Ludovico Einaudi

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Ludovico Einaudi
Ludovico Einaudi (ZMF 2016) jm05880.jpg
Zelt-Musik-Festival nel 2016 a Friburgo in Brisgovia, Germania
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica contemporanea[1]
New age[1]
Musica minimalista[1]
Musica classica[1]
Periodo di attività 1980 – in attività
Strumento Pianoforte
Etichetta Decca, Ponderosa Music&Art, BMG Ricordi
Sito web

Ludovico Einaudi, (pronuncia: ludoˈviːko eiˈnaudi) (Torino, 23 novembre 1955), è un pianista e compositore italiano.

Si è formato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano sotto il compositore Luciano Berio nei primi anni del 1980. Einaudi ha iniziato la sua carriera come compositore classico, e ha iniziato incorporando altri stili e generi, tra cui pop, rock, world music e musica popolare[2].

Einaudi ha composto le colonne sonore di numerosi film e trailer, tra cui Quasi amici e Joaquin Phoenix - Io sono qui!, la miniserie Dottor Zivago, e Acquario nel 1996, per il quale ha vinto la Grolla d'oro per la migliore colonna sonora. Ha anche pubblicato una serie di album da solista di pianoforte e orchestra, in particolare I giorni nel 2001, Nightbook nel 2009, e In a Time Lapse nel 2013. Taranta Project, un album collaborativo, è stato pubblicato nel maggio 2015, ed Elements è stato rilasciato nel ottobre 2015.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È figlio dell'editore Giulio Einaudi e di Renata Aldrovandi, che suonava il pianoforte come lui, nipote di Luigi Einaudi (1874-1961), presidente della Repubblica dal 1948 al 1955[3]. Sposato con Anna De Carlo (sorella dello scrittore Andrea De Carlo), di cui ebbero due figli, Leonardo Einaudi e Jessica Einaudi[4].

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

La sua carriera di musicista inizia nel jazz rock, quando entra nel complesso torinese Venegoni & Co, con cui incide due album pubblicati dalla Cramps: Rumore rosso e Sarabanda. Continua nel frattempo gli studi classici, e si diploma al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano con Azio Corghi, perfezionandosi poi con Luciano Berio. Nel 1982 riceve una borsa di studio per recarsi al Festival di Tanglewood nel Massachusetts[5][6][7].

La sua carriera come musicista classico inizia con varie composizioni sia orchestrali sia da camera, che verranno eseguite al Teatro alla Scala, al Maggio Musicale Fiorentino, al Festival di Tanglewood, al Lincoln Center di New York, nella Queen Elisabeth Hall, l'IRCAM di Parigi, la Saint Paul Chamber Orchestra, settembre Musica, l'UCLA Centre for Performing Arts, il Budapest Music Festival e altri. Nel 1984 viene eseguita, nel Giardino degli Orti Oricellari di Firenze, la première di "Sul filo di Orfeo", balletto di Ludovico Einaudi, con soggetto e coreografia di Serge Bennathan.

Scrive per vari settori, in particolare cinema e teatro, componendo nel 1988 l'opera teatrale Time Out; dopo questa prima positiva esperienza con la danza, realizza nel 1990 The Wild Man per la Oregon Dance Company, e poi Emperor nel 1991[8]. La sua musica affonda le radici nella musica classica con l'aggiunta di elementi derivati dalla musica pop, rock, folk e contemporanea. Stanze, del 1992, è una raccolta di sedici pezzi per arpa interpretati da Cecilia Chailly, composti nel corso di tre anni.

Le onde (1996)[modifica | modifica wikitesto]

È tuttavia con l'album Le onde che raggiunge il successo internazionale; verrà infatti pubblicato un paio d'anni dopo nel Regno Unito. Il disco è un ciclo di ballate ispirato all'omonimo romanzo di Virginia Woolf[9]. Alcuni brani di questo disco sono stati scelti come colonna sonora del film Aprile di Nanni Moretti[10], e a questo faranno seguito una serie di proficue collaborazioni con il cinema, fra cui Fuori dal mondo e Luce dei miei occhi, di Giuseppe Piccioni, Zivago, di Giacomo Campiotti, Sotto falso nome, di Roberto Andò, fino ai più recenti This Is England, dell'inglese Shane Meadows e Quasi amici, di Olivier Nakache e Éric Toledano.

Con l'album successivo, Eden Roc, Einaudi prosegue la ricerca sperimentale, grazie anche all'aggiunta di un quintetto di archi ed alla collaborazione con il musicista Djivan Gasparyan. Il brano omonimo all'album verrà scelto come colonna sonora per lo spot pubblicitario della Tiscali.

