Mario Landolfi

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Mario Landolfi
Intervista-landolfi.jpg

Ministro delle comunicazioni
Durata mandato 23 aprile 2005 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Maurizio Gasparri
Successore Paolo Gentiloni

Presidente della Commissione di Vigilanza Rai
Durata mandato 13 giugno 2000 –
29 maggio 2001
Predecessore Francesco Storace
Successore Claudio Petruccioli

Durata mandato 17 maggio 2006 –
29 aprile 2008
Predecessore Paolo Gentiloni
Successore Riccardo Villari

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature - XII
- XIII
- XIV
- XV
- XVI
Gruppo
parlamentare
XII - XIII - XIV- XV:
- Alleanza Nazionale

XVI:
- Popolo della Libertà

Circoscrizione Campania 2
Collegio XII - XIII - XIV:
6 (Sessa Aurunca)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Movimento Sociale Italiano (Fino al 1995)
Alleanza Nazionale (1995-2009)
Il Popolo della Libertà (2009-2013)
Titolo di studio Diploma di Liceo Classico
Professione Giornalista

Mario Landolfi (Mondragone, 6 giugno 1959) è un politico italiano, già Ministro delle comunicazioni nel governo Berlusconi III.

È stato deputato della Repubblica Italiana dal 1994 al 2013.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre Giacomo fu un esponente del Partito Monarchico nella provincia di Caserta[1] e consigliere comunale nella lista MSI-DN nel comune di Mondragone.

Mario Landolfi ha conseguito la maturità classica presso il Liceo Classico "Agostino Nifo" di Sessa Aurunca.

Giornalista professionista, assunto al Secolo d'Italia, è stato consigliere comunale e capogruppo del MSI. Nel 1994 è stato eletto deputato in Alleanza Nazionale nel collegio di Sessa (battendo Lorenzo Montecuollo, Bernardo Pirollo e Amato Lamberti), e rieletto per quattro legislature (1996, 2001, 2006, 2008): alle elezioni politiche del 2006 è stato eletto alla Camera dei deputati nel collegio Campania 2, sempre nelle liste di Alleanza Nazionale, di cui è stato coordinatore regionale per la Campania fino al 2009, anno di fondazione del PDL, di cui è coordinatore vicario per la stessa regione.

Dal 22 aprile 2005 al 18 maggio 2006 ha ricoperto la carica di Ministro delle comunicazioni (Governo Berlusconi III); come tale emise un decreto (noto come "Decreto Landolfi") sulla liberalizzazione delle frequenze per la trasmissione dati wireless[2]. Insieme a Giulio Tremonti, che era allora ministro per le Finanze nello stesso Gabinetto e che aveva promosso la costituzione di una Banca del Mezzogiorno, favorì l'accensione di una partnership fra questo istituto e Poste italiane[3]. È stato inoltre presidente della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (la cosiddetta "Commissione di vigilanza RAI").

È stato membro del Consiglio generale del Partito Radicale Transnazionale[4].

Landolfi è stato deputato fino al 2013, quando è tornato a scrivere per il Secolo d'Italia.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000, durante il discorso in diretta con cui annunciava le sue dimissioni da direttore del TG1, il giornalista Gad Lerner dichiarò che, fresco di nomina, il 13 luglio 2000 era stato invitato a pranzo dal Presidente della Commissione di Vigilanza, Mario Landolfi. Al termine dell'incontro Landolfi - affermò Lerner - tirò fuori dalla tasca un foglio di carta dicendo "ci sarebbe questa persona da sistemare". Successivamente la giornalista Marilù Lucrezio affermò di essere lei la precaria "raccomandata", in un'intervista al Corriere della Sera.[5] In quell'occasione, Landolfi ammise di aver agito in modo "inopportuno"[6], ma querelò Gad Lerner per diffamazione. La vicenda si concluse con l'assoluzione del giornalista[7].

Nell'aprile 2018, durante un'intervista per strada, tentata in via della Scrofa a Roma[8], ha violentemente colpito con uno schiaffo al volto e insultato il giornalista Danilo Lupo, inviato del programma di Massimo Giletti Non è l'Arena (La7)[9].

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Un'inchiesta giornalistica de L'Espresso del 2008 riportò attività della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere riguardanti serialità di raccomandazioni per assunzioni nella società Poste italiane; l'indagine coinvolse Landolfi, il suo segretario particolare Cosimo Chianese e l'Amministratore Delegato della Società Massimo Sarmi, tuttavia il settimanale riferì affermazioni di fonti della Procura secondo cui doveva trattarsi di «vicenda che riveste i caratteri del malcostume politico, ma non c'è la prova che vi sia stata una attività illecita»[10].

