell'abitazione, arrestando dopo una breve colluttazione il giovane.[11]
  • dicembre 1989, San Luca (Reggio Calabria): cattura dell'esponente della 'ndrangheta Strangio, nell'ambito delle attività di indagine sul sequestro di Cesare Casella.
  • 17 aprile 1990, Santa Margherita Ligure (Genova): liberazione di Patrizia Tacchella.
  • 16 gennaio 1995, Segrate (Milano): liberazione di Raffaele Alessi.
  • 9 maggio 1997, Venezia: liberazione del Campanile di San Marco da sedicenti militanti della Repubblica di Venezia, definiti dai mass media Serenissimi, che avevano raggiunto Piazza San Marco con un finto blindato e un camper.
  • 18 dicembre 1999, Isola di Alicudi (Messina): operazione antidroga in mare.
  • 7 giugno 2000, Torino: liberazione di Rosa Laura Spadafora.
  • 10 giugno 2000, Torre Annunziata (Napoli): cattura del latitante camorrista Ferdinando Cesarano
  • 30 novembre 2002, Ostia (Roma): cattura del pericoloso latitante tunisino Faid Isa Kamalfa, asserragliato in una villetta.
  • 14 marzo 2005, Corato, Bari: Un arsenale, utilizzato probabilmente da una banda specializzata negli assalti ai furgoni portavalori, è stato sequestrato dai Carabinieri. Il Gruppo di Intervento Speciale ha fatto irruzione in un casolare di campagna dove si trovavano sei persone di cui un latitante, tutte originarie della Calabria e con precedenti per rapina, armi, droga ed estorsioni. Uno era latitante. I militari hanno trovato dieci kalashnikov, munizioni, giubbotti antiproiettile, tute mimetiche, lampeggianti utilizzati a bordo dei furgoni portavalori. Nelle vicinanze erano parcheggiate alcune auto di grossa cilindrata rubate. Durante l'operazione uno dei sei malviventi ha accennato un tentativo di reazione prontamente bloccato.[12]
  • 28 giugno 2005, Bogogno, Novara: blitz notturno per catturare Angelo Sacco, che nella giornata precedente aveva ucciso a colpi di fucile 3 persone e ferite altre 8.
  • febbraio 2006, sicurezza durante le olimpiadi invernali di Torino
  • 22 agosto 2008, operazione antidroga a Poggiomarino (Napoli) contro i narcotrafficanti della camorra. Sequestrati 100 chili di cocaina purissima.
  • 18 luglio 2009, frazione Bosco di Nanto, Vicenza: blitz per catturare Battista Zanellato, 84 anni, che, asserragliato nella propria abitazione, aveva poche ore prima ucciso un ufficiale dei Carabinieri con un colpo di fucile.[13]
  • 1º ottobre 2009, Napoli: blitz per catturare il boss latitante Ciro Nappo, di 34 anni, ritenuto reggente del clan camorristico Gionta di Torre Annunziata. La fulminea irruzione delle forze speciali nella casa del latitante di fronte a Palazzo Fienga, roccaforte del clan, ha permesso di mettere in sicurezza l'area prima di procedere alla cattura in una situazione potenzialmente pericolosa. I pensili della cucina di Nappo nascondevano una parete in apparenza piastrellata ma che si apriva, portando in un locale segreto ove l'uomo si ritirava durante le ricerche delle forze dell'ordine.
  • 6 novembre 2009, Città di Castello: blitz per catturare un cittadino sudafricano, che poche ore prima aveva assassinato a colpi di pistola un uomo di origine polacca. Durante l'irruzione uno dei carabinieri del GIS è rimasto lievemente ferito al viso da una scheggia.
  • 10 dicembre 2009, Mestre: blitz per liberare un cittadino cinese che risultava essere scomparso nel mantovano da due giorni. L'immigrato era stato rapito da una banda di connazionali: infatti in sei sono stati trovati in un appartamento a Mestre, in via Piave.
  • 29 maggio 2010, Comacchio: blitz per catturare Mario Cavalieri, asserragliato in casa. Nella giornata precedente aveva preso a pugni una vigilessa, e poco dopo si è chiuso respingendo le trattative delle forze dell'ordine. Dopo quasi trenta ore di assedio alla casa di via Spina a Comacchio, Mario Cavalieri, che era barricato nella camera da letto, si è arreso alle 16:45 ai carabinieri del Gis, che hanno sfondato la porta della camera e lo hanno bloccato.
