Monoscopio

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Monoscopio Philips PM5544

Il monoscopio è un'immagine televisiva fissa prodotta allo scopo di verificare la qualità delle trasmissioni e delle apparecchiature televisive. Può essere prodotta da un particolare tubo elettronico oppure generata elettronicamente.

La test card o test pattern indica invece un'immagine generata elettronicamente, nonostante possono riferirsi anche alle immagini ottenute dal tubo elettronico.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il nome monoscopio deriva da un altro apparecchio detto anch'esso monoscopio (dal greco μόνος mónos "uno, unico" e σκοπέω skopéō "osservo").

Da principio si usava a questo scopo un'apposita lastra in alluminio con un'immagine stampata in grafite. In alternativa il monoscopio poteva essere ottenuto inquadrando con una telecamera degli appositi cartelli bene illuminati, in passato disegnati a mano.

Un esempio di test card.

Successivamente l'immagine così ottenuta è stata sostituita da immagini create con appositi strumenti detti generatori video, di solito accompagnate da una sinusoide audio a 400 Hz o 1 kHz, oppure da un segnale di identificazione per i segnali stereo.

Nell'epoca delle prime televisioni private, quando la programmazione non copriva l'intera giornata, ciascuna emittente possedeva un'immagine fissa da trasmettere nel periodo in cui non venivano messi in onda programmi. Oltre agli elementi grafici utili per i tecnici, questi monoscopi contenevano il logo dell'emittente e altre informazioni sul canale impiegato. Anche le immagini fisse contenenti solo il logo dell'emittente, non adatte alle misure tecniche, o solamente le barre del colore (con eventuale nome dell'emittente) vennero chiamate meno propriamente monoscopio.

In Italia a partire dagli anni novanta del XX secolo, i monoscopi sulle TV locali sono stati soppiantati dai "rulli notturni", ossia delle presentazioni ripetute del palinsesto del giorno, come già facevano in origine Canale 5, Italia 1 e Rete 4.

Oggi il monoscopio più frequentemente usato per segnalare la presenza di un'emittente che non trasmette programmi è costituito da otto barre verticali colorate, chiamate barre colore.

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

Veniva utilizzato nei primi anni di vita della televisione, per generare le immagini di prova. Il monoscopio viene anche impiegato per la calibrazione delle apparecchiature, ad esempio per regolare in modo ottimale luminosità, contrasto, saturazione e sintonia di un televisore. Inoltre, contiene segnali generati appositamente per verificare la corretta ricezione dei segnali trasmessi.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Nel corso degli anni sono stati elaborati ed utilizzati vari tipi di monoscopio. Ogni sua parte corrisponde a un ben determinato test che è possibile effettuare.

Uno dei più conosciuti ed utilizzati è il Philips tipo PM5644, di impiego molto comune in Europa. Di seguito sono elencate le caratteristiche principali:

  • La merlatura sul bordo corrisponde alla zona al di fuori del 90% dell'immagine, detta anche extracampo. In linea di massima, su un monitor LCD questa zona non dovrebbe essere visibile anche se questo varia da costruttore a costruttore. Nel caso la merlatura sia in parte visibile, può fare comunque da riferimento per la corretta centratura del monitor;
  • Lo sfondo grigio del monoscopio corrisponde al livello video del 50%;
  • Il reticolo bianco sullo sfondo è utile per controllare la geometria e la convergenza dei monitor. È utile anche per testare la risposta ai transienti;
  • Le due barre verticali ai lati del reticolo sono composte solo da una sola delle due componenti di differenza cromatica, R-Y e B-Y. Se il demodulatore funziona correttamente, il segnale appare grigio senza nessuna dominante cromatica;
  • Subito all'interno delle due barre laterali, sono presenti altre due barre di differenza cromatica, usati per verificare che la sottrazione del colore trasmesso rispetto al verde sia corretta.

