Dialetto palermitano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Il palermitano (paljaimmitanu) è un dialetto occidentale della lingua siciliana parlato nella città di Palermo, nelle sue frazioni ed in alcune aree della sua città metropolitana.

Differenze col siciliano standard[modifica | modifica wikitesto]

Influenze da altre lingue[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista linguistico il palermitano differisce più o meno marcatamente dagli altri dialetti siciliani, soprattutto per quanto riguarda il tono e la glottologia. Il palermitano presenta una vasta gamma di parole di origine straniera.[senza fonte]

Parole di origine spagnola:[senza fonte]

  • palico = stuzzicadenti (da palillo)

travagghiari = lavorare (da “trabajar”)

Parole di origine araba:[senza fonte]

  • "burnia" = "barattolo" o "giarra", da "burnya"
  • "taliàri"= "guardare" da "tala'a´"

Parole di origine greca:

  • "babbaluci" = "chiocciola" (da "babaloukion")

Parole di origine inglese:

  • "tastari" = "assaggiare" (da "taste")

Espressioni e modi di dire[1][modifica | modifica wikitesto]

Il palermitano è ricchissimo di espressioni e modi di dire talvolta molto complessi e coloriti, i quali fanno spesso parte integrante della conversazione, al punto di riuscire a comunicare un intero e complesso concetto o sensazione attraverso poche o addirittura singole parole. Difatti si sostiene che utilizzando le espressioni tipiche, il concetto venga espresso con maggior effetto all'interlocutore.

  • Cu va cu 'u zuoppu all'annu zuppichìa: "chi va con lo zoppo all'anno zoppica!" (indica di una persona che si fa corrompere da qualcun altro)
  • Sulità, santità, pani schìttu e libbeittà: "solitudine, santità, pane semplice e libertà" (frase che indica uno stato di modestia o semplicità ma di libertà)
  • Ccà ci vuoli un cutieddu e un cannavazzu: "qui servono un coltello ed uno straccio" (frase utilizzata in segno di minaccia)
  • Siemu muru muru cu' spitali: "siamo muro a muro con l'ospedale" (indica uno stato di fragilità delle cose; oppure il fatto di abitare in una casa vicino ad un ospedale. Lamenti, ambulanze, tristezza, confusione: una casa non ambita, che costa poco come affitto))
  • Cani ca 'un canusci patruni: "cane che non riconosce nessun padrone" (indica qualcuno che non dà retta a nessuno)
  • 'U miegghiu cavaddu azzuppò: "il migliore dei cavalli si è azzoppato" (per descrivere situazioni divenute sfavorevoli)
  • Sta quagghia 'un puotti vulari: "questa quaglia non è potuta volare" (per indicare un affare che non è andato in porto)
  • Già ca 'u petrusinu era bieddu, arrivù a atta e ci pisciò: "Non solo il prezzemolo era già appassito, è arrivato il gatto e ci ha anche urinato sopra" (ironicamente indica una cosa che di persè va male e si aggiunge ad essa un peggioramento)
  • Mi misi l'acqua rintra e u rubiniettu fuora : "Ho messo l'acqua dentro casa ed il rubinetto fuori" (indica che si è fatto un errore dannoso)
  • Cu vieni appriessu cunta i pirate: "Chi viene dietro conta i passi" (indica risolutezza, determinazione)
  • Unni cari 'u scieccu si susi: "Dove cade l'asino si rialza" (rappresenta la voglia di ricominciare a seguito di una battuta d'arresto)
  • 'U stiessu muoittu 'nsigna a chianciri: "Lo stesso morto insegna a piangere" (indica la capacità di reagire di fronte ad eventi inaspettati ed apparentemente insormontabili)
  • Murìu 'u cani: o la più arcaica forma "u lobbiru murìu", "È morto il cane" (descrive una situazione irrecuperabile, per la quale non c'è niente da fare)
  • Agnieddu e sucu e finìu 'u vattiu: "Agnello e sugo ed è finito il battesimo" (indica la fine di un evento, di una festa o uno spettacolo)
  • Quannu s'asciucanu 'i balati ra Vucciria: "Quando si asciuga il marmo (i banchi da lavoro) della Vucciria" (indica il fatto che un avvenimento non si realizzerà mai)
  • Chi bbuoi, a vutti china e a mugghieri 'mmriaca?: "Cosa vuoi, la botte piena e la moglie ubriaca?" (indica una situazione in cui qualcuno non si accontenta)
  • Cu si cùicca chi picciriddi si susi pisciato: "Chi dorme con i bambini si sveglia bagnato" (indica simbolicamente il rischio che comporta di avere a che fare con persone irresponsabili)
  • Ammuttari 'u fumu câ stanga: "Spingere il fumo con l'asta" (rappresenta lo svolgimento di un'azione inutile, irrilevante)
  • Falla cuomu vuoi siempri cucuzza è: "Preparala come preferisci ma sempre zucchina è" (indica che alcune situazioni non migliorano anche se le si osserva da un altro punto di vista)
  • Cumanna e vacci ma vacci ca to facci: "Comanda e vai ma vai con la tua faccia" (chi fa da se fa per tre)
  • Fimmini a vasari e babbaluci a sucari un ponnu mai saziari: "Femmine da baciare e lumache da risucchiare non possono mai saziare" (elogio della femminilità e dell'usanza di mangiare lumache in occasione della festività della patrona S.Rosalia)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Modi di dire digilander.libero.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]