Ordigno esplosivo improvvisato
Gli ordigni esplosivi improvvisati, più comunemente conosciuti come IED (Improvised Explosive Device) sono ordigni realizzati in maniera improvvisata anche tramite l'impiego di ordigni regolamentari.
Indice
Tipologie[modifica | modifica wikitesto]
Gli IED possono essere di varie dimensioni e forme, e contenere quantitativi differenti di esplosivo o altro materiale destinato a nuocere e/o arrecare danni; questo rende difficoltoso prevederne la potenza, che può essere anche molto superiore ad una mina anticarro di produzione industriale. Anche i detonatori possono variare; gli attentatori a volte impiegano parti di ordigni regolamentari militari e possono anche utilizzare sistemi di attivazione artigianali - non per questo meno efficaci - come, ad esempio, sistemi radio controllati attivati a distanza da un telefono cellulare. In alcuni casi, l'IED viene "indossato" dal terrorista-suicida che si fa esplodere in prossimità del bersaglio[1].
Esempi di IED, non particolarmente letali ma certamente nocivi, sono gli ordigni realizzati dal famigerato attentatore Unabomber durante gli anni novanta.
Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]
Gli IED sono impiegati prevalentemente in tattiche di guerriglia e da organizzazioni terroristiche. La natura non convenzionale degli IED fa sì che ne possano essere creati di vario genere, a seconda delle capacità, della fantasia, dell'inventiva e delle disponibilità dell'attentatore. Un IED può contenere anche componenti incendiari o relativi alla guerra chimica, nucleare o batteriologica.
Esempi di ordigni esplosivi improvvisati[modifica | modifica wikitesto]
Note[modifica | modifica wikitesto]
Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]
- Lorenzo Striuli, "IED: la nuova minaccia" in Rivista Italiana Difesa, n. 10, p. 54-66, (2006), [1]