  • 23 ottobre 2010, Agrigento: blitz per catturare il boss della mafia Gerlandino Messina, ricercato dal 1999 per associazione di tipo mafioso e vari omicidi. Al momento del blitz il boss era in possesso di due pistole, cariche e pronte all'uso.
  • 30 giugno 2011, Collegno (TO): irruzione nell'appartamento di Santo Guglielmino (85 anni), dopo che questi si era barricato in casa per 15 ore, tenendo in ostaggio la convivente Rosa Colusso, un'anziana di 86 anni affetta da demenza senile e sulla sedia a rotelle. Prima dell'intervento l'uomo ha ucciso la compagna e dopo aver sparato due colpi fuori dall'appartamento, si è suicidato.[14]
  • 7 dicembre 2011, Vandoies di Sopra (BZ): irruzione nel maso-villetta di Erwin Heinrich Purer, per arrestare il "re delle evasioni" Max Leitner.[15]
  • 3 maggio 2012, Romano di Lombardia, nella Bergamasca: Un uomo armato si barrica nella sede dell'Agenzia delle Entrate prendendo in ostaggio alcune persone presenti nell'ufficio. Dopo 30 minuti l'uomo rilascia tutti gli ostaggi tranne uno. Alle 17:30 i GIS arrivano sul luogo e nelle ore successive il blitz sembra quasi imminente, ma intorno alle 20:30 l'ultimo ostaggio viene liberato grazie alla mediazione di un carabiniere all'interno e dei negoziatori del GIS.[16]
  • 2 novembre 2013, Costa di Rovigo: con un blitz notturno durato poco più di 3 minuti, i carabinieri del Gruppo d'intervento speciale hanno fatto irruzione nella casa di Costa di Rovigo e immobilizzato le tre persone, due uomini e una donna, che per 33 ore si erano asserragliate minacciando di dar fuoco allo stabile. A nulla erano valse le trattative, iniziate il pomeriggio prima, di un negoziatore per far riportare alla ragione i tre, due fratelli e una loro dipendente. La dinamica ha visto impegnate 2 squadre del GIS (15 uomini circa), all'una di notte è scattato il blitz, le squadre si sono calate dal tetto e hanno infranto le finestre del casolare. Durante l'irruzione sono state usate delle granate flashbang. [senza fonte]
  • 9 febbraio 2014, Inveruno, nel Milanese: con un blitz in piena notte i Carabinieri del GIS assieme ai colleghi del Nucleo Investigativo di Varese e del ROS catturano Domenico Cutrì, boss della 'Ndrangheta condannato in Appello all'ergastolo per omicidio ed evaso 5 giorni prima a Gallarate, mentre lo stavano scortando all'interno del tribunale. Il 3 febbraio, appunto, un'auto si era avvicinata ad un blindato della Polizia Penitenziaria, dal quale stava scendendo Cutrì e, ad armi puntate, il commando è riuscito a farselo consegnare dagli agenti, ne è scaturito un conflitto a fuoco con questi ultimi dove ha perso la vita un membro del commando. Le indagini coordinate in tutto il Varesotto e nell'Alto Milanese hanno portato all'identificazione e alla cattura di tutti i membri accertati del gruppo. Il covo di Cutrì è stato individuato l'8 febbraio in un immobile in ristrutturazione a Inveruno, città natale. Così, nella notte tra l'8 e il 9 febbraio, alle 2:35, il GIS ha fatto irruzione nel covo, catturando Cutrì e un altro complice che lo ospitava. Dall'entrata nello stabile alla messa in arresto sono trascorsi 8 secondi.
  • 3 maggio 2018, Qualiano, nel napoletano: con un blitz notturno, i Carabinieri del GIS hanno fatto irruzione in una casa di Qualiano e hanno catturato Pasquale De Falco. L’uomo, dopo aver ucciso la madre, si era barricato in casa ed è stato tratto in arresto dopo 10 ore di trattative.
  • 27 novembre 2018, Mugnano di Napoli: i Carabinieri del GIS hanno contribuito all'arresto di Antonio Orlando, ritenuto il reggente del clan camorristico degli "Orlando-Nuvoletta-Polverino". Orlando, inserito nell'elenco dei ricercati più pericolosi d'Italia, era latitante da 15 anni.
  • 7 maggio 2019, Afragola: i Carabinieri del GIS hanno contribuito all'arresto del latitante Giuseppe Monfregolo, 40 anni, ritenuto elemento di spicco del clan Amato-Pagano sulla zona di Arzano[17]

