Camillo II Borghese

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Camillo Borghese
Camille Borghèse.jpg
Camillo Borghese in un ritratto di François Gérard
Duca di Guastalla
Stemma
In carica 18051813
Predecessore Ferdinando I di Parma
Successore Maria Luisa d'Austria
Dinastia Borghese
Consorte Paolina Bonaparte

Don Camillo Filippo Ludovico Borghese (Roma, 19 luglio 1775Firenze, 9 maggio 1832) è stato un nobile italiano, 6º principe di Sulmona e 7° di Rossano, cognato dell'Imperatore Napoleone Bonaparte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Camillo Borghese ritratto da Bernardino Nocchi

Camillo Borghese nacque a Roma, figlio di Marcantonio IV Borghese, V principe di Sulmona (1730-1800) e della duchessa Anna Maria Salviati, e fratello di Francesco (1776-1839), Principe Aldobrandini. Entrò al servizio francese nel 1796, distinguendosi in battaglia nelle prime campagne napoleoniche. Nel 1803 si trasferì a Parigi, andando ad abitare nel palazzo d'Oigny di via Grange-Batelière.[1] Qui incontrò la sorella di Napoleone, Paolina Bonaparte che, di ritorno da Santo Domingo, dopo la morte del marito Victor Emanuel Leclerc, viveva con il fratello Giuseppe a palazzo Mabeuf. Il principe possedeva una dote invidiabile e Napoleone non oppose alcuna resistenza alla richiesta di prenderne in sposa la sorella. Il 23 agosto 1803, meno di un anno dopo la morte di Leclerc, Camillo divenne quindi il secondo marito di Paolina a Montfontain. Venne nominato principe di Francia nel 1805; successivamente divenne comandante della Guardia Imperiale nel 1805 e poco dopo colonnello (poi maggiore generale) e duca sovrano di Guastalla; nel 1809 divenne Comandante della 27ª e della 28ª Divisione dell'esercito francese.

Inizialmente appassionato (commissionò la famosa Venere con l'effigie della moglie dal Canova), il matrimonio successivamente si concluse in un concubinaggio con numerose amanti che portarono i due amanti a stravaganti usanze quali quella di utilizzare schiavi africani come poggiapiedi. Ad ogni modo la coppia condusse vite separate ma non divorziò mai e Paolina convinse anzi il fratello a concedere a Camillo il governo del Piemonte nel 1808 funzione che assolse con un certo successo essendo amato sia dalla nobiltà piemontese che dal popolo risiedendo al castello di Stupinigi. Camillo ottenne anche la salvaguardia su un prigioniero di riguardo: papa Pio VII.

Napoleone lo forzò inoltre a vendere alla Francia 344 pezzi della Collezione Borghese, che Camillo arricchì nuovamente con nuovi pezzi provenienti dagli scavi in Egitto e con l'acquisto di altre opere. Camillo prestò inoltre notevole attenzione alla villa di famiglia a Porta Pinciana, dando nuova sede alla rinnovata collezione e facendo costruire una nuova entrata monumentale che dava su Piazza del Popolo, ancora oggi esistente.

Dopo la caduta di Napoleone, l'alleanza tra Camillo ed il governo francese si ruppe e lo mise in cattiva luce a Roma, a tal punto che fu costretto a recarsi a Firenze, anche per distanziarsi dalla moglie, evitando ad ogni modo il sequestro delle proprie terre (pratica usuale applicata da Pio VII al suo ritorno al soglio pontificio contro gli ex sostenitori del Bonaparte). Dopo 10 anni di matrimonio fallimentare, venne convinto dal Papa a riprendere con sé Paolina, che però morì dopo soli 3 mesi di cancro. Non avendo avuto figli, alla sua morte il suo patrimonio con i suoi numerosi titoli passò al fratello Francesco. Fu padrino di battesimo di Camillo Benso, conte di Cavour.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di Camillo Filippo Ludovico Borghese
Coat of Arms of Camillo Borghese.svg

Onorificenze francesi[modifica | modifica wikitesto]

Decorato con il gran collare dell'Ordine della Legion d'Onore (benemerenza non statuaria) - nastrino per uniforme ordinaria Decorato con il gran collare dell'Ordine della Legion d'Onore (benemerenza non statuaria)
Grand Aigle dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Grand Aigle dell'Ordine della Legion d'Onore
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona Ferrea - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona Ferrea
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordre de la Reunion - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordre de la Reunion
«Almanacco Imperiale dell'anno 1813»

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Camillo Borghese, VI principe di Sulmona Padre:
Marcantonio IV Borghese, V principe di Sulmona
Nonno paterno:
Camillo Borghese, IV principe di Sulmona
Bisnonno paterno:
Marcantonio III Borghese, III principe di Sulmona
Trisnonno paterno:
Giovanni Battista Borghese, II principe di Sulmona
Trisnonna paterna:
Eleonora Boncompagni
Bisnonna paterna:
Livia Spinola
Trisnonno paterno:
Carlo Spinola, principe di Sant'Angelo
Trisnonna paterna:
Violante Spinola
Nonna paterna:
Agnese Colonna di Paliano
Bisnonno paterno:
Filippo II Colonna, IX principe e duca di Paliano
Trisnonno paterno:
Lorenzo Onofrio I Colonna, VIII principe e duca di Paliano
Trisnonna paterna:
Maria Mancini
Bisnonna paterna:
Olimpia Pamphilj
Trisnonno paterno:
Giovanni Battista Pamphili, II principe di San Martino al Cimino e Valmontone
Trisnonna paterna:
Violante Facchinetti
Madre:
Anna Maria Salviati, VII duchessa di Giuliano
Nonno materno:
Averardo Saviati, VI duca di Giuliano
Bisnonno materno:
Gian Vincenzo Salviati, V duca di Giuliano
Trisnonno materno:
Antonio Maria Salviati, IV duca di Giuliano
Trisnonna materna:
Caterina Pannocchieschi
Bisnonna materna:
Anna Maria Boncompagni
Trisnonno materno:
Gregorio Boncompagni, V duca di Sora
Trisnonna materna:
Ippolita Ludovisi, principessa di Piombino
Nonna materna:
Maria Cristina Lante Montefeltro della Rovere
Bisnonno materno:
Filippo Lante Montefeltro della Rovere, IV duca di Bomarzo
Trisnonno materno:
Ludovico Lante Montefeltro della Rovere, III duca di Bomarzo
Trisnonna materna:
Angela Vaini
Bisnonna materna:
Maria Virginia Altieri
Trisnonno materno:
Emilio Altieri, II principe di Oriolo
Trisnonna materna:
Costanza Chigi

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ H.D'Alméras, Paolina Bonaparte, Milano, Dall'Oglio, 1964, p.125

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Anthony Majanlahti, The Families Who Made Rome, London, Chatto & Windus, 2005, pp. 205 e 180-181, ISBN 0-7011-7687-3.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN30381871 · ISNI (EN0000 0000 6146 7553 · LCCN (ENnr98017993 · GND (DE121007472 · BNF (FRcb13331203j (data) · BAV ADV11636509 · CERL cnp01363499
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