Il Riformista

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Riformista
Logo
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità quotidiano
Genere stampa nazionale
Formato Berlinese
Fondatore Claudio Velardi e Antonio Polito
Fondazione 23 ottobre 2002
Chiusura 30 marzo 2012
Inserti e allegati L'interprete
Sede Roma
Editore Edizioni Riformiste
ISSN 1723-8080 (WC · ACNP)
Sito web ilriformista.it
 

Il nuovo Riformista, più noto con il nome de Il Riformista, è stato un quotidiano di approfondimento politico fondato nel 2002 da Antonio Polito e chiuso nel marzo 2012. Il giornale era gestito da una società cooperativa le «Edizioni Riformiste».

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ideato da Claudio Velardi, ex consigliere politico di Massimo D'Alema, nasce il 23 ottobre del 2002.
Inizialmente consta di quattro pagine di analisi e commenti concentrati su politica ed economia. Successivamente passa a otto pagine e sviluppa inserti dedicati al mondo dell'attualità, affermandosi presto nel panorama editoriale nazionale come uno dei principali quotidiani d'opinione.

Dal 20 ottobre 2008 il giornale esce con un nuovo formato, più ridotto, e una foliazione di 32 pagine. Viene abbandonando il caratteristico colore arancione per adottare il colore su tutte le pagine. La nuova impostazione grafica è firmata da Cinzia Leone.[1].

Il 30 dicembre 2010 il fondatore e direttore Polito, lascia il giornale[2]. Nel periodo gennaio-aprile 2011 la direzione veniva temporaneamente assunta da Stefano Cappellini (vicedirettore di Polito), nell'attesa del passaggio di proprietà della casa editrice. Dal 1º maggio 2011 il nuovo direttore diventava Emanuele Macaluso.

Con il numero in edicola il 30 marzo 2012 il giornale ha sospeso le pubblicazioni. Nell'articolo di fondo di commiato ai lettori, Emanuele Macaluso ha scritto: «In queste ultime settimane abbiamo reso noto ai nostri lettori le difficoltà che incontravamo per continuare a pubblicare il Riformista. Oggi con grande amarezza vi diciamo che tutti i tentativi fatti per salvare il salvabile, non hanno avuto esito positivo. L'assemblea dei soci, quindi, ha deciso di affidare a un liquidatore l'amministrazione della cooperativa e di sospendere la pubblicazione del giornale».

Assetto societario e finanziamenti pubblici[modifica | modifica wikitesto]

La proprietà della società editrice del quotidiano è divisa in due: il 51% è di Claudio Velardi e il 49% della famiglia Angelucci (Tosinvest).[3]

Fin dalla fondazione il quotidiano è legato al mensile Le Ragioni del Socialismo, edito da Emanuele Macaluso, storico esponente della corrente migliorista del PCI. La rivista è organo ufficiale dell'omonima associazione politica, pertanto accede al fondo statale di sovvenzioni per l'editoria. Nel 2002 Macaluso e Claudio Velardi concludono un accordo in base al quale Il Riformista esce come allegato del mensile.

Nel 2006 l'imprenditore Giampaolo Angelucci acquista tutte le quote del fondatore Claudio Velardi. La famiglia Angelucci diventa così proprietaria del 100% della società editrice.[4]

Nel febbraio 2011, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) con la delibera 63/11/CONS, ha sanzionato il senatore Antonio Angelucci per omessa comunicazione di controllo per i giornali Opinioni Nuove Libero Quotidiano (Libero) e Il Nuovo Riformista. La legge prevede che a beneficiare di soldi dallo Stato sia una sola testata per editore. Angelucci è risultato invece proprietario di due testate. Oltre a perdere il diritto ai contributi per gli anni dal 2008 al 2010, Angelucci e la società Tosinvest dovranno restituire i contributi incassati nel 2006 e nel 2007[5].

Dovendo scegliere tra le due testate, Angelucci ha deciso di mantenere la proprietà di Libero. Angelucci ha avviato le trattative per la cessione del Riformista all'associazione politica Le Ragioni del Socialismo, cui il quotidiano è legato fin dalla fondazione. Emanuele Macaluso è ancora direttore dell'associazione. Le trattative si sono concluse nell'aprile 2011 con l'acquisizione della società cooperativa editrice da parte di Emanuele Macaluso e Gianni Cervetti (che ne ha assunto la presidenza). È stato quindi ripristinato l'assetto iniziale del quotidiano. A differenza del 2002, Il Riformista esce come organo ufficiale dell'associazione.

Diffusione sui nuovi media[modifica | modifica wikitesto]

Il quotidiano ha adottato la tecnologia virtualnewspaper, sistema software che, se integrato con un lettore a schermo tattile, permette di consultare il giornale simulando lo sfogliamento delle pagine.

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

Principali firme[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Veloce come internet, bello come una rivista, Il Riformista, 20 ottobre 2005
  2. ^ «Perché lascio la direzione del Riformista», 30 dicembre 2010.
  3. ^ ilvelino.it, Riformista: scontro Velardi-Angelucci, Polito resta direttore?, in ilvelino.it, 16 febbraio 2006. URL consultato il 7/1/2014.
  4. ^ Velardi vende il 51% de Il Riformista agli editori di Libero, dovlatov.typepad.com. URL consultato il 7/1/2014.
  5. ^ Matteo Bartocci, «Feltri e Riformista senza contributi pubblici».

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Editoria Portale Editoria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di editoria