Nel 2007, a margine di una inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli[11] che coinvolgeva il politico Nicola Cosentino[12][13], l'imprenditore e pentito di Camorra Michele Orsi (secondo la stampa in precedenza legato al clan Bidognetti[14]) formulò diverse accuse riguardanti assunzioni clientelari alla nettezza urbana del comune di Mondragone. L'inchiesta fu ripartita in due filoni, in uno dei quali era imputato il Cosentino[15]. Landolfi fu indagato con l'accusa di corruzione e truffa, con l'aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il clan mafioso La Torre.[16] Michele Orsi fu ucciso in un agguato di camorra il 1º giugno 2008[17].

Il 15 maggio 2012 fu rinviato a giudizio dal Giudice dell'udienza preliminare con le accuse di concorso in corruzione e truffa aggravate dall'avere agito per favorire il clan camorristico La Torre[18]; il politico dichiarò la sua estraneità, parlando di «vicenda farsesca, banale, paesana»[19]. Aveva già pubblicato online le intercettazioni telefoniche di cui la Giunta per le autorizzazioni della Camera dei Deputati aveva negato ai magistrati l'utilizzo[20]. Nel 2017 il processo per le assunzioni all'AIFA si concluse con l'assoluzione dei 35 imputati[21].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Repubblica.it, Dalla Rai alle mozzarelle Mondragone sogna l' oro, di Ottavio Ragone, 21 aprile 2001
  2. ^ Il Sole 24 Ore, L'impatto del decreto Landolfi sul mercato, di Pino Fondati, 5 dicembre 2005
  3. ^ Secolo d'Italia, Al via la Banca del Mezzogiorno. Così la sinistra sfrutta le idee della destra, 10 febbraio 2017
  4. ^ RadicalParty.org - Elenco dei 50 membri del Consiglio Generale Archiviato il 18 luglio 2012 in Archive.is
  5. ^ Sono io la giornalista del bigliettino di Gad Lerner - Corriere della Sera, 6 ottobre 2000
  6. ^ Landolfi sul caso Lerner «Segnalare quel nome fu un atto inopportuno»
  7. ^ Repubblica.it, Il biglietto di Lerner non diffamò Landolfi, 10 febbraio 2006
  8. ^ Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi), Giornalista di 'Non è l'Arena' preso a schiaffi dall'ex ministro Landolfi ..., 20 aprile 2018
  9. ^ Video Shock, l'ex Ministro Mario Landolfi mette KO giornalista di Non è L'Arena. URL consultato il 20 aprile 2018.
  10. ^ L'Espresso, Poste raccomandate, Marco Lillo e Claudio Pappaianni, 20 marzo 2008
  11. ^ Antimafiaduemila, Inchiesta eco4, di Dora Quaranta, 23 novembre 2007
  12. ^ Corriere del Mezzogiorno, Assunzioni all'Eco4, favori per tutti - Anche a Landolfi, Parente e Martinelli, 21 giugno 2014
  13. ^ Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari di Napoli, Ordinanza cautelare - arresto del deputato Cosentino
  14. ^ Il Mattino, Santa Maria Capua Vetere. Processo Eco4, il pentito Valente: «L'ex ministro Landolfi prese 10 milioni di lire». Landolfi replica: «Pura falsità», di Mena Grimaldi, 15 Gennaio 2015
  15. ^ Corriere CE, Eco 4, il pm chiede di usare le telefonate di Landolfi, 18 giugno 2008
  16. ^ Gianluca Di Feo. Il padrone di Mondragone Archiviato il 28 aprile 2009 in Internet Archive. L'Espresso, 22 novembre 2007
  17. ^ Delitto nella roccaforte dei Casalesi, ucciso un collaboratore di giustizia Corriere della Sera, 1º giugno 2008
  18. ^ Campanianotizie, http://www.campanianotizie.com/cronaca/caserta/28650-processo-a-landolfi-chiesta-lacquisizione-sentenza-eco-4.html, 9 luglio 2012
  19. ^ Secolo d'Italia, Landolfi: «Al mio processo si riderà, è una farsa», 16 maggio 2012
  20. ^ Corriere del Mezzogiorno, [http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2011/20-aprile-2011/landolfi-pubblica-intercettazioni-fbsono-innocente-faccio-leggere-tutti-190475002577.shtml Landolfi pubblica le intercettazioni su Fb: «Sono innocente, le faccio leggere a tutti»], 20 aprile 2011
  21. ^ CasertaCÈ, Maxitruffa ai corsi per le assunzioni AIFA, prosciolti l'ex vicesindaco di An, l'ex capo segreteria di Landolfi e altri 33 imputati, di Max Ive, 14 marzo 2017

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