Operazioni all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Queste alcune operazioni note in teatri esteri:

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il G.I.S è apparso anche nel film di Ron Howard Angeli e demoni, dove l'unità compie un blitz dentro Castel Sant'Angelo per trovare l'ordigno a base di antimateria.

Nei videogiochi Rainbow Six, Rainbow Six: Rogue Spear e Rainbow Six 3: Raven Shield è presente "Antonio Maldini", un operatore proveniente dai G.I.S..

Nel videogioco Tom Clancy's Rainbow Six: Siege sono stati inseriti due operatori appartenenti al G.I.S., chiamati Maestro (Adriano Martello) e Alibi (Aria de Luca).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b M . Salvetti, “Quando ho liberato Patrizia Tacchella”, il Comandate Alfa dei GIS ha raccontato a Sona quarant’anni di storia italiana. Sotto copertura, su ilbacodaseta.org, 29 Aprile 2018. URL consultato il 26 gennaio 2019 (archiviato il 26 gennaio 2019).
  2. ^ a b Arma dei Carabinieri - Home - L'Arma - Oggi - I Reparti - Organizzazione Mobile e Speciale - Divisione Unità Mobili.
  3. ^ G.I.S. Gruppo d'Intervento Speciale | Corpi d' élite - Forze speciali italiane, antiterrorismo, intelligence
  4. ^ Silvestri-Angioini, Forze Speciali Italiane - FS - TIER 1, su Google Books, Edizioni R.E.I., 2017, p. 199, ISBN 978-2372973182. URL consultato il 26 gennaio 2019 (archiviato il 26 gennaio 2019).
  5. ^ carabinieri.it, http://www.carabinieri.it/arma/oggi/reparti/organizzazione-mobile-e-speciale/g.i.s/08-gis.
  6. ^ Sole 24 Ore, 5 marzo 2016 Archiviato il 6 marzo 2016 in Internet Archive..
  7. ^ Il GIS e la fase di selezione, su carabinieri.it.
  8. ^ Il diario della battaglia del carcere di Trani, dicembre 1980 « Polvere da sparo, baruda.net. URL consultato il 26 novembre 2012.
  9. ^ Ricostruzione dei fatti, altrodiritto.unifi.it. URL consultato il 26 novembre 2012.
    «gis».
  10. ^ Quando Mario Tuti capeggio la rivolta - Cronaca - il Tirreno, iltirreno.gelocal.it. URL consultato il 26 novembre 2012.
  11. ^ Dieci ore di terrore, repubblica.it. URL consultato il 31 dicembre 2012.
  12. ^ Criminalità: scoperto arsenale a Corato, arrestate sei persone, su altamurgia.it. URL consultato il 13 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2015).
  13. ^ Carabiniere ucciso, blitz dei Gis arrestato l'anziano omicida - cronaca - Repubblica.it, repubblica.it. URL consultato il 26 novembre 2012.
  14. ^ Notizia ANSA.
  15. ^ L-errore di Max in cella teneva la foto del cugino, altoadige.gelocal.it. URL consultato il 26 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2013).
  16. ^ Bergamo, barricato in Agenzia Entrate libera l'ultimo ostaggio e si arrende, tgcom24.mediaset.it. URL consultato il 26 novembre 2012.
  17. ^ “Sono qui” le ultime parole di Monfregolo prima dell’arresto: latitanza finita, https://internapoli.it. URL consultato il 7 maggio 2019.

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