I giorni, Una mattina (2001-2004)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 esce l'album I giorni, nuovo ciclo di ballate, dalle melodie semplici e allo stesso tempo molto profonde. L'album, racconta il pianista, nasce da un ricordo di un viaggio in Mali, terra di cantastorie e di antiche tradizioni musicali. Nel Mali tornerà poi per il Festival au désert. A riportarlo in Africa questa volta è il maestro della kora: Ballakè Sissoko[8]. E infatti l'album successivo, Diario Mali, vede la collaborazione dello stesso Sissoko. Nel 2003 è uscito nel Regno Unito Echoes, una raccolta dei brani più celebri del compositore che raggiungerà le 100.000 copie vendute.[11]

Nello stesso anno, inoltre, suona alla Scala di Milano, dove registra il doppio live La Scala: Concert 03 03 03, che contiene i pezzi più conosciuti dell'autore e una versione con il pianoforte di Lady Jane dei Rolling Stones.

Nel 2004 esce Una mattina, album firmato da Decca, che all'uscita raggiunge il primo posto delle charts britanniche di musica classica[12]. I brani di Una Mattina colpiscono per le melodie ondulatorie in continuo movimento, con improvvise accelerazioni e altrettante sospensioni.

Il successo (2005-presente)[modifica | modifica wikitesto]

Con il successivo album, Divenire, ha venduto più di 300.000 copie[13]; in Italia, grazie alla vendita di oltre 80.000 copie ha vinto il disco d'oro[14]. Einaudi ha spiegato come Divenire nacque dopo che fu invitato, in occasione del 2° "Festival delle Dolomiti", a comporre dei brani da suonare su un altopiano a 2000 metri di quota, davanti alle Pale di San Martino.[15] L'album è fondato in particolare su tre brani: Divenire, Primavera e Svanire. Questi brani sono stati ispirati a tre quadri di Segantini: La vita, La natura e La morte.

Il tour europeo di Divenire è terminato, dopo oltre 80 date, alla Royal Albert Hall, nel 2007, davanti a più di 4000 persone. Divenire è ancora in classifica tra gli album più venduti dell'iTunes Music Store[16].

Ludovico Einaudi alla Cappella Paolina, Palazzo del Quirinale

Nel 2007 ha composto ed eseguito, per l'album Dormi amore, la situazione non è buona, di Adriano Celentano, il Prologo di un amore finito, del brano Hai bucato la mia vita. Il 6 dicembre riceve a Cosenza il "Riccio d'Argento" della XXI edizione di "Fatti di Musica", la rassegna del miglior live d'autore, diretta da Ruggero Pegna[11]. I suoi brani sono stati utilizzati in numerosi spot pubblicitari, come quello dell'Eni, e come colonne sonore di molti film. Ha inoltre composto la sigla del TG1[17].

Numerose sono le collaborazioni di Ludovico Einaudi con altri artisti provenienti dalle diverse tradizioni, come Paolo Fresu, Rodrigo Leão, Mercan Dede e i già citati Ballakè Sissoko e Djivan Gasparyan. Diverse sono anche le incursioni nel mondo dell'elettronica. Ha infatti collaborato con i To Rococo Rot, gruppo di Berlino, e i Whitetree, con i quali ha inciso nel maggio del 2009 Cloudland. Per presentare questo progetto, è stato ospite per una lunga intervista e una performance live alla celebre radio KCRW a Los Angeles, da Chris Douridas.

Ha suonato nei maggiori teatri del mondo, come La Scala di Milano, la Royal Albert Hall di Londra, la Philharmonic Hall di Liverpool, l'Olympia di Parigi, la Philharmonie di Berlino, la Sydney Opera House di Sydney. La sua musica è arrivata pure a Buckingham Palace, al Queen's speech, il tradizionale discorso natalizio della regina d'Inghilterra. Le sue composizioni sono dunque un esempio di musica trasversale. Infatti Einaudi è stato l'unico musicista classico a partecipare all'iTunes Festival, accanto a gruppi rock come gli Oasis e i Placebo.

Ha venduto più di 750 000 dischi in tutta Europa e con l'album Nightbook ha raggiunto la vetta di tutte le classifiche di musica classica di tutta Europa[18].

In Italia ha esordito al primo posto della classifica iTunes e all'undicesimo della classifica Nielsen. Alcuni eventi hanno ispirato quest'ultimo lavoro. Il pianista ha infatti detto di aver tratto ispirazione da un concerto del 2006, all'Hangar Bicocca di Milano, circondato da "i Sette palazzi Celesti" di Anselm Kiefer.

Nel 2010 è Maestro Concertatore del concerto della Notte della Taranta a Melpignano[19], ruolo ricoperto anche nell'edizione 2011 del festival salentino[20].

Nell'aprile 2013 è stato nominato Chevalier des Arts et des Lettres dal Ministro della Cultura e della Comunicazione della Repubblica Francese. Nel settembre 2013 si è esibito (unico artista italiano) all'iTunes Festival, a Londra. Nel novembre 2013 Ludovico Einaudi è stato insignito del titolo di Cavaliere dell'Ordine des Arts et Lettres dal ministero della Cultura francese. L'onorificenza gli è stata assegnata per il "successo internazionale e l'originalità delle sue composizioni".Inoltre, con la colonna sonora di 'Quasi amici', "Einaudi ha dato un supporto di gran rilievo al successo mondiale del cinema francese", recitano le motivazioni[21].