Il cerchio centrale corrisponde alla cosiddetta zona 1 del cinescopio, dove le misurazioni di precisione geometrica e dimensione dell'immagine sono più severe. All'interno del cerchio sono presenti altri segnali, e il cerchio stesso permette di verificare il corretto funzionamento dei circuiti di deflessione:

  • La barra nera superiore ha una durata di 10 μs e viene usata per il controllo della risposta alle basse frequenze; in TV la si usava per scrivere all'interno (totalmente o parzialmente) il nome dell'emittente. Per fare alcuni esempi, trovavamo scritto RAI1, RAI2, RAI3 (con la cifra per esteso dal 94), oppure TELE (per Tele Montecarlo), TV KOPER (per TV Koper Capodistria) e simili.
  • la linea verticale sottile nel campo bianco, nota come spillo, serve per rilevare eventuali riflessioni nella ricezione del segnale analogico; la distanza di tali riflessioni si può calcolare in base al ritardo in microsecondi tra il segnale originale e quello riflesso.
  • l'onda quadra ha una frequenza di 250 kHz ed è modulata su un'ampiezza pari al 75% del livello del bianco. Serve per misurare la risposta video a questa frequenza;
  • le barre colore sono barre EBU usate per il controllo della ricezione dei colori;
  • Nella barra nera centrale è presente un reticolo bianco la cui linea orizzontale è costituita da due righe su due semiquadri e serve per la verifica del corretto interlacciamento. La croce centrale identifica inoltre il centro del riquadro televisivo. Le linee bianche verticali devono avere tutte lo stesso spessore e la stessa luminosità della linea orizzontale e possono essere usate per valutare la convergenza nei CRT o il clock nei display piatti.
  • la parte inferiore della croce è costituita da un segnale ultranero (-2% del livello video). Se è visibile una differenza con la barra nera centrale, la luminosità del cinescopio è troppo elevata;
  • sotto la barra nera centrale è visibile uno schema di frequenze noto come multiburst, cinque aree a risoluzione crescente: 0,8 - 1,8 - 2,8 - 3,8 e 4,8 MHz. Questo segnale serve per testare la banda passante del monitor. Un segnale PAL composito mostrerà fenomeni di intermodulazione nella frequenza più elevata, e un normale televisore taglierà probabilmente le frequenze sopra i 4 MHz;
  • la scala dei grigi inferiore presenta valori crescenti dallo 0 al 100% a intervalli del 20% del livello video e serve per la verifica della linerità del cinescopio;
  • la barra nera inferiore serve di solito per inserire il nome dell'emittente oppure il luogo geografico da dove viene irradiato il segnale. Il canale italiano Rai 3 ad esempio, durante la diffusione regionale, mostrava su questa barra il nome della regione oppure le emittenti Tele Montecarlo e TV Koper Capodistria presentavano la scritta MONTECARLO e CAPODISTRIA. Le reti Rai presentavano il nome dell'emittente su questa barra inferiore nei primi anni di utilizzo del monoscopio a colori (questa variante poteva apparire di tanto in tanto anche negli anni ottanta alternandosi alla versione classica con il nome dell'emittente sulla barra superiore oppure durante le brusche interruzioni dei collegamenti all'interno dei telegiornali). Sui monitors dei Tg Rai era possibile vedere il monoscopio Philips con la targa automobilistica della città da dove stava per prepararsi il collegamento (ad esempio BZ per Bolzano ) sulla barra nera inferiore. Su quella superiore poteva esserci scritto RAI oppure niente.

Ancora oggi, in caso di improvvisi collegamenti con la sede regionale da parte di Rai 3 per errore può apparire il monoscopio con il nome della regione su questa barra, ma senza nessuna scritta sulla barra superiore.

  • la barra inferiore, chiamata giallo-rosso-giallo serve per controllare il ritardo del gruppo di crominanza rispetto al gruppo di luminanza. Se il ritardo di gruppo è corretto, sarà visibile solo una riga sottile tra il giallo e il rosso, che sarà più ampia tanto maggiore è il ritardo.

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