Einaudi in un concerto a Mosca, 12 settembre 2014

Il 9 febbraio del 2014 ha tenuto un applauditissimo concerto alla Sydney Opera House ed il 28 luglio all'Arena di Verona, con In a Time Lapse.[22]

Nel 2016 ha suonato l'inedito Elegy for the Arctic su una piattaforma galleggiante tra i ghiacci del Mar Glaciale Artico di fronte al ghiacciaio Wahlenbergbreen, alle Isole Svalbard (Norvegia). L'evento è stato organizzato da Greenpeace per la sua campagna di sensibilizzazione alla difesa dell'Artico[23].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— Roma, 26 maggio 2005[24]
Commandeur de l'Ordre des Arts et des Lettres - nastrino per uniforme ordinaria Commandeur de l'Ordre des Arts et des Lettres
— 2013[25]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Musica da camera[modifica | modifica wikitesto]

Per orchestra[modifica | modifica wikitesto]

Teatro e danza[modifica | modifica wikitesto]

Colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

Concerti[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni musicali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Ludovico Einaudi, su AllMusic, All Media Network.
  2. ^ (EN) BT River of Music: Ludovico Einaudi interview for London 2012, in Telegraph.co.uk. URL consultato il 17 novembre 2016.
  3. ^ 'Einaudi per noi nipoti milanesi' - la Repubblica.it, ricerca.repubblica.it. URL consultato il 27 agosto 2016.
  4. ^ Jessica Einaudi: «Mi manda papà , ma faccio da sola. E senza X Factor» - Milano, su milano.corriere.it. URL consultato il 17 novembre 2016.
  5. ^ Ricordi, su www.ricordi.com. URL consultato il 27 agosto 2016.
  6. ^ Tutto musica, De Agostini, 1° gennaio 2009, ISBN 978-88-418-5512-6. URL consultato il 27 agosto 2016.
  7. ^ Ludovico Einaudi - Short Biography - Music Sales Classical, su www.musicsalesclassical.com. URL consultato il 13 ottobre 2016.
  8. ^ a b (EN) Nick Wise, Celebrity Vineyards, Music Sales Group, 14 giugno 2013, ISBN 9780857128690. URL consultato il 13 ottobre 2016.
  9. ^ Festival piano solo. Ludovico Einaudi, su www.auditorium.com. URL consultato il 04 settembre 2016.
  10. ^ La colonna sonora di APRILE di Nanni Moretti, su web.tiscali.it. URL consultato il 04 settembre 2016.
  11. ^ a b Time Zones Sulla Via delle Musiche Possibili, su www.timezones.it. URL consultato il 27 agosto 2016.
  12. ^ bio | Ludovico Einaudi, su www.ludovicoeinaudi.com. URL consultato il 03 aprile 2016.
  13. ^ Italiani Ludovico Einaudi, realorfake.altervista.org, 20 giugno 2016. URL consultato il 27 agosto 2016.
  14. ^ Aldersoft / www.aldersoft.com, LudovicoEinaudi, su www.lafavolablu.it. URL consultato il 05 aprile 2016.
  15. ^ iSite srl - Siti internet e multimedia - Trento, I Suoni delle Dolomiti - In cammino verso la musica e la montagna, su www.isuonidelledolomiti.it. URL consultato il 27 agosto 2016.
  16. ^ Ludovico Einaudi su iTunes, su iTunes. URL consultato il 03 aprile 2016.
  17. ^ Aldersoft / www.aldersoft.com, LudovicoEinaudi, su www.lafavolablu.it. URL consultato il 03 aprile 2016.
  18. ^ TICKETONE http://www.ticketone.it, Ludovico Einaudi, su Ludovico Einaudi - Biglietti. URL consultato il 05 aprile 2016.
  19. ^ Presentazione Maestro concertatore Taranta 2010, lanottedellataranta.it, 06/03/2010. URL consultato il 09/03/2010.
  20. ^ In cerca della dimensione oscura Einaudi prepara il suo concertone, corrieredelmezzogiorno.corriere.it, 22/08/2011. URL consultato il 26/08/2011.
  21. ^ Musica: Ludovico Einaudi cavaliere dell'Ordine des Arts et Lettres, Adnkronos. URL consultato il 22-2-2015.
  22. ^ Ludovico Einaudi all'Arena di Verona, dismappa.it, 28 luglio 2014. URL consultato il 27 agosto 2016.
  23. ^ Ludovico Einaudi al pianoforte fra i ghiacci polari per chiedere la protezione dell’Artico, greenpeace.org, 20/06/2016. URL consultato il 01/07/2016.
  24. ^ Assegnazione onorificenza, repubblica.it.
  25. ^ Buon compleanno Ludovico Einaudi, su Eleonora Fresh: blog di musica e Juventus, 23 novembre 2015. URL consultato il 04 settembre 2016.
  26. ^ Cloudland, ponderosa.it. URL consultato il 05/03/2009.

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